• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05184 BERTOROTTA, SERRA, CAPPELLETTI, MORONESE, MANGILI, PAGLINI, DONNO, MORRA - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che: si legge su "il Fatto...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05184 presentata da ORNELLA BERTOROTTA
martedì 2 febbraio 2016, seduta n.569

BERTOROTTA, SERRA, CAPPELLETTI, MORONESE, MANGILI, PAGLINI, DONNO, MORRA - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che:

si legge su "il Fatto Quotidiano" del 26 gennaio 2016 che: «Da Auschwitz a un'area di un centro commerciale. Il Memoriale Italiano che porta la firma, tra gli altri, di Primo Levi, è stato smantellato dal Blocco 21 e finirà in uno spazio espositivo accanto a un Ipercoop alla periferia di Firenze. Costruito apposta per il museo del campo di sterminio nazista dall'Associazione nazionale ex deportati, ricorda le vittime italiane dei lager e dal 1980 era collocato nel blocco realizzato in un ex dormitorio in mattoni rossi del complesso Auschwitz I. Ma dal 2011 la direzione lo aveva chiuso. Adesso giace impacchettato in attesa di partire nei prossimi giorni per l'Italia. Il museo di Auschwitz-Birkenau non lo vuole più. Il motivo? Non è in linea col resto delle installazioni, più didattiche e documentali e meno artistiche. (…) Già dagli anni Novanta il museo aveva dettato nuove linee guida per le installazioni. Accuse di censura, rivolte al museo e ai governi polacco e italiano, nel corso degli anni sono giunte da numerosi architetti ed esponenti del mondo ebraico, tra cui Joseph Levi, rabbino capo di Firenze, firmatari di un appello che chiede (a questo punto chiedeva) che l'opera rimanesse nel suo contesto. (…) Nel novembre 2015 l'associazione dei deportati riceve l'ultimatum dal direttore del Museo di Auschwitz: o il Memoriale viene spostato dall'Aned, che ne è proprietaria, o ci pensa il Museo a toglierlo da lì. "Messi alle strette, abbiamo accelerato la ricerca di una soluzione in Italia e alla fine l'unica praticabile e accettabile nei tempi che avevamo, era questa di Firenze" spiega (…) Dario Venegoni, presidente Aned e figlio di due deportati nel lager di Bolzano. La Regione Toscana, in accordo con il Governo, si farà carico del trasporto e della nuova collocazione. "Visto come stavano le cose - continua Venegoni - meglio che a smantellarlo siano state le due autorità mondiali in questo campo, l'Opificio delle Pietre Dure e l'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, piuttosto che il Museo di Auschwitz. I tecnici dell'Opificio hanno già effettuato la pulitura e dei piccoli interventi. A giorni arriverà a Firenze"»;

la notizia risulta confermata anche da un articolo apparso sul sito "met.provincia.fi" del 25 gennaio, secondo il quale durante un convegno della fondazione Devoto, tenutosi a Firenze, il 23 gennaio, è stata dichiarata l'intenzione della medesima fondazione di «Aprirsi alle scuole per portare avanti un progetto di memoria viva e chiedere alle istituzioni di far parte del Polo della Memoria, il progetto del Comune di Firenze che ospiterà il memoriale italiano di Auschwitz nella sede dell'Ex 3 a Gavinana»;

al riguardo, secondo un comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale "deportati" risulta: «Questo memoriale con il quale l'Aned intendeva far sentire ad Auschwitz la voce degli italiani deportati e portare testimonianza della deportazione dall'Italia, ricordandola nel quadro del nazifascismo e nello specifico e complesso intrecciarsi delle diverse storie di deportazione - si legge nel protocollo che ha formalizzato l'intesa tra Aned, Brera, Isrec e sindacati e ha dato l'avvio a Cantiere Blocco 21 - fu realizzato grazie a una progettazione collettiva e corale, che coinvolse tanto l'associazione che alcuni importanti nomi della cultura italiana del Novecento. Il progetto architettonico fu ideato dallo studio di architettura milanese BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti, Rogers), la stesura del testo concepito per dare voce al memoriale fu opera di Primo Levi, il progetto artistico fu realizzato dal maestro Mario Samonà, la regia fu curata da Nelo Risi e infine Luigi Nono concesse l'utilizzo del suo pezzo "Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz". Con questo memoriale ci venne consegnato, così, dall'Aned un esempio unico, prezioso e originale di opera di testimonianza. Nel memoriale, infatti, la testimonianza passa attraverso il lavoro artistico e l'arte si fa carico dell'impegno di testimoniare. Proprio in questa scelta di campo operata all'inizio risiede la specificità e l'originalità del memoriale che si impone come documento prezioso della storia italiana del Novecento e monumento originale dell'arte italiana contemporanea»;

all'uopo, giova precisare che già lo scorso anno, in data 10 aprile 2015, sul quotidiano "il manifesto" veniva riportata la dichiarazione del Ministro in indirizzo, secondo la quale sarebbe "non più adatto per motivi politici il memoriale italiano in Polonia"; il giornalista autore dell'articolo afferma: «estremizzando il concetto di uso pubblico della storia come se il passato potesse modificarsi per volontà del presente, eludendo il corto circuito fattuale degli eventi e sostituendo la disciplina scientifica con una narrazione mobile e dagli incerti confini. Il rischio perciò è che in un luogo come Auschwitz, di enorme impatto empatico-emotivo per chiunque lo visiti, la storia venga politicamente concepita e selezionata come educazione sentimentale al principio di realtà e che quest'ultimo a sua volta venga trasformato, nel suo divenire, in una inerzia della realtà rimodulata e tradotta secondo l'impellenza del presente»;

considerato che:

in data 28 aprile 2015 veniva presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-03864 rivolto al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con il quale si chiedeva di sapere quali provvedimenti intendessero adottare per bloccare qualsivoglia operazione finalizzata al trasferimento del memoriale dal blocco 21 del campo di sterminio di Auschwitz e come intendessero procedere alla conservazione, restauro ed integrazione del memoriale stesso;

nella risposta all'interrogazione, fornita dal Sottosegretario di Stato per i beni culturali, Borletti Dell'Acqua, e datata 3 giugno 2015, si legge: «Il Ministero, in attuazione degli indirizzi del Governo espressi in materia nella seduta della Camera dei deputati dell'11 febbraio 2015, si è adoperato per definire le modalità di smontaggio, trasporto, ricollocazione e restauro nella nuova sede dell'opera. Tra le diverse ipotesi esplorate di collocazione in città italiane, la scelta, condivisa con l'ANED, è caduta sulla sede proposta dal Comune di Firenze, con il sostegno della Regione Toscana, presso la struttura denominata EX3, posta in viale Donato Giannotti 81/85, ritenuta idonea a consentirne la conservazione e la valorizzazione. Conseguentemente il Ministero, la Regione, il Comune e l'ANED il 20 maggio 2015 hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per definire le modalità del trasferimento del memoriale a Firenze e per la sua successiva valorizzazione. In tale protocollo, in sintesi, le parti si impegnano, ciascuna negli ambiti di competenza propri, nel comune intento a sviluppare tutte le azioni necessarie per restituire alla fruibilità ed alla memoria pubblica il memoriale, nella pluralità dei suoi significati storici, artistici e di memoria civile. In particolare, il Ministero espleterà le procedure per l'individuazione del soggetto cui affidare le operazioni di documentazione, messa in sicurezza, smontaggio e trasporto del memoriale dalla collocazione attuale nel museo di Auschwitz a Firenze, e di successivo trasporto e rimontaggio nella nuova sede, nel presupposto che a tali fini sia resa disponibile una parte dei fondi di cui al decreto-legge n. 248 del 2007, in esito a specifica convenzione che sarà sottoscritta con la Presidenza del Consiglio dei ministri; coordinerà le operazioni attraverso l'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro e l'Opificio delle pietre dure di Firenze ed avvierà le procedure per la dichiarazione del memoriale quale opera di interesse culturale ai sensi della normativa vigente in materia di diritto d'autore. Il Ministero si impegna, inoltre, a esercitare attivamente, in coordinamento con l'associazione proprietaria e gli enti sottoscrittori dell'intesa, le proprie funzioni, per la migliore tutela e valorizzazione del memoriale, in conformità ai principi del codice dei beni culturali e del paesaggio. Il Comune di Firenze individuerà e destinerà uno spazio adeguato al temporaneo ricovero del memoriale per il tempo strettamente necessario alle operazioni di trasformazione dell'intero immobile denominato EX3 e alla funzionalizzazione della porzione destinata ad accogliere l'opera; curerà la progettazione esecutiva e la realizzazione delle opere di trasformazione dell'immobile EX3, che dovranno essere condivise con i sottoscrittori del protocollo; infine, garantirà la fruizione pubblica del monumento nella sede individuata»;

considerato inoltre che, a parere degli interroganti, dalla risposta sopra menzionata risultano ulteriori argomentazioni utili per comprendere meglio la delicata questione del blocco 21, ovvero: «La Regione Toscana si è impegnata a riorientare le politiche della memoria aggregando intorno al memoriale le attività di ricerca, formazione, diffusione di conoscenze su leggi razziali, deportazioni, sterminio e di costruzione di memoria civile. Contribuirà a sostenere la mediazione e valorizzazione culturale del memoriale, anche favorendo accordi con quei soggetti che sul territorio regionale operano sui temi della memoria della deportazione, ad iniziare dalla fondazione museo della Deportazione di Prato, e concorrerà al sostegno finanziario delle attività di promozione, valorizzazione e comunicazione del memoriale. Ciò premesso, essendo imprescindibile la necessità di garantire la conservazione della memoria della tragica pagina della storia italiana relativa alla persecuzione nazi-fascista e, quindi, l'esecuzione degli interventi necessari per ricollocare il memoriale italiano e riallestire il blocco 21, l'articolo 50, comma 7-bis, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, ha disposto uno stanziamento di 900.000 euro, in favore della Presidenza del Consiglio dei ministri. A seguito di contatti fra tutti i soggetti coinvolti, si è convenuto che una parte della somma sarà destinata alle operazioni di smontaggio, imballaggio, trasporto in Italia, rimontaggio e restauro del memoriale. Per quanto riguarda invece il nuovo allestimento museale del blocco 21, si fa presente che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 marzo 2015, è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio la "Commissione per il restauro del blocco 21 del Museo di Auschwitz-Birkenau e per il nuovo allestimento del percorso espositivo italiano", con il compito di proporre al Presidente del Consiglio dei ministri "un progetto completo ed organico per il restauro del blocco 21". La commissione è presieduta dal sottosegretario alla Presidenza, o un suo delegato, ed è composta da 2 dirigenti della Presidenza del Consiglio, 2 del Ministero degli affari esteri, 2 del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e 2 di questo Ministero, nonché da 2 rappresentanti ciascuno dell'ANED, dell'Unione delle comunità ebraiche italiane e della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea. La composizione della commissione è in corso di definizione»,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

quali misure siano state intraprese fino ad oggi per lasciare il memoriale italiano presso il museo di Auschwitz;

se, nel corso della valutazione delle ipotesi esplorate relativamente la collocazione del memoriale in città italiane, abbia considerato anche il coinvolgimento delle Regioni in cui, in particolare, il flusso turistico negli ultimi anni ha registrato dei cali;

quali misure intenda intraprendere, al fine di promuovere le visite al memoriale di proprietà dell'Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (ANED);

quali attività siano state finora realizzate dalla commissione per il restauro del blocco 21 del museo di Auschwitz-Birkenau e per il nuovo allestimento del percorso espositivo italiano.

(4-05184)