• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11916    durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Bari, il presidente della corte di appello, ha dichiarato che la Puglia ha stabilito, nel periodo luglio 2014-giugno 2015, il...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11916presentato daDI GIOIA Lellotesto diMercoledì 3 febbraio 2016, seduta n. 561

   DI GIOIA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
   durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Bari, il presidente della corte di appello, ha dichiarato che la Puglia ha stabilito, nel periodo luglio 2014-giugno 2015, il triste «primato» degli infortuni mortali sul lavoro al Sud di Italia con 33 morti bianche;
   tale situazione è la dimostrazione evidente di come siano tuttora inadeguate e insufficienti le misure di controllo e di prevenzione;
   a questo fattore si aggiungono le piaghe non debellate del lavoro nero e caporalato che affliggono la regione Puglia, soprattutto nell'agricoltura;
   tale fenomeno è stato più volte reso pubblico, da ultima vi è stata la denuncia del sindacato che aveva svelato l'esistenza di 55 ghetti con oltre 50 mila «schiavi»;
   in particolare era stato reso noto il sistema di sfruttamento, da parte della malavita che gestisce questo fiorente mercato, dei migranti che lavorano nei campi;
   non solo gli stessi lavorano con salari da fame, ma devono subire le prepotenze dei «caporali» che richiedono parte dei loro miseri salari per farli vivere in «bidonville» o per dare loro da mangiare quel tanto che è necessario per farli lavorare;
   ovviamente in molte aziende tale sistema di sfruttamento non esiste, tanto è vero che vi è stato un incremento importante dei lavoratori a tempo determinato, ma ciò non toglie che i controlli e le ispezioni si sono rivelate del tutto insufficienti rispetto all'entità del fenomeno;
   tale sistema di sfruttamento del lavoro penalizza in enorme misura le aziende sane e gli imprenditori onesti che, seguendo le regole, sono ovviamente meno competitivi sul mercato e hanno utili notevolmente minori;
   appare del tutto incomprensibile, non solo in Puglia ovviamente, che tali realtà, conosciute e di dimensioni notevoli, possano continuare a esistere, favorendo realtà gestite dalla malavita che ne ricava enormi utili, senza che sia stato predisposto un piano per arrivare a debellare in maniera importate se non definitiva, tale fenomeno –:
   se non si ritenga necessario intervenire per predisporre un ulteriore incremento dei controlli sui posti di lavoro, in Puglia come in tutta Italia, affinché siano maggiormente rispettate le norme sulla sicurezza nei posti di lavoro, prevedendo ove necessario un aumento delle figure professionali degli addetti a tali controlli;
   se non si ritenga necessario accompagnare a tali iniziative una campagna di prevenzione e repressione del lavoro nero e del caporalato a partire dallo smantellamento dei ghetti gestiti dalla malavita che rappresentano un possibile focolaio di forti contraddizioni sociali, ristabilendo in questi territori la forte presenza dello Stato. (4-11916)