• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07631    il decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, all'articolo 1, consente di effettuare il pagamento del prelievo supplementare...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07631presentato daGUIDESI Guidotesto diMercoledì 3 febbraio 2016, seduta n. 561

   GUIDESI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   il decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, all'articolo 1, consente di effettuare il pagamento del prelievo supplementare sul latte bovino dovuto per il periodo 1o aprile 2014-31 marzo 2015, su richiesta, in tre rate annuali senza interessi, previa prestazione — da parte del produttore richiedente — di fideiussione bancaria o assicurativa, esigibile a prima e semplice richiesta, a favore dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a copertura delle rate relative agli anni 2016 e 2017;
   al netto dei ricorsi per i quali i tribunali hanno emesso sospensive in attesa del giudizio di merito, risulta all'interrogante che vi siano ancora 1.670 aziende, sull'intero territorio nazionale, che non hanno aderito alle rateizzazioni e che non hanno sospensive, per un prelievo ancora dovuto pari a circa 45 milioni di euro, dei quali circa 10 milioni in Lombardia (485 aziende) e per 21 milioni in Veneto (255 aziende);
   il decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009 n. 33, prevede, al comma 1, l'intimazione, da parte di AGEA, a ciascun debitore del versamento delle Somme che risultino ancora esigibili, fino alla campagna 2008-2009. Inoltre, l'articolo 8-quinquies, comma 2, prevede, oltre alla possibilità di rateizzare gli importi dovuti, la sospensione di tutte le procedure di recupero nonché l'interruzione dei termini di impugnazione, per dar modo alle aziende di aderire alla rateizzazione prevista. Il comma 10-ter, infine, prevede il subentro di AGEA al gruppo Equitalia, nelle procedure di riscossione coattiva sospese;
   l'AGEA sta ultimando le attività tecniche relativamente alla chiusura della campagna 2014/2015 – l'ultima del regime quote latte scaduto il 31 marzo 2015 – ed alla presa in carico delle cartelle esattoriali emesse dalle Regioni e da AGEA stessa, sospese ai sensi dell'ex articolo 8-quinquies, comma 2, del suddetto decreto-legge n. 5 del 2009, dall'agente riscossore Equitalia;
   sono pari a circa 255 milioni di euro le cartelle esattoriali emesse, delle quali circa 162 milioni da AGEA, 75 milioni dalla Regione Lombardia, 13 milioni dal Piemonte e così via;
   se è vero che il recupero del prelievo 2014/2015 vede un ruolo in prima persona dalla regione è altrettanto vero che l'impatto maggiore e più immediato è quello riferito alla riattivazione delle cartelle esattoriali sospese con l'entrata in vigore della legge n. 33 del 2009, sia per quanto riguarda l'ammontare degli importi dovuti sia per l'immediatezza dell'azione che potrebbe portare anche alla riattivazione delle procedure esecutive e le relative eventuali ipoteche poste in essere;
   mentre l'avvio di procedure di recupero coattivo per la campagna 2014/2015 è quantificabile in alcune decine di milioni di euro, la riattivazione delle cartelle esattoriali sospese potrebbe ammontare alcune centinaia di milioni di euro;
   non si deve dimenticare che la questione della riscossione delle quote è oggetto di attenta osservazione da parte della Commissione europea che ha già posto sotto procedura di infrazione il nostro Paese relativamente all'inerzia del sistema di recupero dei prelievi dovuti –:
   come intenda chiarire la questione della riattivazione delle cartelle esattoriali sospese ai sensi della legge n. 33 del 2009, e come intenda rendere partecipi le amministrazioni regionali di una questione di notevole impatto economico che va ad interessare un comparto come quello della zootecnia da latte che è già fortemente in crisi a causa del prezzo del latte non ancora adeguato rispetto ai costi sostenuti dai produttori. (5-07631)