• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07769    l'obesità infantile rappresenta una reale minaccia per il benessere sociale, fisico e psicologico dei bambini ed è un noto fattore di rischio per l'obesità adulta e le malattie non...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07769presentato daGAGNARLI Chiaratesto diGiovedì 11 febbraio 2016, seduta n. 567

   GAGNARLI, GALLINELLA, L'ABBATE, MASSIMILIANO BERNINI, MANTERO, COLONNESE e SILVIA GIORDANO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   l'obesità infantile rappresenta una reale minaccia per il benessere sociale, fisico e psicologico dei bambini ed è un noto fattore di rischio per l'obesità adulta e le malattie non trasmissibili;
   a gennaio 2016, a conclusione di uno studio durato due anni, la Commissione per la lotta all'obesità infantile dell'Organizzazione mondiale della sanità (Ending Childhood Obesity, ECHO) ha presentato una relazione finale in cui chiede un'azione ad alto livello per affrontare i livelli allarmanti di obesità  e sovrappeso infantile a livello globale;
   il report sottolinea che molti bambini oggi crescono in ambienti sempre più insalubri, che favoriscono l'aumento di peso, grazie alla globalizzazione e all'urbanizzazione. Si tratta di una tendenza che riguarda tutte le fasce sociali sia nelle Nazioni povere sia in quelle ricche;
   tra il 1990 e il 2014, la percentuale di bambini di età inferiore ai cinque anni in sovrappeso è passata dal 4,8 per cento al 6,1 per cento, in numeri assoluti da 31 a 41 milioni. Durante lo stesso periodo, nei paesi a basso o medio reddito, il numero di bambini in sovrappeso è più che raddoppiato, passando da 7,5 milioni a 15,5 milioni;
   il report dell'Organizzazione mondiale della sanità formula una serie di raccomandazioni rivolte ai Governi per provare ad invertire la tendenza, che vanno nella direzione di promuovere l'assunzione di cibi sani, scoraggiare i cibi spazzatura (junk food) mediante una tassazione efficace sulle bevande zuccherate. Avverte anche sulla necessità di porre dei limiti anche al marketing: a pagina 19 punto 1.3, infatti, si legge che nonostante il numero crescente di sforzi volontari da parte dell'industria, l'esposizione alla commercializzazione di alimenti insalubri rimane una questione importante e qualsiasi tentativo per combattere l'obesità infantile dovrebbe quindi includere una riduzione esposizione dei bambini alla potenza di marketing;
   per quanto riguarda l'educazione e l'informazione delle persone, l'Organizzazione mondiale della sanità afferma che la cultura della nutrizione e della salute dovrebbero far parte dell'istruzione scolastica, facendo in modo che le informazioni e le linee guida nutrizionali siano diffuse in modo semplice, comprensibile e accessibile a tutti i gruppi sociali. Sarebbe pertanto utile un supporto agli sforzi di alfabetizzazione in materia di nutrizione e salute, ad esempio attraverso un sistema standardizzato di etichetta nutrizionale, obbligatoria per alimenti confezionati e bevande;
   il report sottolinea che solo un pacchetto integrato di interventi che affronti tutti gli aspetti della problematica avrebbe possibilità di successo, ma è necessario l'impegno dei Governi, investimenti a lungo termine, e l'impegno di tutta la società per proteggere il diritto dei bambini ad una buona salute ed al benessere;
   l'obiettivo globale per tutti i Paesi, adottato dall'Assemblea mondiale della sanità, è di rinnovare gli sforzi per invertire la tendenza dei bambini sotto 5 anni in sovrappeso entro il 2025;
   a livello comunitario in particolare, è stato lanciato un piano d'azione dell'Unione europea sull'obesità infantile 2014-2020 volto a definire le priorità e a tenere traccia dei progressi compiuti in tale ambito. Obiettivo generale del piano è quello di incoraggiare i cittadini europei ad adottare un'alimentazione più sana e uno stile di vita attivo, così da arrestare l'aumento del sovrappeso e dell'obesità tra i giovani entro il 2020;
   diversamente da quanto si può pensare, il problema dell'obesità infantile è una piaga anche italiana. Secondo quanto emerge dal rapporto «OKkio alla Salute 2014», i livelli di eccesso ponderale nei bambini di 8-9 anni sono troppo elevati; il che porta l'Italia ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile, nonostante il dato sia in calo lieve ma costante dal 2008;
   una serie di impegni che vanno nella stessa direzione delle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità sono già presenti in diversi atti già depositati alla Camera. In particolare si vedano la mozione a prima firma Gagnarli n. 1-00836, ed abbinate, votata il 12 maggio 2015, la proposta di legge n. 2904 a prima firma Gagnarli ancora non discussa, la mozione n. 1-00744 a prima firma Bernini, non ancora calendarizzata, ed altri –:
   quali siano le iniziative che il Ministro interrogato, nell'ambito delle proprie competenze, ha intrapreso ed ha intenzione di intraprendere in relazione a quanto emerso dal Report dell'Organizzazione mondiale della sanità, dal piano d'azione dell'Unione europea sull'obesità infantile 2014-2020, ed a seguito degli impegni presi con l'approvazione parziale della mozione n. 1-00836, presentata dalla prima firmataria del presente atto e delle altre abbinate, e quali siano le tempistiche delle azioni programmate. (5-07769)