• Testo MOZIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.1/01121    premesso che:     è comunemente ritenuto che i grandi eventi sportivi fanno bene all'economia del Paese ospitante in quanto elemento in grado di intensificare il...



Atto Camera

Mozione 1-01121presentato daSALTAMARTINI Barbaratesto diMartedì 26 gennaio 2016, seduta n. 555

   La Camera,
   premesso che:
    è comunemente ritenuto che i grandi eventi sportivi fanno bene all'economia del Paese ospitante in quanto elemento in grado di intensificare il turismo per via di un aumento degli arrivi, delle presenze di stranieri e, dunque, del giro d'affari ad essi connesso;
    campionati del mondo ed olimpiadi rappresentano una ribalta per i Paesi/le città che li organizzano, una vetrina mediatica con un duplice effetto: maggiori incassi è vero, ma anche e soprattutto maggiori risorse pubbliche impegnate per la necessità di ampliare e adeguare le infrastrutture, di riqualificare le aree urbane e rigenerare le periferie, di costruire e/o ammodernare gli impianti sportivi;
    un'analisi relativa alle Olimpiadi invernali di Torino del 2006, pubblicata sul sito di Altroconsumo, riguardo quanto è stato speso, chi è stato a spendere, quanto è stato guadagnato e chi ha guadagnato, conclude che «non è affatto certo che le Olimpiadi si rivelino sempre, perlomeno sotto il profilo economico, un successo. Le risorse investite per organizzare l'evento, prevalentemente di origine pubblica, potrebbero essere destinate a impieghi alternativi caratterizzati da una più elevata redditività. A beneficiare degli investimenti necessari, inoltre, è spesso una ristretta comunità locale, mentre i costi gravano sulla collettività nazionale»;
    è indubbio che le entrate sono sempre sovrastimate, per il presupposto di un'impennata nell'afflusso di turisti e per l'altrettanta ipotesi di una crescita dell'occupazione, ma purtroppo gli eventi passati smentiscono questo ottimismo. Basti considerare le ultime 2 olimpiadi: durante i Giochi Olimpici del 2008, a Pechino erano previsti circa 400.000 turisti, ma ne sono effettivamente giunti 235.000 con una diminuzione di presenze nella capitale cinese del 30 per cento rispetto all'agosto dell'anno precedente; a Londra 2012, il calo è stato del 6,1 per cento rispetto al 2011;
    tali risultati rappresentano le ragioni per cui sempre meno città sono oggigiorno interessate ad ospitare le olimpiadi o altri grandi eventi sportivi e, di conseguenza, sempre meno formalizzano la candidatura. Per i giochi olimpici dei 2024, sono rimaste soltanto in 4. Boston si è tirata indietro per i rischi finanziari eccessivi e la città di Amburgo, nel mese di novembre 2015 – anche essa inizialmente candidata – si è ritirata dalla corsa per l'assegnazione dei giochi a seguito di un referendum cui sono stati chiamati i cittadini della città tedesca, cittadini che poi, grazie al voto referendario hanno respinto la candidatura;
    Roma quindi è in corsa per accogliere il grande evento sportivo per eccellenza e si trova a gareggiare con città quali Parigi, Budapest e Los Angeles;
    si ritiene, pertanto, non solo necessario ma fondamentale garantire un confronto partecipativo con i cittadini che hanno un ruolo fondamentale e dovrebbero poter esprimere la propria volontà prima di assumere la decisione finale relativa all'ipotesi di ospitare i XXXIII Olimpici a Roma nel 2024;
    il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha dichiarato che soltanto la candidatura costerà all'Italia 10 milioni i euro. Le città che negli anni passati hanno ospitato i Giochi Olimpici hanno creato perdite economiche che sono ricadute sui cittadini;
    indubbiamente ospitare le Olimpiadi è un sogno ricorrente di tante città, sia per il messaggio positivo che lo sport trasmette, sia per il rinnovamento delle strutture e la creazione di nuovi posti di lavoro. Tutti processi positivi valutabili e quantificabili nel medio-lungo periodo, e che spesso non giustificano sufficientemente l'investimento stanziato;
    nel momento in cui una città valuta l'opportunità di presentare la propria candidatura, deve includere nelle analisi costi-benefici anche i costi di preparazione;
    un altro aspetto delicato da considerare è la trasparenza e la tempistica della realizzazione delle opere necessarie per i Giochi: Il modello previsionale del Governo e del Comitato Roma 2024 dà per scontato che tali opere saranno portate a termine nella modalità e nei tempi previsti senza alcun aggravio in termini di costi rispetto a quanto già preventivato, ma la valutazione di compatibilità economica presuppone l'osservanza di condizioni di efficienza amministrativa in un clima di trasparente cooperazione istituzionale da parte di tutti i soggetti coinvolti nell'organizzazione dei Giochi;
    la candidatura di Roma dovrebbe valorizzare un importante parco di strutture già esistenti da integrare con nuovi investimenti, dunque il Governo assumersi l'impegno di garanzia della trasparenza e soprattutto candidarsi con l'ottica che i miglioramenti infrastrutturali agli impianti sportivi in essere e la realizzazione di nuovi devono comportare solo effetti positivi sia in fase di realizzazione sia in futuro, cosa che purtroppo guardando agli ultimi grandi eventi sportivi come i mondiali di calcio del ’90 e quelli del nuoto del 2009 – non è stata del tutto garantita e molte strutture di nuova realizzazione sono state dismesse e abbandonate subito dopo il loro impiego con inevitabili costi e disservizi per la comunità cittadina;
    oggi la Capitale non è più rappresentata da un sindaco, ma da un commissario nominato dal Governo, Governo che inoltre ad oggi non ha un Ministro dello sport e nemmeno un rappresentante con delega allo sport;
    la situazione finanziaria e il dissesto delle casse del comune di Roma hanno portato al commissariamento della città e la candidatura per il 2024 rappresenta per i cittadini una forte fonte di preoccupazione in merito alla quantificazione e all'utilizzo delle risorse che si renderà necessario investire al fine di adeguare le infrastrutture sportive e ricettive, quelle relative alla mobilità e rendere così il tessuto urbano in grado di ospitare un evento di tale portata;
    il disavanzo strutturale della città di Roma, infatti, ha portato negli ultimi 3 anni ad un aumento esponenziale della pressione fiscale sui propri cittadini (nel comune di Roma l'addizionale Irpef è la più alta d'Italia), i quali si ritrovano a pagare esose tasse che servono non già a finanziare i servizi erogati, bensì a ripianare i debiti accumulati;
    proprio perché, come già evidenziato, ospitare le Olimpiadi richiederebbe interventi importanti sia dal punto di vista strutturale che finanziario sul territorio urbano e nazionale; risulta, pertanto, fondamentale che i costi di realizzazione, di gestione e manutenzione delle strutture necessarie dovranno essere attentamente valutati sotto il profilo della fattibilità e sostenibilità economico-finanziaria, anche per evitare l'eventuale abbandono o degrado degli stessi al termine dei Giochi Olimpici;
    non sono da sottovalutare i possibili rischi che un simile impegno potrebbe comportare in termini di sprechi di risorse economiche e di interventi errati sul territorio; in questo senso assume importanza fondamentale porre la dovuta attenzione affinché un'occasione di sviluppo non si trasformi in uno spreco di denaro pubblico e affinché non si assista alla lievitazione delle spese rispetto al budget iniziale,

impegna il Governo:

   ad assumere le opportune iniziative di competenza affinché l'eventuale svolgimento delle Olimpiadi nel 2024 a Roma sia oggetto di referendum consultivo comunale, per dare ai cittadini romani la possibilità di decidere sulla candidatura Olimpica 2024 mediante un voto referendario che consenta loro una partecipazione diretta, quindi effettiva e democratica;
   ad assumere iniziative per redigere e rendere pubblico ed accessibile un dossier con l'indicazione di un piano dei costi certi, comparati ai presunti benefici, da parte del Comitato Olimpico Roma 2024 per una valutazione attenta dei costi e dei benefici legati all'operazione nel suo complesso;
   a garantire l'assoluta trasparenza e legalità di ogni atto finalizzato alla candidatura e ad effettuare studi sulla compatibilità economica, alla luce delle scarse risorse disponibili sia nel bilancio pubblico che in quello municipale, per ottenere la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024;
   ad assumere iniziative per nominare una Commissione nazionale anticorruzione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità sui contratti pubblici di lavoro, servizi e forniture;
   a porre in essere una campagna informativa per il Paese e per i cittadini romani sullo stato di avanzamento degli studi di fattibilità, anche mediante la pubblicazione degli stessi in un apposito sito web;
   a presentare al Parlamento, un elenco dettagliato delle esigenze infrastrutturali connesse all'evento sportivo, con le relative stime dei costi, e un altrettanto dettagliato elenco degli interventi, in termini di maggiori e migliori servizi ai cittadini, che potrebbero attuarsi impegnando le medesime risorse.
(1-01121) «Saltamartini, Attaguile, Fedriga, Allasia, Borghesi, Caparini, Giancarlo Giorgetti, Grimoldi, Invernizzi, Rondini».