• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/07970    i corpi di polizia provinciale sono contraddistinti da professionalità specializzate nell'ambito della tutela del territorio extraurbano e rurale e nella lotta ai crimini ambientali, al...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07970presentato daCIPRINI Tizianatesto diMercoledì 2 marzo 2016, seduta n. 581

   CIPRINI, TRIPIEDI, CHIMIENTI, COMINARDI, DALL'OSSO, LOMBARDI e GALLINELLA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione . — Per sapere – premesso che:
   i corpi di polizia provinciale sono contraddistinti da professionalità specializzate nell'ambito della tutela del territorio extraurbano e rurale e nella lotta ai crimini ambientali, al fenomeno del maltrattamento degli animali, del bracconaggio ed in genere contro lo sfruttamento criminale dell'ambiente e degli animali;
   secondo i dati riportati dal SOSE (Soluzioni per il sistema economico, società per azioni del Ministero dell'economia e delle finanze) il personale della polizia provinciale, quantificabile in circa 2.700 unità, è responsabile dell'accertamento di circa un terzo dei reati ambientali nel nostro Paese;
   con l'approvazione della legge n. 56 del 2014 in materia di riordino delle funzioni provinciali, della legge n. 190 del 2014 ed il decreto-legge n. 78 del 2015, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2015 in materia di disposizioni urgenti in materia di enti territoriali, si rischia di produrre la grave dispersione di un patrimonio di conoscenze e di professionalità costituito dai suddetti corpi di polizia, da decenni, notoriamente impegnati nell'applicazione di numerose leggi statali e regionali in materia di tutela delle risorse naturali, del demanio fluviale e lacuale, di vigilanza sull'esercizio della caccia e della pesca con prevenzione del bracconaggio, di controllo sull'impatto della fauna selvatica nei processi produttivi e sociali, di vigilanza sulle aree protette, di controllo dell'uso del suolo e comunque di controllo del territorio più in generale;
   con la circolare n. 1 del 2015 del 29 gennaio 2015 sono state adottate le «Linee guida in materia di attuazione delle disposizioni in materia di personale e di altri profili connessi al riordino delle funzioni delle province e delle città metropolitane. Articolo 1, commi da 418 a 430, della legge 23 dicembre 2014, n. 190»;
   il provvedimento si è reso necessario per dare attuazione alle disposizioni in materia di personale, in relazione al riordino delle funzioni delle province e delle città metropolitane, nonché per fornire chiarimenti in merito ad altri profili di raccordo tra le disposizioni di cui alla legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) e quanto previsto dalla legge 7 aprile 2014, n. 56;
   con il decreto-legge n. 78 del 2015, convertito dalla legge n. 125 del 2015, gran parte delle regioni a statuto ordinario e delle province hanno provveduto a individuare il personale di polizia provinciale necessario alle funzioni fondamentali residue e quello cui le regioni avrebbero riaffidato le funzioni di vigilanza sulle materie oggetto di riordino, inserendo nel cosiddetto portale generale mobilità solo il personale residuato da tali processi (articolo 5, commi 2 e 3);
   purtroppo, molte province hanno colto l'occasione per individuare i propri esuberi nel personale di polizia provinciale, posizionandolo in blocco su portale; in particolare, nelle province di Perugia e Terni è accaduto che gli esuberi sono costituiti dall'intero contingente delle due polizie provinciali;
   il comma 423 dell'articolo 1 della legge n. 190 del 2014 ha previsto l'adozione di un decreto relativo alle procedure di mobilità entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della medesima legge; tuttavia, il decreto è stato emanato solo il 14 settembre 2015;
   il comma 428 della legge n. 190 del 2014 ha fissato il termine del 31 dicembre del 2016 per la procedura di mobilità di ricollocamento del personale con la previsione della attivazione delle procedure previste dall'articolo 33, comma 7 e 8, del decreto legislativo n. 165 del 2001 per il personale non ricollocato e/o assorbito;
   è accaduto invece che la tempistica stabilita dal decreto ministeriale 14 settembre 2015 non è stata rispettata e l'attivazione del portale è stato realizzato con ritardo nonostante la circolare n. 1 del 2015 avesse disposto la rilevazione dei posti disponibili entro marzo 2015; le domande di mobilità sono state inserite anche oltre il 31 ottobre 2015 e l'offerta di posti si è conclusa solo in data 12 febbraio 2016, cosicché il personale di polizia provinciale inserito ha dovuto prendere decisioni fondamentali, quali un'eventuale disponibilità al cambio di profilo o meno, senza poter conoscere l'effettiva offerta disponibile sul territorio;
   secondo i dati diffusi da ItaliaOggi del 19 febbraio 2016, è emerso «come le amministrazioni pubbliche abbiano tenuto nascoste le proprie disponibilità di posti: le circa 2.500 posizioni offerte sono una frazione esigua delle assunzioni effettuate negli anni precedenti per concorso o per mobilità. Non si può che concludere, dunque, che le disponibilità effettive, cioè i posti vacanti realmente presso le amministrazioni siano di gran lunga superiori a quelli indicati nel portale: questo perché non è stato esplicitato da nessuno l'obbligo di evidenziare le vacanze effettive d'organico, né tanto meno nessuno ha potuto o voluto controllare nel merito l'adempimento»;
   infatti, un'offerta di 2.500 posti a fronte di 1.957 unità di personale da ricollocare (confrontata con le assunzioni effettuate complessivamente nel 2014 dalla pubblica amministrazione, stimate in circa 14.000), è insufficiente a garantire un buon « matching» tra domanda e offerta – posto che ad oggi non è dato di verificare la distribuzione geografica e soprattutto la corrispondenza dei requisiti professionali dei dipendenti provinciali ai posti messi a disposizione da parte delle amministrazioni; «è probabile infatti che la gran parte dei posti disponibili sia per i dipendenti inquadrati nella categoria C (gli istruttori), mentre nelle province moltissimi funzionari di categoria D ed esecutori di categoria B si sono ritrovati in sovrannumero. Se così fosse, per molti dipendenti non vi sarebbe proprio alcuna possibilità di ricollocazione» (ItaliaOggi del 19 febbraio 2016);
   dunque il pericolo della presentazione di molte domande su pochi posti è elevatissimo, con la conseguenza di mancate ricollocazioni volontarie e la necessità di ricollocazioni d'imperio decise dal dipartimento della funzione pubblica, ai sensi dell'articolo 9 del decreto ministeriale del 14 settembre 2015;
   infine il portale della mobilità – tra le informazioni disponibili in relazione ai profili inseriti – non prevede criteri curricolari misurabili (quali ad esempio anni di esperienza, titoli di studio e professionali), con particolare riferimento alle casistiche di cambio di profilo, al fine di individuare un nuovo profilo di assegnazione;
   particolarmente criticata è la situazione nella regione Umbria: le province di Perugia, e Terni (94 addetti di Perugia e 15 di Terni) hanno inserito l'intero contingente di polizia provinciale sul portale della mobilità generale. A causa di un «corto circuito» tra provincia e regione, ora il personale della polizia provinciale di Perugia e Terni corre il rischio di una mobilità nazionale e di subire una dequalificazione professionale – stante la scarsa disponibilità di posti nella polizia municipale – e addirittura la perdita del posto di lavoro; ciò comporterebbe anche gravi ripercussioni sullo svolgimento dei controlli ambientali e in materia itticovenatoria, tradizionalmente assicurati da personale specializzato e qualificato, in un territorio – quale quello umbro – dalle numerose criticità ambientali e costellato di siti di bonifica anche di interesse nazionale;
   addirittura i 94 dipendenti della polizia provinciale hanno occupato la sala del consiglio provinciale di Perugia (La Nazione del 24 febbraio 2016);
   tale situazione, nel complesso, sta generando da più tempo un clima di incertezza e sconforto tra tutti gli operatori della polizia provinciale, ed in particolare della provincia di Perugia e di Terni, che svolgono un servizio fondamentale a favore della collettività e del territorio –:
   quali siano i motivi per cui non sono stati rispettati la tempistica e i termini previsti dalla legge n. 190 del 2014 e dal decreto ministeriale del 14 settembre 2015 e se il Governo intenda assumere iniziative per prorogare il termine del 31 dicembre 2016 al fine di evitare che il personale di polizia provinciale residuo possa incorrere nella procedura prevista dalla legge per il personale in eccedenza o in soprannumero;
   quali iniziative, anche di natura normativa, intenda assumere il Governo per superare le criticità esposte in premessa ed, in particolare, per una riconsiderazione della previsione del ricollocamento d'imperio di cui all'articolo 9 del decreto ministeriale del 14 settembre 2015, favorendo una più corretta e opportuna collocazione del personale di polizia provinciale in base alle reali capacità assunzionali delle pubbliche amministrazioni locali e regionali con l'utilizzo delle risorse previste nei rispettivi piani triennali delle assunzioni e che tenga conto ai fini della mobilità anche di criteri curricolari misurabili;
   quali iniziative intenda intraprendere il Governo, nei limiti delle proprie competenze, per risolvere la ricollocazione dei dipendenti della polizia provinciale di Perugia e di Terni che sono stati inseriti nel portale della mobilità e versano in una situazione di precarietà e di incertezza anche favorendo l'apertura di un tavolo di confronto tra regione Umbria e tutte istituzione locali che eviti la perdita del posto di lavoro e la dequalificazione professionale o addirittura la frammentazione e scomparsa del corpo di polizia provinciale, con l'effetto di gravi ripercussioni sullo svolgimento dei controlli ambientali e in materia ittico-venatoria nel territorio umbro. (5-07970)