• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00907    premesso che:     il regolamento (CE) 1223/2009 sui prodotti cosmetici prevede, nella composizione degli stessi, anche l'uso di micro perle e microgranuli ad uso esfoliante...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00907presentato daBUSTO Mirkotesto diGiovedì 4 febbraio 2016, seduta n. 562

   Le Commissioni VIII e XII,
   premesso che:
    il regolamento (CE) 1223/2009 sui prodotti cosmetici prevede, nella composizione degli stessi, anche l'uso di micro perle e microgranuli ad uso esfoliante per la cute;
    il comma 11 dell'articolo 16, sui nanomateriali, recita: «La Commissione riesamina periodicamente alla luce dei progressi scientifici le disposizioni del presente regolamento relative ai nanomateriali e, se del caso, propone modifiche appropriate di tali disposizioni»;
    microperle e microgranuli sono prodotti in polietilene (-C2H4-)n in dimensioni che possono variare dai 50 mm ai 5 mm; questo comporta che non siano biodegradabili e in buona parte delle loro conformazioni possano classificarsi come nanomateriali. È ampiamente dimostrato dalla bibliografia scientifica che tali microgranuli si trovano in grandi quantità nelle acque marine;
    non essendo biodegradabili, i microgranuli sono inquinanti e pericolosi per la fauna, che spesso li assume tramite l'alimentazione, inoltre attirano tossine come il DDT, che mutano all'interno dei mitili e dei pesci che vengono consumati dagli esseri umani;
    in data 4 gennaio 2016 il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato una legge che vieta, a partire da metà 2017, la vendita o la distribuzione di prodotti cosmetici contenenti micro-granuli con lo scopo di proteggere i corsi d'acqua della nazione. La legge denominata The Microbead-Free Waters Act recepisce altre leggi statali che già vietavano o eliminavano gradualmente i micro-granuli (tra queste quella della California e dell'Illinois);
    già nel 2015 le Nazioni Unite si sono occupate della questione micro-granuli. Il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) ha pubblicato il rapporto Plastic in Cosmetics: Are We Polluting, the Environment Through Our Personal Care?, una raccolta di informazioni e dati scientifici sul collegamento tra cosmetici e inquinamento marino da plastica. Secondo lo studio «l'analisi di laboratorio di un gel doccia tipo, ha rinvenuto tanto materiale plastico all'interno, quanto quello usato per realizzare la confezione (...) Liberate nello scarico, queste particelle non possono essere recuperate per il riciclo, né si decompongono negli impianti di trattamento delle acque reflue, e inevitabilmente finiscono nell'oceano, dove rimangono per lunghissimo tempo»;
    secondo uno studio della National Oceanic and Atmospheric Administration i micro-granuli, oltre a rappresentare un pericolo per l'ambiente, marino sono un pericolo anche per l'uomo: finendo nella catena alimentare di pesci, anfibi, molluschi e altri animali, anche per gli esseri umani che si cibano di questi animali il pericolo è alto. Per esempio, è stato calcolato dall'università di Plymuth che il 36 per cento del pesce pescato sulle coste inglesi contiene microgranuli;
    secondo uno studio del 2012 condotto dall'università del Wisconsin nell'area dei Grandi Laghi nell'America settentrionale i micro-granuli sono causa della maggior parte dell'inquinamento della zona, la cui presenza è stata rilevata in concentrazioni molto elevate: oltre un milione di particelle di plastica per chilometro quadrato;
    già da parte di diverse aziende multinazionali sono state intraprese campagne per eliminare queste composizioni dai prodotti, cosmetici e non, comunemente in uso; in materia il riferimento è appunto il regolamento (CE) 1123/2009 che tuttavia contiene informazioni inadeguate sul profilo di rischio di questi materiali, non considerando la loro dannosità a livello ambientale,

impegnano il Governo:

   ad intraprendere una campagna d'informazione sui danni ambientali e per la salute di suddetti micro-granuli;
   ad adottare ogni possibile iniziativa, anche alla luce dell'articolo 16, paragrafo 11, del regolamento (CE) 1223/2009, per una revisione dell'uso di questi materiali da parte dell'Unione europea;
   a farsi promotore del divieto dell'uso dei suddetti materiali in Italia.
(7-00907) «Busto, Baroni, Daga, Mannino, Terzoni, Zolezzi, De Rosa, Micillo, Vignaroli».