• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11906    recentemente il Parlamento ha preso in esame la problematica relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana, finora regolamentata dalla legge del 5 febbraio 1992 «Nuove norme...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11906presentato daBUENO Renatatesto diMartedì 2 febbraio 2016, seduta n. 560

   BUENO. — Al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   recentemente il Parlamento ha preso in esame la problematica relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana, finora regolamentata dalla legge del 5 febbraio 1992 «Nuove norme sulla cittadinanza» e dal decreto del Presidente della Repubblica 362 del 1994 «Regolamento recante disciplina dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana»;
   il 13 ottobre 2015, la Camera dei deputati a grande maggioranza: 310 sì, 66 no e 83 astenuti ha approvato e inviato, per l'approvazione definitiva, al Senato della Repubblica una proposta di legge contenente «Nuove norme in materia riconoscimento della cittadinanza italiana»;
   oggi la procedura di riconoscimento della cittadinanza, secondo la normativa vigente si dovrebbe concludere entro 730 giorni dalla data di presentazione dei relativi documenti, invece, in media ne passano molti di più e i richiedenti sono costretti ad aspettare fino a tre, quattro, addirittura cinque anni prima di ottenere l'esito della richiesta;
   si tratta di una situazione inaccettabile che di fatto limita le opportunità di quanti potrebbero accedere a concorsi pubblici, ad ottenere le prestazioni assistenziali, a votare alle elezioni politiche ed amministrative, a viaggiare senza dover chiedere visti: in poche parole concorrere appieno alla società civile in qualità di cittadino italiano;
   per ovviare a questa vera e propria discriminazione, è stata proposta nel febbraio 2012 una vera e propria class action al Tar del Lazio, promossa da Cgil, Inca, Federconsumatori e 109 richiedenti la cittadinanza italiana, per chiedere l'ottemperanza alle disposizioni di legge vigenti da parte delle amministrazioni statali nei procedimenti di concessione della cittadinanza italiana agli aventi diritto;
   si tratta di uno dei primi ricorsi allo strumento della azione collettiva (class action) introdotto di recente nel nostro ordinamento;
   il Tar del Lazio (sezione seconda quater) con sentenza del 26 febbraio 2014, nell'accogliere l'istanza dei richiedenti ha intimato al Ministero dell'interno di rispettare i tempi: cioè rispettare il termine dei 730 giorni entro i quali lo Stato deve concludere la procedura di riconoscimento della cittadinanza. Nonostante ciò, i tempi di attesa sono sempre di gran lunga superiori;
   la sentenza del Tar riconosce la «violazione generalizzata dei termini di conclusione del procedimento sull'istanza di rilascio della concessione della cittadinanza italiana» e intima al Ministero dell'interno di «porre rimedio a tale situazione mediante l'adozione degli opportuni provvedimenti entro il termine di un anno»;
   questa sentenza, oltre a rappresentare un passaggio importante delle legittime aspettative di quanti chiedono il riconoscimento di un proprio diritto fondamentale come quello della cittadinanza, indica soluzioni idonee ad ottemperare, nei tempi prestabiliti, nella conclusione dell'iter di richiesta di cittadinanza come: modalità di utilizzo delle risorse economiche (200 euro per ogni richiedente), eliminazione di prassi burocratiche che impongono la presentazione di documentazione inutile o addirittura la ripresentazione di certificati che, a causa dei ritardi e delle responsabilità degli enti coinvolti, nel frattempo scadono. In molti casi, basterebbero la digitalizzazione delle informazioni amministrative e il collegamento in rete dei diversi uffici preposti all'iter per il rilascio della cittadinanza –:
   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali siano i suoi orientamenti al riguardo;
   quali iniziative urgenti intenda adottare per far sì che gli uffici ministeriali ottemperino alla sentenza del Tar del Lazio, sia per quanto riguarda il rispetto dei tempi, sia per lo snellimento burocratico dell'iter di riconoscimento della cittadinanza italiana. (4-11906)