• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/00421 nel nostro Paese ormai circa il 78 per cento delle famiglie è proprietario di case, ma nonostante questo nelle grandi aree urbane l'emergenza abitativa è sempre più forte; l'Italia è...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-00421presentato daPIAZZONI Ileana Cathiatesto diMartedì 5 novembre 2013, seduta n. 111

PIAZZONI, ZAN, NICCHI, ZARATTI, AIELLO, PELLEGRINO, MIGLIORE, AIRAUDO, NARDI e DI SALVO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
nel nostro Paese ormai circa il 78 per cento delle famiglie è proprietario di case, ma nonostante questo nelle grandi aree urbane l'emergenza abitativa è sempre più forte;
l'Italia è purtroppo il Paese che porta la maglia nera nella produzione di edilizia residenziale pubblica, di edilizia a fini sociali, che corrisponde a circa l'1 per cento della produzione edilizia totale;
peraltro, la crisi economica e sociale sta aggravando in maniera insostenibile l'emergenza abitativa: oltre 430.000 famiglie in difficoltà con il pagamento dei mutui; circa 70 mila sentenze di sfratto l'anno, di cui quasi il 90 per cento sono per morosità. Una situazione di vero allarme sociale che riguarda tutto il Paese, anche se con situazioni di vera e propria emergenza per le grandi aree urbane. Un'emergenza che coinvolge anche migliaia di famiglie che occupano le case degli enti previdenziali;
a seguito delle manifestazioni di protesta del 19 ottobre 2013 – a cui è seguita la manifestazione del 31 ottobre 2013 in occasione della conferenza Stato-regioni proprio sul tema – il Ministro interrogato ha incontrato i sindacati, i movimenti e i rappresentanti degli inquilini e ha annunciato un provvedimento urgente del Governo per un nuovo «piano casa», in grado di dare alcune prime risposte alle emergenze abitative e che dovrebbe prevedere stanziamenti per fondi di sostegno agli affitti;
accanto a questi interventi necessari e a quelli che si spera vengano inseriti, a partire dall'avvio di una ricognizione del patrimonio abitativo sfitto o inutilizzato e alla messa a disposizione di tale patrimonio per i comuni, è, però, indispensabile intervenire immediatamente per dare una prima efficace risposta all'emergenza e alla disperazione di molte famiglie;
vale, peraltro, la pena sottolineare che attualmente sono tra i 20 mila e i 30 mila gli alloggi di edilizia residenziale pubblica non assegnabili perché necessitano di essere risanati e che potrebbero essere recuperati;
le risorse, che possono essere liberate per dare una prima significativa risposta all'emergenza abitativa, sono rinvenibili sia dai fondi Gescal ancora disponibili, la cui cifra si aggirerebbe intorno al miliardo di euro, che dai ben più consistenti fondi europei che possono essere dirottati verso le politiche abitative –:
se non intenda, alla luce dell'allarmante emergenza abitativa e alla conseguente necessità di intervenire con provvedimenti tampone immediati ed efficaci, adottare iniziative volte a prevedere una moratoria immediata degli sfratti, a cominciare dalle categorie più disagiate, nonché il blocco degli sfratti per gli alloggi di proprietà degli enti pubblici e privatizzati, in attesa che si proceda al riordino normativo delle dismissioni degli immobili di questi ultimi e in attesa che diventino operativi i provvedimenti annunciati.
(3-00421)