• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01368 le modifiche apportate alla disciplina sulla rateazione delle somme iscritte a ruolo dall'articolo 52, comma 1, lettera a), del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, consentono al debitore che,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01368presentato daCAPEZZONE Danieletesto diMartedì 5 novembre 2013, seduta n. 111

CAPEZZONE. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
le modifiche apportate alla disciplina sulla rateazione delle somme iscritte a ruolo dall'articolo 52, comma 1, lettera a), del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, consentono al debitore che, per ragioni estranee alla propria responsabilità, si trovi in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, di richiedere l'ampliamento della rateazione, fino a un massimo di centoventi rate mensili;
in quest'ambito il comma 3 del predetto articolo 52, stabilisce, che «Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, sono stabilite le modalità di attuazione e monitoraggio degli effetti derivanti dall'applicazione del meccanismo di rateazione di cui al comma 1, lettera a)»;
l'attuazione della predetta norma, e la conseguente facoltà di fruire dei più ampi termini di rateazione, sarà dunque possibile solo dopo l'emanazione del decreto ministeriale, che, tuttavia, non è ancora stato adottato, sebbene siano trascorsi ormai ben più di due mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del citato decreto-legge n. 69;
la problematica relativa alla mancata attuazione delle predette modifiche normative è stata di recente oggetto di tre atti di sindacato ispettivo;
dapprima la questione è stata affrontata dall'interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01055, svolta presso la Commissione finanze della Camera il 16 ottobre 2013, in risposta alla quale il rappresentante del Governo si è limitato ad affermare che «sono in fase avanzata gli approfondimenti necessari alla stesura del provvedimento in argomento» e che «l'Agenzia delle entrate ed Equitalia S.p.A. stanno collaborando con il Dipartimento delle finanze ed il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato alla predisposizione di una bozza di decreto»;
successivamente, sul tema è intervenuta l'interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01259, svolta presso la Commissione finanze della Camera il 24 ottobre 2013, in risposta alla quale il rappresentante del Governo ha affermato che «lo slittamento dei termini di adozione del decreto, (...), è derivato dalla complessità delle misure tecnico-operative volte ad assicurare che il nuovo meccanismo di rateazione sia inserito e coerentemente raccordato alle variegate disposizioni già vigenti in materia»;
da ultimo, in occasione dello svolgimento, il 30 ottobre scorso, dell'interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-01316, il rappresentante del Governo ha dichiarato che «sono in corso le finali verifiche tecniche e valutazioni sullo schema di provvedimento destinato all'emanazione»;
le giustificazioni addotte a motivazione del notevole ritardo accumulato appaiono del tutto insufficienti e pretestuose, sia in ragione del tempo trascorso, sia in considerazione del fatto che l'Esecutivo è pienamente a conoscenza di tutti gli aspetti coinvolti dalla citata norma;
la questione è stata oggetto di molteplici sollecitazioni, nei confronti del Ministro Saccomanni, del viceministro Casero, del sottosegretario Alberto Giorgetti, del sottosegretario Baretta, nonché del direttore dell'Agenzia delle entrate;
ribadendo per l'ennesima volta quanto già affermato in occasione dello svolgimento delle richiamate interrogazioni, l'assenza di una compiuta e soddisfacente risposta da parte del Governo, rende necessario riproporre ulteriormente il quesito, per segnalare con forza l'esigenza imprescindibile che l'Esecutivo emani il predetto decreto ministeriale, dando finalmente attuazione alla citata normativa;
infatti, la mancata attuazione delle norme in materia di rateazione recate dall'articolo 52 del decreto-legge n. 69 del 2013, oltre a costituire una grave ed illegittima disapplicazione delle scelte compiute dal Legislatore, nonché un segnale di scarsa attenzione per il ruolo del Parlamento, il quale aveva anche approvato una risoluzione in materia, costituisce innanzitutto una violazione inaccettabile dei diritti che tale normativa attribuisce ai numerosissimi contribuenti interessati dalla più ampia facoltà di rateazione;
l'inerzia dell'Esecutivo in merito pone un evidente problema di natura politica, di cui è ormai evidente la gravità –:
se intenda procedere immediatamente all'emanazione del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze previsto dal comma 3 dell'articolo 52 del decreto-legge n. 69 del 2013, dando finalmente attuazione, sia pure in modo molto tardivo, alla normativa in materia di rateazione dei debiti tributari di cui all'articolo 52, comma 1, lettera a), del predetto decreto-legge n. 69. (5-01368)