• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05357 SPILABOTTE, CUCCA, MANCUSO, ALBANO, CONTE, MARINELLO, ANGIONI, BENCINI, MASTRANGELI, FASIOLO, SAGGESE, FRAVEZZI, MATTESINI, GIACOBBE, PEZZOPANE, SILVESTRO, RICCHIUTI, LAI, ORRU', SCALIA,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05357 presentata da MARIA SPILABOTTE
giovedì 25 febbraio 2016, seduta n.582

SPILABOTTE, CUCCA, MANCUSO, ALBANO, CONTE, MARINELLO, ANGIONI, BENCINI, MASTRANGELI, FASIOLO, SAGGESE, FRAVEZZI, MATTESINI, GIACOBBE, PEZZOPANE, SILVESTRO, RICCHIUTI, LAI, ORRU', SCALIA, SOLLO, MORGONI, DI GIACOMO - Ai Ministri dello sviluppo economico, della salute e della giustizia - Premesso che:

la salute è un diritto costituzionalmente riconosciuto;

le cure odontoiatriche hanno subìto una flessione negli anni della crisi economica. Secondo l'ISTAT si è ridotto il numero di trattamenti effettuati: le persone che si sono sottoposte ad un solo tipo di trattamento nell'anno sono il 70,7 per cento (49,3 per cento nel 2005);

è diminuito, sempre secondo l'ISTAT, il ricorso agli odontoiatri che esercitano la libera professione, infatti la percentuale passa dal 34,7 per cento nel 2005 al 32,3 per cento;

i giovani odontoiatri hanno sempre più difficoltà ad aprire studi professionali per via degli elevati costi delle strutture;

l'Associazione nazionale dentisti italiani, presso la 10a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato, durante l'audizione informale del 18 novembre 2015, ha chiesto nuove regole che aumentino il livello di trasparenza e professionalità del mercato odontoiatrico gestito dalle società di capitali e norme più severe per combattere l'abusivismo professionale;

negli ultimi anni si è assistito al proliferare di società che si occupano di servizi odontoiatrici che attraverso il franchising aprono strutture sul territorio e che non hanno, in alcuni casi, direttori sanitari iscritti all'albo degli odontoiatri presso l'ordine dei medici. Inoltre il direttore sanitario spesso lavora per diversi centri non garantendo, in tal modo, la sua presenza che dovrebbe essere costante; si è anche verificato che le società delegano ad addetti al settore commerciale la redazione di piani di trattamento e cura dei pazienti, in modo da massimizzare l'utile ricavabile;

la forte presenza di società odontoiatriche sta trasformando la libera professione dell'odontoiatra in una professione dipendente;

le catene odontoiatriche hanno la possibilità, al contrario degli studi professionali, di proporre aggressive attività promozionali utilizzando le "prestazioni civetta" a tariffe sottocosto, senza la possibilità per l'ordine professionale di sanzionarle;

si riscontrano danni diretti e indiretti nei confronti dei professionisti che, secondo le regole e i corretti standard, versano contributi all'ENPAM;

le società che si occupano di servizi odontoiatrici in caso di fallimento potrebbero essere, essendo spesso società a responsabilità limitata con capitale sociale di 10.000 euro, insolventi nei confronti sia dei propri assistiti che degli operatori che vi lavorano, poiché il giro di affari di un centro odontoiatrico supera di gran lunga la quota di capitale sociale versata che deve essere usata naturalmente anche a forma di garanzia;

le società che offrono servizi odontoiatrici non sono obbligate ad avere all'interno dei loro consigli di amministrazione figure iscritte all'ordine dei medici e degli odontoiatri e per tal motivo spesso perseguono politiche societarie puramente commerciali e orientate alla sola logica del profitto;

il sito di informazione on line "il Fatto Quotidiano", il 24 giugno 2014, riportava la notizia secondo la quale la direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, indagando sulla cosca Molé, avrebbe scoperto che essa riciclava denaro di provenienza illecita investendolo, fra le altre attività, anche in una clinica sanitaria odontoiatrica, attraverso una grossa società nazionale del settore,

in data 16 febbraio 2016, al centro dell'indagine sulla sanità lombarda denominata dagli inquirenti "Smile", vi è l'attività corruttiva di un'importante società che si occupa di servizi odontoiatrici;

il 17 febbraio il telegiornale satirico "Striscia la Notizia" ha mandato in onda un servizio sulla chiusura per fallimento di alcuni centri di una grossa società nazionale, che hanno lasciato senza cure i pazienti che avevano anticipato ingenti somme di denaro,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti;

se non ritengono opportuno intervenire, affinché le prestazioni sanitarie non siano oggetto di attività esclusivamente lucrose;

se intendano, per quanto di competenza, attivare controlli più stringenti nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici;

quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere al fine di migliorare il mercato odontoiatrico dominato dalle società di capitali che sta mettendo in pericolo il sistema professionale che da decenni rappresenta un punto di riferimento per i cittadini italiani.

(4-05357)