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Atto a cui si riferisce:
C.1/01133    premesso che:     le elezioni amministrative del 2016 si terranno in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno nei comuni con scadenza naturale del mandato degli...



Atto Camera

Mozione 1-01133presentato daBALDASSARRE Marcotesto diMartedì 2 febbraio 2016, seduta n. 560

   La Camera,
   premesso che:
    le elezioni amministrative del 2016 si terranno in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno nei comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2011 ed in quelli alle elezioni anticipate perché commissariati o per motivi diversi;
    saranno chiamati alle urne gli elettori di 1.338 comuni, di cui 1.144 appartenenti a regioni ordinarie e 194 a regioni a statuto speciale;
    si voterà in venticinque comuni capoluogo di provincia, fra cui capoluoghi di Regione e città che superano i 100.000 abitanti come nel caso di Bologna, Bolzano, Cagliari, Latina, Milano, Napoli, Novara, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Torino e Trieste;
    il voto amministrativo non sarà l'unico che si terrà in quest'anno. Si consideri che la richiesta di sottoporre al vaglio della cittadinanza 6 referendum in materia di estrazione di idrocarburi, chiesti da numerose regioni per fermare le trivellazioni in mare finalizzate alla scoperta e l'estrazione di petrolio e gas, non è tramontata;
    sei di esse hanno sollevato un conflitto di attribuzioni con il Parlamento innanzi la Corte Costituzionale la quale, pochi giorni fa, ha stabilito che nonostante gli interventi normativi contenuti nella legge di stabilità per superare il voto referendario, essi non sono apparsi al giudice delle leggi sufficienti per sterilizzare la consultazione referendaria;
    uno dei quesiti referendari ha superato il vaglio dei giudici costituzionali ed è stato ammesso al voto primaverile dalla Consulta; si tratta di quello riguardante la durata delle autorizzazioni a delle esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate;
    le norme della legge attuativa, di cui all'articolo 34 della legge n. 352 del 1970, fissano la data di convocazione degli elettori «in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno», ovvero nel medesimo periodo previsto per lo svolgimento di elezioni amministrative;
    fonti di stampa hanno reso noto il fatto che, pochi giorni or sono, si è costituito il comitato referendario per il «no» alla riforma costituzionale, nonostante essa non abbia ancora terminato il proprio iter parlamentare. È quindi molto probabile che gli elettori, sempre nel 2016, saranno chiamati per una terza volta ad esprimersi con il referendum confermativo;
    naturalmente, lo svolgimento in un'unica data di tutte le elezioni previste nel 2016 consentirebbe di non depauperare risorse preziose, garantirebbe un'agevole espressione di volontà popolare alla maggior parte di elettori in un'unica tornata elettorale, il cosiddetto election day, e gli elettori potrebbero votare utilizzando le schede elettorali e referendarie per esprimere la propria volontà nello stesso giorno. L'indizione in un unico giorno compreso tra il 15 aprile e il 15 giugno delle elezioni amministrative, quelle per il referendum abrogativo e quelle per l'eventuale referendum confermativo, comunemente noto come election day consentirebbe un risparmio per le finanze pubbliche stimabile in circa 400 milioni di euro,

impegna il Governo

ad adottare le iniziative di competenza affinché la celebrazione dei referendum abrogativi si tenga nella medesima giornata prevista per il primo turno delle prossime elezioni amministrative della primavera 2016.
(1-01133) «Baldassarre, Artini, Bechis, Brignone, Civati, Andrea Maestri, Matarrelli, Pastorino, Segoni, Turco».