• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07791    Italia e Francia hanno firmato il 21 marzo 2015 un accordo bilaterale che modifica i confini marittimi tra i due Paesi, sostituendo una precedente convenzione, risalente al...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07791presentato daPINI Gianlucatesto diMartedì 16 febbraio 2016, seduta n. 570

   GIANLUCA PINI, MOLTENI, FEDRIGA, ATTAGUILE, CAPARINI, GUIDESI, SIMONETTI e SALTAMARTINI. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:
   Italia e Francia hanno firmato il 21 marzo 2015 un accordo bilaterale che modifica i confini marittimi tra i due Paesi, sostituendo una precedente convenzione, risalente al 1892;
   nelle more del processo di autorizzazione alla ratifica da parte italiana, la parte francese sembra aver dato unilateralmente attuazione alle disposizioni dell'accordo, con l'effetto di ridurre immediatamente e senza preavviso le zone di pesca agibili dai pescherecci italiani attivi nelle acque prospicienti alla Liguria ed alla Sardegna, determinando alcuni incidenti;
   un peschereccio ligure, il Mina, è stato sequestrato il 13 gennaio 2016 dalle autorità francesi in una zona che secondo il nuovo accordo bilaterale sarebbe destinata all'esclusivo sfruttamento da parte dei pescatori transalpini;
   soltanto il 18 gennaio 2016, per deliberazione del tribunale di Nizza, il peschereccio Mina è stato restituito ai suoi legittimi proprietari, dietro versamento di una cospicua cauzione, di importo superiore agli ottomila euro;
   una situazione analoga si è verificata più recentemente in Sardegna, a nord della quale, ad un peschereccio che entrava nelle «nuove» acque territoriali francesi è stato intimato di allontanarsi;
   il 12 febbraio 2016, intervenendo alla Camera per rispondere all'interpellanza urgente n. 2-01268, il sottosegretario agli affari esteri, Benedetto Della Vedova, ha confermato che l'Italia non ha ratificato l'accordo e pertanto lo stesso non può considerarsi in vigore;
   è prevedibile che in difficoltà possano presto trovarsi anche i pescherecci provenienti da Toscana, Sicilia e Calabria, che spesso risalgono il Tirreno verso nord per profittare della maggior pescosità di alcune zone di mare cedute alla Francia;
   il rischio che i nostri pescherecci possano essere fermati, perché in zona pertinente alla Francia, è accresciuto dalla circostanza che il testo dell'accordo sia conosciuto in Francia ma non in Italia –:
   per quali motivi il Governo abbia sottoscritto un accordo bilaterale con la Francia tanto svantaggioso per l'Italia;
   quali iniziative il Governo intenda assumere per proteggere gli interessi dei pescatori italiani, che vengono danneggiati dalle forze di polizia marittima della Francia, in applicazione di un accordo che non può ancora considerarsi in vigore, a causa della mancata ratifica da parte della Repubblica italiana;
   se il Governo, alla luce di quanto sta accadendo, non ritenga opportuno soprassedere alle iniziative di competenza per la ratifica dell'accordo e negoziarne un altro, meno sfavorevole agli interessi nazionali. (5-07791)