• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12191    dall'ordinanza del tribunale di Monza, che ha portato, in questi giorni, all'arresto di 21 indagati per le tangenti relative ad appalti nella sanità lombarda, sono emersi due collegamenti...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12191presentato daNACCARATO Alessandrotesto diLunedì 22 febbraio 2016, seduta n. 574

   NACCARATO, MIOTTO, D'ARIENZO, CAMANI, NARDUOLO e ROSTELLATO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   dall'ordinanza del tribunale di Monza, che ha portato, in questi giorni, all'arresto di 21 indagati per le tangenti relative ad appalti nella sanità lombarda, sono emersi due collegamenti con il Veneto;
   con l'appoggio del leghista Fabio Rizzi, ex senatore e braccio destro del governatore Roberto Maroni, l'imprenditrice Maria Paola Canegrati si sarebbe garantita «rapporti confidenziali, amicizie, corruzioni o forte sostegno alla politica»;
   in questo modo la donna, almeno in Lombardia, aveva assunto il sostanziale monopolio degli appalti per la gestione delle strutture odontoiatriche;
   dall'indagine emerge anche che l'imprenditrice avrebbe finanziato, attraverso la fondazione «Ricostruiamo il Paese», con un versamento di 10.000 euro, su richiesta di Rizzi, anche la campagna elettorale del 2015, per le elezioni regionali in Veneto, di Flavio Tosi;
   il secondo inquietante episodio della vicenda riguarda l'ospedale di Camposampiero, nell'Alta Padovana, dove secondo gli inquirenti sarebbe stata creata un'unità operativa semplice di endoscopia all'interno dell'unità operativa complessa di gastroenterologia, «al solo fine di favorire un amico di Mario Longo (assistente di Rizzi), il dottor Francesco Pincini il quale, ovviamente, sarebbe stato preposto a dirigerla»;
   nell'ordinanza si specifica che l'operazione si sarebbe svolta con il benestare e sotto il controllo di Rizzi ed era, sempre secondo l'ordinanza, accettata di buon grado dal dirigente dell'unità operativa complessa di gastroenterologia di Camposampiero;
   dall'ordinanza emergono anche i contatti del allora direttore generale dell'USL dell'Alta Padovana Francesco Benazzi con Mario Longo, il quale si sarebbe adoperato direttamente per la creazione dell'unità operativa semplice di endoscopia;
   l'inchiesta indica che anche alcuni soggetti del sistema sanitario veneto hanno intrattenuto relazioni e rapporti con alcuni indagati che, attraverso comportamenti illeciti, influenzavano la gestione della sanità regionale; 
   la vicenda solleva fortissime preoccupazioni negli interroganti per il rischio che il funzionamento e la gestione della sanità veneta siano stati intaccati dal sistema criminale architettato dagli indagati –:
   se il Governo sia al corrente dei fatti sopra esposti, e se non ritenga sussistere i presupposti per assumere iniziative normative volte a rendere la disciplina degli appalti nel settore della sanità più aderenti ai principi di trasparenza, efficienza ed economicità e a potenziare i meccanismi di controllo in questo ambito per evitare il ripetersi di episodi come quelli sopra richiamati. (4-12191)