• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03119-A/040    premesso che:     il settore agricolo riflette la situazione economica generale italiana, ma a differenza di quanto si sta verificando nelle principali economie dell'Unione...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03119-A/040presentato daDI SALVO Tittitesto diGiovedì 18 febbraio 2016, seduta n. 572

   La Camera,
   premesso che:
    il settore agricolo riflette la situazione economica generale italiana, ma a differenza di quanto si sta verificando nelle principali economie dell'Unione europea, non riesce ad uscire dalla fase di crisi che lo ha investito e che dura da molti anni;
    il testo del disegno di legge recante deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura, collegato alla legge di stabilità 2014, reca una ampia serie di interventi su molteplici aspetti dell'economia agricola, con l'intento di semplificare la filiera e dare nuovo impulso ad un settore che deve tornare ad essere centrale nell'economia italiana;
    la Commissione di merito ha disposto la soppressione dell'articolo 30 del testo approvato dal Senato, che recava modifiche alla disciplina relativa alla Rete del lavoro agricolo di qualità, di cui all'articolo 6 del decreto-legge n. 91 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 116 del 2014, in vista di una più esaustiva riconsiderazione degli interventi volti a rafforzare gli strumenti di contrasto allo sfruttamento dei lavoratori agricoli, nel quadro dell'esame del disegno di legge governativo Atto Senato n. 2217, recante disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura;
    tale settore, per la sua stessa natura legata agli eventi climatici, utilizza spessissimo assunzioni temporanee, impiegate per la raccolta della frutta e per la vendemmia, in periodi ristrettissimi e con scadenze particolarmente stringenti dettate dalle condizioni meteorologiche e dalle esigenze del mercato;
    non solo nel settore agricolo, sono molti i rapporti di lavoro nei quali le prestazioni vengono dichiarate in maniera distorta o incompleta rispetto alla realtà, non garantendo la completa tutela del lavoratore;
    è noto che diversi datori di lavoro, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, corrispondono ai lavoratori una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare al lavoratore, molto spesso, una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare;
    tale prassi rappresenta un grave danno per i lavoratori i quali vengono non solo depauperati di parte del lavoro prestato, ma sono lesi nella loro dignità e nel diritto a una giusta retribuzione, in violazione degli articoli 1, 35 e, soprattutto, 36 della Costituzione. Al contrario, la corresponsione di una retribuzione inferiore si risolve in un vantaggio illecito per il datore di lavoro e in uno strumento di concorrenza sleale nei confronti di imprese che tutelano i propri lavoratori;
    un semplice meccanismo antielusivo potrebbe consistere nel rendere tracciabile il pagamento delle retribuzioni, prevedendo altresì che la firma della busta paga apposta dal lavoratore o dalla lavoratrice, non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione,

impegna il Governo

a prevedere opportune iniziative, anche legislative, al fine di introdurre modalità per il pagamento delle retribuzioni dei lavoratori subordinati, che vietano ai datori di lavoro o committenti di corrispondere la retribuzione per mezzo di somme contanti di denaro, indipendentemente dalle modalità di svolgimento della prestazione e dalla durata del rapporto e che comunque prevedano un meccanismo antielusivo al fine di contrastare il fenomeno delle false buste paga.

9/3119-A/40. Di Salvo, Gnecchi, Damiano, Albanella, Arlotti, Baruffi, Boccuzzi, Casellato, Giacobbe, Gribaudo, Incerti, Patrizia Maestri, Miccoli, Paris, Tinagli, Zappulla.