• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02426 le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone, davanti alla «Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti» e riportate nel verbale di audizione del 7...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02426presentato daFRATOIANNI Nicolatesto diMercoledì 6 novembre 2013, seduta n. 112

FRATOIANNI, PANNARALE, DURANTI, MATARRELLI e SANNICANDRO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia, Carmine Schiavone, davanti alla «Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti» e riportate nel verbale di audizione del 7 ottobre 1997, disegnano un quadro spaventoso di quanto accaduto negli anni ’90 in Italia rispetto alla gestione del traffico illecito di rifiuti ad opera delle organizzazioni criminali. All'interno delle dichiarazioni rese da Schiavone alla Commissione, ce n’è una che riguarda l'utilizzo del territorio pugliese: «...parlavamo spesso di Puglia, c'erano discariche nelle quali si scaricavano sostanze che venivano da fuori, in base ai discorsi che facevamo negli anni fino al 1990-1991...». Schiavone parla di Salento, ma dichiara pure di aver sentito parlare delle province di Bari e Foggia, quali luoghi utilizzati per lo sversamento e l'occultamento di rifiuti altamente pericolosi;
il traffico illecito, sempre secondo le rivelazioni del collaboratore di giustizia, riguardava sostanze tossiche, fanghi industriali, rifiuti di lavorazione, rifiuti radioattivi e altre sostanze ad elevatissimo potenziale inquinante, capaci di determinare conseguenze mortali sulle popolazioni dei territori interessati;
il collaboratore di giustizia, Silvano Galati, ex esponente dell'organizzazione mafiosa «Sacra Corona Unita», nel 2005 ha rivelato agli inquirenti che nelle campagne del comune di Casarano (Lecce) sono stati sepolti rifiuti tossici. Si consideri, che la zona del casaranese è fortemente interessata dalla presenza di colture, in particolare oliveti e vitigni, che caratterizzano un'economia locale prevalentemente agricola;
le rivelazioni, nonostante siano state rese circa vent'anni fa, inquietano e preoccupano a tutt'oggi perché, se comprovate da fatti concreti, raccontano di un'ecomafia locale che avrebbe messo in serio pericolo la vita di tante comunità pugliesi. Pertanto, è necessario procedere alla precisa ricostruzione dei fatti, ad una verifica puntuale e scrupolosa delle fonti, e verificare la presenza sul territorio pugliese dei siti inquinati da sostanze altamente pericolose e cangerogene. Successivamente, si dovrà procedere alla valutazione del grado di tossicità dei siti inquinati e alla bonifica dei luoghi contaminati –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti suddescritti;
se non si ritenga necessario avviare un'azione di accertamento sul territorio pugliese per verificare, luoghi e dimensione dello smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e cancerogeni;
se all'epoca siano stati informati i prefetti competenti e i vertici della polizia di Stato dei fatti ricordati in premessa. (4-02426)