• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11839    il 26 maggio 2015 dopo una latitanza durata 31 anni è stato arrestato dalla Squadra mobile di Napoli a Recife in Brasile Pasquale Scotti, storico capo della Nuova Camorra Organizzata...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11839presentato daNUTI Riccardotesto diGiovedì 28 gennaio 2016, seduta n. 557

   NUTI, BONAFEDE, BUSINAROLO, COLLETTI, D'UVA, FERRARESI e SARTI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
   il 26 maggio 2015 dopo una latitanza durata 31 anni è stato arrestato dalla Squadra mobile di Napoli a Recife in Brasile Pasquale Scotti, storico capo della Nuova Camorra Organizzata cutoliana;
   il 25 dicembre 1984 Pasquale Scotti, all'epoca 27enne, evade misteriosamente dall'ospedale civile di Caserta dov'era detenuto e in custodia ai carabinieri;
   Scotti oltre ad essere legato al rapimento e al rilascio dell'assessore regionale Ciro Cirillo compare anche e soprattutto nelle oscure vicende del suicidio-omicidio di Roberto Calvi, l'ex direttore del Banco Ambrosiano avvenuto il 18 giugno del 1982 sotto il ponte dei Frati Neri sul Tamigi;
   in alcuni rapporti della Direzione investigativa antimafia si parla del reclutamento di camorristi nel servizio militare negli anni Ottanta. Killer di Stato, faccendieri con un piede nei palazzi del potere e l'altro nei covi della malavita come documentato a pagina 78 nel libro «Il Camorrista fantasma – Iupper Edizioni» e da alcune inchieste giornalistiche: infatti, Pasquale Scotti ha incontrato più volte esponenti dei servizi segreti con cui intratteneva rapporti diretti ed indiretti (http://www.lavocedellevoci.it), come altri due boss della Camorra a lui vicini, Vincenzo Casillo e Corrado Iacolare»;
   non sorprende, infatti, che recentemente il magistrato Carlo Alemi, all'epoca dei fatti giudice istruttore dell'inchiesta sul rapimento di Cirillo, abbia detto: «Spero che Scotti arrivi vivo in Italia». Impressiona, comunque, sapere dal diretto interessato che non teme la possibile vendetta di vecchi capi camorra ma l'azione ritorsiva di qualche scheggia dei servizi imbeccati da apparati para politici (http://www.ilfattoquotidiano.it);
   di recente Carlo Calvi, il figlio del banchiere Roberto Calvi, il 17 dicembre 2015, nel corso di una intervista a lettera43 (http://www.lettera43.it) parlando di Scotti ha detto tra l'altro: «Il suo arresto è rilevante. Si tratta di una persona che riporta a frequentazioni e numerosi riferimenti ben precisi di mio padre con l'onorevole Dc Flaminio Piccoli e il ruolo di Francesco Pazienza che è inscindibile dalla frequentazione con la camorra»;
   il nome di Pasquale Scotti faceva parte dell'elenco dei dieci super-ricercati inseriti nella lista delle «primule rosse» stilato dal ministero dell'Interno e misteriosamente sfuggito a numerosi blitz;
   Scotti deve scontare in via definitiva tre ergastoli per omicidio, occultamento di cadavere, estorsione e altri reati associativi in quanto prima killer e poi braccio destro del capo camorra Raffaele Cutolo;
   il 21 ottobre 2015, il Supremo tribunal federal brasiliano, ha deciso a seguito dell'arresto, di estradarlo in Italia;
   i giudici brasiliani hanno stabilito che non c’è persecuzione politica e quindi Francisco De Castro Visconti, la falsa identità di Scotti a Recife, dovrà far ritorno in Italia e scontare gli anni di carcere –:
   se siano a conoscenza di quanto in premessa;
   se intendano immediatamente fare chiarezza, per quanto di competenza ed autonomamente, rispetto al pericolo che Pasquale Scotti possa – secondo la legislazione brasiliana – essere scarcerato in quanto a distanza di tre mesi il Governo italiano non ha ancora inviato la documentazione per completare l’iter dell'estradizione;
   se intendano spiegare i motivi e le difficoltà che hanno tardato la trasmissione della documentazione che dovrà completare l’iter per approdare alla firma del presidente del Brasile come prevede la costituzione del Paese ospitante;
   come intendano intervenire concretamente al fine di assicurare un'adeguata protezione del detenuto Pasquale Scotti una volta giunto in Italia, visto che l'ex latitante ha più volte manifestato forte preoccupazione per la sua incolumità.
(4-11839)