• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07772    il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha introdotto nell'ordinamento un nuovo strumento di programmazione...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07772presentato daRIBAUDO Francescotesto diVenerdì 12 febbraio 2016, seduta n. 568

   RIBAUDO, CULOTTA, VENTRICELLI, CENSORE, ALBANELLA, BERRETTA, CAPODICASA, CURRÒ, LAURICELLA, MOSCATT, RACITI, TARANTO, TINO IANNUZZI, PARIS, COCCIA e ZAPPULLA. — Al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha introdotto nell'ordinamento un nuovo strumento di programmazione negoziata, i cosiddetti «contratti di sviluppo», con la finalità di favorire l'attrazione degli investimenti e la realizzazione di progetti di sviluppo di impresa e per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno d'Italia;
   il completamento dell’iter normativo non è stato immediato, il decreto ministeriale di natura non regolamentare cui era demandata la fissazione dei criteri, delle condizioni e delle modalità per la concessione delle agevolazioni finanziarie, è stato emanato solo in data 24 settembre 2010;
   anche gli indirizzi operativi per la gestione dei contratti di sviluppo sono stati approvati dal Ministero dello sviluppo economico con decreto ministeriale dell'11 maggio 2011. Successivamente, con decreto ministeriale del 14 febbraio 2014, si è proceduto ad un'ulteriore rimodulazione dell'impianto normativo, incidendo sulla tipologia dei programmi di sviluppo e sui relativi limiti di costo, oltre che sulle procedure e sulla relativa tempistica, non modificando gli attori coinvolti, che sono rimasti il Ministero dello sviluppo economico come amministrazione vigilante, INVITALIA (Agenzia nazionale per l'attuazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa) come soggetto gestore, e le regioni per le materie di loro interesse;
   il processo attuativo dei contratti di sviluppo ha risentito, oltre che della lentezza della definizione del quadro normativo, anche della tardiva e frammentata assegnazione delle risorse;
   a più di 6 anni di distanza dalla comparsa, nell'ordinamento giuridico, di questi tipi di contratti, è stato possibile solo valutare le procedure poste in essere per concedere agevolazioni finanziarie, e non anche i risultati conseguiti in termini di attrazione degli investimenti è realizzazione di progetti di sviluppo di impresa rilevanti per il rafforzamento della struttura produttiva del Paese, dal momento che nel 2013 sono stati sottoscritti solo 5 contratti e 10 nel 2014;
   con delibera del Cipe del 20 febbraio 2015 sono stati assegnati 250 milioni di euro di fondi FSC, (destinandone 200 milioni per il Sud è 50 milioni per il Centro-nord);
   essendo pervenute a INVITALIA, alla data dell'8 luglio 2015, numerose domande per un ammontare totale di circa 5 miliardi di euro di investimenti, con decreto 29 luglio 2015 il Ministero dello sviluppo economico ha stanziano ulteriori 300 milioni di euro del programma nazionale «Innovazione e competitività» (PON I.C.): l'85 per cento delle suddette istanze di investimento riguardano il Sud dove la crisi economica ed il livello di disoccupazione ha raggiunto limiti insostenibili per la tenuta sociale;
   attraverso il «programma di sviluppo per il Sud», annunciato nel mese di novembre 2015, il Presidente del consiglio ha assunto l'impegno di affrontare la questione Sud, meglio chiamata «questione meridionale»: il programma si articola attraverso specifici piani di intervento previsti dentro il cosiddetto «Masterplan del Mezzogiorno»;
   la Corte dei conti, sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, ha approvato nel dicembre 2014 la relazione concernente «la gestione dei contratti di sviluppo», rilevando alcune criticità riguardanti la lentezza dell'azione del Ministero e del soggetto gestore una volta resesi disponibili le risorse, nonché nelle procedure adottate nonostante il decreto ministeriale del 14 febbraio 2014, evidenziando altresì la necessità di metodologie che garantiscano sempre più la razionalizzazione della materia in questione;
   il già citato decreto ministeriale del 29 luglio 2015, al comma 3, prevede che «l'attribuzione di risorse ai programmi di sviluppo è effettuata sulla base dei requisiti e dei criteri indicati nel Programma operativo nazionale Imprese e competitività 2014-2020 FESR, dei criteri di selezione approvati dal Comitato di sorveglianza e delle successive indicazioni fornite dall'Autorità di gestione del programma»;
   senza i menzionati criteri di selezione del Comitato e le successive indicazioni dell'Autorità di gestione del programma non è possibile emanare i bandi ed attivare la spesa;
   non è concepibile che a fronte di così numerose domande di investimento e di risorse disponibili, i contratti di sviluppo rimangano fermi per fattori burocratici –:
   quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere, al fine di dare attuazione ai decreti emanati e sbloccare le procedure e i relativi bandi di agevolazione finanziaria;
   se il Governo intenda assumere iniziative rendendo disponibili ulteriori risorse da assegnare al soggetto gestore (INVITALIA), stante l'elevato numero di istanze di investimento, ora che il Mezzogiorno sembra essere ritornato attrattivo grazie anche ai contributi e agli incentivi previsti dai contratti di sviluppo. (5-07772)