• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03119-A/009    premesso che:     in data 14 gennaio 2016 la Guardia Costiera francese ha sequestrato un peschereccio italiano (denominato «Mina») a largo tra Ventimiglia e Mentone,...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03119-A/009presentato daTULLO Mariotesto diGiovedì 18 febbraio 2016, seduta n. 572

   La Camera,
   premesso che:
    in data 14 gennaio 2016 la Guardia Costiera francese ha sequestrato un peschereccio italiano (denominato «Mina») a largo tra Ventimiglia e Mentone, trainandolo nel porto di Nizza con l'accusa di aver pescato gamberi in acque territoriali francesi. Le autorità italiane non sono state preventivamente avvertite e all'equipaggio sarebbe stato impedito anche di comunicare con le rispettive famiglie, mentre la barca veniva requisita;
    secondo l'equipaggio della «Mina» e le autorità portuali italiane (in particolare la Direzione marittima della Liguria) il peschereccio avrebbe condotto invece l'attività della pesca in acque territoriali italiane;
    è emerso che l'azione della Guardia Costiera francese sarebbe stata intrapresa a seguito all'accordo bilaterale Italia e Francia del 21 marzo 2015 dove sono stati rivisti i confini marittimi delle due nazioni; tale accordo non è comunque ancora in vigore perché non ancora ratificato dal Parlamento italiano, in assenza della ratifica le Autorità francesi hanno ammesso che il sequestro del «Mina» è stato un errore;
    tale accordo, secondo le amministrazioni territoriali e le associazioni di categoria, sarebbe notevolmente peggiorativo per l'intero sistema della pesca italiana, ed in particolare della Liguria, in quanto cederebbe allo stato francese la celebre «fossa del cimitero» attualmente in acque italiane ricchissima di pesce pregiato e gamberi rossi, il tratto di mare interessato vede coinvolte, anche in altre attività di pesca ad esempio ai grandi pelagici (principalmente pesce spada) praticata con il sistema dei «palangari», non solo la marineria ligure ma anche quelle siciliana, sarda e toscana;
    le aziende interessate hanno sostenuto pesanti investimenti per ottenere l'abilitazione alla pesca entro le 40 miglia dalla costa andando di fatto ad operare in acque internazionali, se il trattato fosse approvato tali zone di pesca ricadrebbero sotto la giurisdizione francese e quindi risulterebbero precluse ai pescatori italiani;
    nel mar Mediterraneo, date le sue dimensioni ridotte, un ampliamento giurisdizionale generalizzato da parte di tutti gli Stati trasformerebbe la totalità delle sue acque in acque sotto la giurisdizione nazionale, con la scomparsa del cosiddetto alto mare,

impegna il Governo

prima dell'approvazione del trattato da parte del Parlamento, attraverso i Ministeri competenti ad intraprendere tutte le iniziative, nelle sedi comunitarie ed internazionali, per tutelare le imprese italiane che esercitano l'attività della pesca, con l'obiettivo di tutelare il futuro delle nostre marinerie.
9/3119-A/9. (Testo modificato nel corso della seduta) Tullo, Capodicasa, Francesco Sanna, Sani, Culotta, Mura, Cani, Fiorio, Basso, Oliaro, Agostini, Carocci, Ermini, Giacobbe, Amoddio.