• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02392 secondo quanto pubblicato dal quotidiano: «Il Sole 24 Ore», domenica 3 novembre, il regolamento approvato dalla Commissione europea lo scorso marzo, rischia di determinare notevoli difficoltà...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02392presentato daNASTRI Gaetanotesto diMartedì 5 novembre 2013, seduta n. 111

NASTRI. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro per la coesione territoriale, al Ministro per gli affari europei . — Per sapere – premesso che:
secondo quanto pubblicato dal quotidiano: «Il Sole 24 Ore», domenica 3 novembre, il regolamento approvato dalla Commissione europea lo scorso marzo, rischia di determinare notevoli difficoltà per l'Italia, nell'ambito della chiusura del programma 2007-2013, della politica di coesione europea e dell'utilizzo dei fondi stessi;
l'articolo riporta infatti che, alla consueta corsa contro il tempo per certificare entro fine anno a livello comunitario, le spese sostenute per ottenere i pagamenti, si aggiunge la decisione della Commissione europea, di escludere dal pagamento i progetti di costo inferiore ai 5 milioni di euro che non saranno completati e funzionanti entro il 31 marzo del 2017;
quanto suesposto, prosegue il medesimo articolo, determina la necessità di individuare entro la fine del 2016, almeno 2,7 miliardi di euro, di risorse nazionali per completare entro il 2016, i progetti cofinanziati dall'Europa (2 miliardi per le regioni del Mezzogiorno e 700 milioni per il Centro-Nord);
tutti i progetti non operativi per quella data, continua l'articolo del «Sole 24 Ore», perderanno l'intero finanziamento europeo, anche quello già erogato, il cui importo complessivo risulta di difficile quantificazione, in considerazione che dipenderà da quali progetti (eventuali) non saranno conclusi e operativi;
quanto suesposto, è stato confermato dal dipartimento sviluppo e coesione (Dps) nell'incontro annuale tra la Commissione europea, lo stesso dipartimento e le autorità di gestione regionale del FESR (il Fondo europeo per lo sviluppo regionale), nell'ambito di esercizi teorici basati sui progetti completati fino a oggi nella programmazione 2007-2013 di convergenza e competitività;
la simulazione del dipartimento sviluppo e coesione colpisce in modo particolare l'Italia che meno di altri riesce a concentrare le risorse su pochi grandi progetti e le distribuisce su iniziative di dimensioni relativamente piccole;
nella medesima simulazione del dipartimento sviluppo e coesione, continua l'articolo, si aggiungono altri 3,5 miliardi di euro (2 al Sud e 1,5 al Centro-Nord) per coprire l’overbooking, progetti presentati alla Unione europea «in eccedenza» rispetto all'importo totale per essere sicuri di sfruttare fino in fondo tutte le risorse europee, considerata una consistente quota fisiologica che comunque non riesce a completarsi in tempo;
il nodo dei progetti europei inferiori ai 5 milioni di euro, sostiene l'articolo del «Sole 24 ore» rappresenta l'ultimo di una serie di problemi che si abbatte sulle regioni, in cronica difficoltà con la gestione e la spesa dei fondi comunitari;
le complesse ed articolate difficoltà da parte del nostro Paese, nell'ambito delle politiche di coesione, relative ai programmi di utilizzo dei fondi comunitari, sono ribadite dal documento del marzo dello scorso anno inviato dalla direzione generale degli affari regionali della Unione europea, al Ministero interrogato e al dipartimento sviluppo e coesione, nel quale si riportava una sorta di decalogo che individuava le criticità che spingono l'Italia negli ultimi posti alle classifiche europee nell'utilizzo dei fondi strutturali, a cui è seguita una ulteriore prova lo scorso 15 ottobre, attraverso i dati presentati dal dipartimento sviluppo e coesione, che rilevano come su 47,8 miliardi di euro di risorse nazionali e comunitarie per il periodo 2007-2014, devono ancora essere certificare a livello europeo spese pari a 27,4 miliardi di euro (il 57 per cento), di cui 3,2 entro fine dicembre;
quanto suesposto a giudizio dell'interrogante, desta sconcerto e preoccupazione in particolare se si valuta come, in un contesto economico come quello attuale, che non contempla la possibilità di stanziare importanti risorse pubbliche a favore dell'economia reale, a cui si aggiungono il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e gli impegni di pareggio di bilancio imposti dalla Costituzione, i cui effetti non consentono ampi margini d'intervento di spesa pubblica, assistere al mancato utilizzo di importanti risorse finanziarie a favore del nostro Paese, a causa della revoca prevista per il mancato utilizzo dei fondi europei, rischia di essere certamente paradossale e sconfortante per l'economia nazionale ed il sistema-Paese –:
quali orientamenti intendano esprimere nell'ambito delle rispettive competenze, nell'ambito di quanto esposto in premessa;
se intendano confermare quanto riportato dall'articolo del quotidiano «Il Sole 24 Ore», sui rischi derivanti per il nostro Paese della decisione della Commissione europea, di escludere l'Italia dal pagamento dei progetti comunitari dal costo inferiore ai 5 milioni di euro che non saranno completati entro il 31 marzo 2017;
se, in considerazione di quanto esposto in premessa, non ritengano opportuno, prevedere in tempi rapidi l'avvio dell'Agenzia per la coesione territoriale, anche attraverso il potenziamento dell'organico del personale, oltre a quello già previsto;
quali iniziative infine, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano intraprendere, al fine di evitare che l'Italia possa rischiare di essere esclusa dall'utilizzo dei fondi previsti dal programma 2007-2013 della politica di coesione europea, come indicato dal regolamento approvato lo scorso marzo dalla Commissione europea ed esposto in premessa. (4-02392)