• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02578 GIROTTO, CASTALDI, DONNO, CAPPELLETTI, MORRA, BLUNDO, BERTOROTTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che: con il comunicato stampa del...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02578 presentata da GIANNI PIETRO GIROTTO
martedì 16 febbraio 2016, seduta n.578

GIROTTO, CASTALDI, DONNO, CAPPELLETTI, MORRA, BLUNDO, BERTOROTTA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che:

con il comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 103, il Governo annuncia di aver approvato il decreto per l'indizione del referendum popolare sul quesito dichiarato ammissibile dalla Corte costituzionale il 19 gennaio 2016. La consultazione si terrà il 17 aprile 2016;

il quesito referendario proposto dalle Regioni contro le trivellazioni riguarda la durata delle autorizzazioni per le esplorazioni e le trivellazioni dei giacimenti in mare già rilasciate e, in particolare, si riferisce all'abrogazione dell'articolo 6, comma 17, del codice dell'ambiente (di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006), nella parte in cui prevede che le trivellazioni possano proseguire fino a quando il giacimento lo consente. Tale comma prevede sostanzialmente che le trivellazioni per cui sono già state rilasciate delle concessioni non abbiano una scadenza. L'intento dei promotori del referendum è invece quello di limitare la durata delle concessioni alla loro scadenza naturale, chiudere dunque definitivamente i procedimenti in corso ed evitare proroghe;

entro il mese di giugno 2016 devono svolgersi anche le elezioni amministrative in molti Comuni;

diversamente da quanto deciso dal Governo, numerose associazioni dei consumatori e del mondo ambientalista, come Greenpeace, Legambiente, WWF e Marevivo, al fine di ridurre le spese del bilancio dello Stato, hanno sostenuto iniziative sull'opportunità di accorpare il referendum contro le trivelle alle elezioni amministrative con un unico election day;

i parlamentari del M5S hanno più volte sollecitato il Governo ad intraprendere iniziative di riduzione delle spese nel bilancio dello Stato;

considerato che, a giudizio degli interroganti:

la riduzione dei costi della politica è stata presentata più volte dal Governo agli italiani tramite azioni senza sostanza, ma di propaganda; emblematico è il caso della vendita delle "auto blu" sulla piattaforma on line "Ebay", con lo scopo di fare cassa, ma con il risultato di aver raggranellato poche migliaia di euro;

il Governo, rinunciando ad un risparmio di 300 milioni di euro, che l'election day avrebbe dato modo di ottenere, si mostra ancora una volta compiacente nei confronti dei petrolieri, con il rischio di indebolire la democrazia;

tale decisione indebolisce anche la partecipazione democratica su un tema rilevante, che riguarda l'ambiente, la salute e lo sviluppo delle economie locali e mostra ancora una volta come il Governo sia incapace di intervenire concretamente sulla riduzione dei costi della politica;

considerato inoltre che dinanzi alla Corte costituzionale pendono ancora 2 conflitti di attribuzione e, qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, il referendum potrebbe svolgersi su 3 quesiti e non solo su uno;

considerato infine che:

appare reale la possibilità che nel corso del 2016 gli italiani siano chiamati alle urne ben 5 volte: per i 2 referendum abrogativi, per le elezioni amministrative con eventuali ballottaggi e per il referendum costituzionale;

a giudizio degli interroganti, la decisione del Governo si pone come un ennesimo schiaffo alla democrazia, in quanto la predisposizione di voti ravvicinati non consentirà agli elettori di essere adeguatamente informati sul referendum ,

si chiede di sapere quali siano i motivi per cui il Governo non abbia accorpato il referendum contro le trivelle alle elezioni amministrative tramite un unico election day, determinando così maggiori costi a carico del bilancio dello Stato che ricadranno sui cittadini.

(3-02578)