• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/07719    il diritto allo studio rappresenta uno dei principi fondamentali garantito dagli articoli 3, 33 e 34 e 97 della Costituzione, ovvero dal principio di uguaglianza sociale dei cittadini...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07719presentato daLATRONICO Cosimotesto diMercoledì 10 febbraio 2016, seduta n. 566

   LATRONICO. — Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
   il diritto allo studio rappresenta uno dei principi fondamentali garantito dagli articoli 3, 33 e 34 e 97 della Costituzione, ovvero dal principio di uguaglianza sociale dei cittadini davanti alla legge, dalla libertà di scienze ed arti, dal diritto all'istruzione aperta a tutti e alla promozione meritocratica, dal principio d'imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione;
   con l'entrata in vigore della legge n. 264 del 1999, il sistema universitario italiano ha adottato «il numero chiuso» o «programmato» per disciplinare l'iscrizione ad alcune facoltà ed oggi il 57 per cento dei corsi di laurea in Italia presenta barriere all'accesso;
   anche quest'anno il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha comunicato che i test di medicina 2016 si svolgeranno martedì 6 settembre 2016 per accedere ai corsi di laurea a numero programmato di medicina e chirurgia e di odontoiatria, nell'anno accademico 2016/2017. Questa comunicazione ha messo fine al dubbio sulla possibile abolizione dei test di accesso, visto quanto dichiarato lo scorso ottobre il Ministro Giannini, durante un incontro ad Udine dove aveva affermato di abolire «il test» e passare ad un altro metodo di attuazione del numero chiuso;
   ogni anno le prove di selezione per l'accesso al corso di laurea in medicina e chirurgia suscitano un elevato livello di aspettative tra gli studenti che sperano di iscriversi al corso di laurea in medicina e si preparano a sostenere una prova che selezionerà solo una bassa percentuale e che negli ultimi anni è stata oggetto di cambiamenti per la sua impostazione, sia per la graduatoria, che per la data e per i contenuti dei quiz;
   questo sistema, detto del «numero programmato» è da sempre oggetto di critiche in quanto limitante l'accesso al pieno diritto allo studio di migliaia di giovani ragazzi e ragazze che ogni anno, sono costretti a rinunciare a proseguire la loro formazione oppure a rimodularla, abbandonando le loro principali aspirazioni;
   nella classifica dei 34 Paesi più industrializzati del mondo, l'Italia è ultima per numero di giovani laureati e quartultima per fondi investiti nell'università in rapporto al Pil. Nel rapporto Ocse presentato a novembre 2015 al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, è rilevato che il numero di laureati nel nostro Paese è tra i più bassi tra i Paesi Ocse, e una siffatta politica restrittiva non fa altro che aumentare ulteriormente il divario con gli altri Paesi avanzati;
   molti giovani si recano anche all'estero solo per conseguire la laurea, aggirando così la normativa italiana che prevede numeri programmati e molti dei non ammessi si spostano verso i Paesi di Spagna, Albania, Romania, dove sembra molto più facile essere ammessi alla frequenza ai corsi delle varie facoltà;
   il sistema di selezione all'ingresso dei corsi universitari è stato oggetto di alcune sentenze dei tribunali amministrativi regionali, che hanno accolto i ricorsi collettivi presentati da migliaia di studenti di tutta Italia per diverse violazioni o vizi nelle procedure concorsuali;
   l'Unione degli universitari, confederazione di associazioni studentesche presenti nei più importanti atenei italiani, negli anni, ha portato avanti un'importante battaglia politica per chiedere l'abolizione totale e definitiva del sisma delle immatricolazioni a numero programmato;
   in questi giorni, la sezione terza bis del Tar del Lazio ha accolto il «maxi ricorso» presentato dall'Udu (Unione degli universitari) di circa 8.000 studenti che, non avendo superato il test d'ingresso alla facoltà di medicina, hanno deciso di adire le vie legali per ottenere l'iscrizione. Il «maxi ricorso» è stato spacchettato in diversi procedimenti e accolto con una quarantina di sentenze definitive per l'iscrizione all'anno 2014/2015. Ogni giorno il Tar è chiamato ad intervenire su più fronti, per garantire agli studenti diritti negati da un sistema che si rivela per l'interrogante ingiusto e che preclude l'accesso all'università;
   l'attuale situazione determina tra i giovani studenti che vogliono affermare le loro naturali inclinazioni verso uno specifico settore professionale un senso di impotenza e di frustrazione visti i costi che sono costretti a sostenere per i corsi più o meno intensivi presso scuole private che diventa un onere per le famiglie, le quali si vedono discriminate ulteriormente di fronte al fondamentale diritto all'istruzione pubblica –:
   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno assumere iniziative normative per sancire l'abolizione del sistema del numero programmato per i corsi di laurea degli atenei italiani e, in alternativa, quali iniziative intenda promuovere al fine di garantire il libero accesso alla formazione universitaria e il diritto allo studio.
(5-07719)