• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11876    l'Italia, in passato, ha fatto ricorso allo strumento delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale per dare un quadro di certezza normativa alle questioni di natura previdenziale e...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11876presentato daLA MARCA Francescatesto diLunedì 1 febbraio 2016, seduta n. 559

   LA MARCA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   l'Italia, in passato, ha fatto ricorso allo strumento delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale per dare un quadro di certezza normativa alle questioni di natura previdenziale e assistenziale, oltre che a quelle di carattere tributario, a beneficio dei lavoratori che si spostavano in altri stati per permanenze temporanee o definitive;
   a partire dal 2008 le stipule e le ratifiche delle convenzioni bilaterali hanno subito un freno, per ragioni legate alla grave crisi economica e finanziaria cui il Paese è andato incontro e per la conseguente difficoltà di sostenere gli oneri che diverse di esse comportavano;
   negli ultimi anni si è registrata una ripresa delle ratifiche, alcune delle quali attendevano da anni la conclusione del loro iter, con benefici diretti dei lavoratori interessati e con indiscutibile vantaggio per le relazioni bilaterali del Paese;
   la scelta da parte dei partner di questo tipo di accordi ha dovuto tener conto nel corso del tempo sia dell'evoluzione intervenuta nei flussi di emigrazione legate ai fenomeni di «nuova mobilità» e di decentramento produttivo delle aziende italiane che del fatto che in Italia si sono costituite consistenti comunità di immigrati provenienti da diverse parti del mondo, i cui componenti hanno le stesse esigenze di tutela previdenziale dei nostri lavoratori;
   il Messico, in ragione delle forti dinamiche che hanno caratterizzato la sua economia e la sua società, è diventato a livello globale uno dei Paesi più dinamici, al punto da essere incluso nel novero dei Paesi di maggiore riferimento tra gli emergenti, al pari di Cina e India;
   i rapporti di scambio tra Italia e Messico, dopo il trattato di libero scambio Europa-Messico, sono cresciuti del 270 per cento, al punto che attualmente l'Italia è il terzo partner commerciale tra i Paesi dell'Unione europea, il nono a livello mondiale; il Messico, a sua volta, è per l'Italia il secondo partner tra i Paesi dell'America latina;
   nel Paese centroamericano operano circa 1400 imprese italiane, tra le quali 350 in modo strutturato e un centinaio con un proprio stabilimento; negli ultimi anni importanti imprese italiane, come Enel Green Power, Ferrero, Pirelli, FCA, Saipem, Bonatti, Elica, Stevanato, sono impegnate nella realizzazione di significativi progetti in quella realtà;
   i rapporti tra i due Stati sono improntati a spirito di dialogo e collaborazione che, come attesta il comunicato congiunto della IV riunione della Commissione binazionale svoltasi a Città del Messico nel marzo del 2015, si è estesa ai campi della sicurezza e della giustizia, del contrasto alla criminalità, dell'interscambio commerciale e degli investimenti, del turismo, della cooperazione culturale, nonché della cooperazione scientifica e tecnologica, pervenendo anche allo stipula di diversi accordi bilaterali, ad esempio nei settori strategici dell'energia, del turismo e delle infrastrutture;
   questa complessa trama di interrelazioni in via di costante sviluppo comporta una crescente presenza di operatori e di lavoratori italiani in Messico e di cittadini messicani in Italia, una presenza, per quanto riguarda i nostri connazionali, anche più diffusa e numerosa di quella che traspare dall'elenco degli iscritti all'AIRE, che al 31 dicembre 2014 ammontavano a oltre 15.000 unità;
   nello sviluppo dei rapporti di investimento, commerciali e culturali tra i due Paesi sono restati in secondo piano gli aspetti riguardanti le protezioni previdenziali e assistenziali dei lavoratori e dei pensionati, che pure sono strettamente collegati alle dinamiche di immigrazione, di insediamento e di lavoro in ciascuna delle due realtà;
   occorre risalire al 1977, infatti, per rintracciare un protocollo di intesa per la trasferibilità delle pensioni che consente ai cittadini italiani, titolari di pensione messicana, rimpatriati di ottenere il pagamento diretto della pensione in Italia, in deroga alle limitazioni che la legislazione di sicurezza sociale messicana impone in materia di pensioni;
   più di recente, precisamente nel giugno del 2015, è stato firmato a Milano un protocollo di intesa tra l'INPS e l'Istituto messicano di previdenza sociale (IMSS), volto a sviluppare la cooperazione tra i due istituti nel campo della conoscenza e dello scambio di buone pratiche, del sostegno alla collaborazione e alla professionalizzazione del rispettivo personale, della reciproca consultazione, dello scambio di banche dati, della formazione professionale, della individuazione delle autorità di coordinamento, e altro ancora –:
   se non ritengano di avviare gli opportuni contatti con le autorità messicane per verificare la disponibilità ad adottare le procedure di definizione di un accordo bilaterale di sicurezza sociale e di superamento della doppia imposizione fiscale, da portare in tempi ragionevoli all'approvazione dei rispettivi Parlamenti. (4-11876)