• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00944    premesso che:     come risulta da alcune indiscrezioni, recentemente rilasciate dallo stesso commissario Hogan, sembra confermata la revisione di medio termine della politica...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00944presentato daGALLINELLA Filippotesto diVenerdì 4 marzo 2016, seduta n. 583

   La XIII Commissione,
   premesso che:
    come risulta da alcune indiscrezioni, recentemente rilasciate dallo stesso commissario Hogan, sembra confermata la revisione di medio termine della politica agricola comune prevista per 11 2017;
    si tratta di un passaggio molto importante in quanto occasione per superare alcune criticità, semplificare ulteriormente le procedure e calibrare ancora meglio le scelte politiche rispetto alle reali esigenze degli agricoltori europei;
    i regolamenti comunitari approvati nel dicembre 2013, nel definire gli elementi chiave della PAC 2014-2020, hanno demandato agli Stati membri una serie di scelte riguardanti l'applicazione nazionale della riforma;
    l'Italia ha optato per la «regione unica» e la «convergenza interna» basata sul modello irlandese con soglie 30/60; ha stabilito in 250 euro, 300 a partire dal 2017, l'importo minimo per beneficiare del pagamento diretto, ha destinato ai giovani agricoltori l'1 per cento del plafond ed attivato il regime dei piccoli agricoltori al quale hanno aderito circa 550 mila soggetti;
    con riferimento alla suddivisone delle risorse tra pagamento base e aiuto accoppiato, nell'ambito dei margini consentiti da Bruxelles, il nostro Paese ha scelto di destinare al primo il 58 per cento del plafond generale e al secondo l'11 per cento;
    gli aiuti accoppiati valgono in media, per il settennio, 418 milioni di euro l'anno e sono così suddivisi: 210 milioni per la zootecnia bovina, 15 milioni per la zootecnia ovicaprina e 4 milioni per il settore bufalino; per quanto riguarda i seminativi, la ripartizione è la seguente: 10 milioni alla soia (per le regioni del nord), 30 milioni alle proteaginose e al frumento duro (per le regioni del centro) e 55,4 milioni per colture proteiche e frumento duro (per le regioni del sud e isole). Al settore riso sono destinati 22,6 milioni, allo zucchero 17,1 milioni e al pomodoro da industria 11,2 milioni. All'olivicoltura vanno 70 milioni, divisi tra un premio base di 78 euro/ha per le regioni olivicole con almeno il 25 per cento della SAU (totale 43,8 n ioni) e un contributo di 70 euro/ha per terreni con pendenze superiori al 7,5 per cento (totale 13,2 milioni), mentre su tutto il territorio nazionale vengono distribuiti 130 euro/ha per un totale di 13 milioni di euro;
    sarebbe opportuno che un premio specifico fosse assegnato al capo caprino, attualmente previsto solo per agnelli e capretti Igp e al capo bovino e bufalino a condizione che siano alimentati senza Ogm, restrizione questa funzionale alla promozione di un piano proteico nazionale e quindi allo sviluppo di una filiera interna capace di soddisfare le esigenze del settore zootecnico italiano;
    in considerazione della crescente importanza che rivestono i programmi di benessere animale, per garantire il quale sempre più aziende adeguano i propri standard strutturali e gestionali, sarebbe opportuno attribuire un premio specifico al capo bovino di età inferiore a 12 mesi esclusivamente per gli allevamenti impegnati in progetti di miglioramento del benessere animale;
    particolare attenzione va riservata al comparto delle attività agro-silvo pastorali che mal si relazionano con logiche di mercato tendenti a rincorrere il prezzo più basso e, pertanto, sarebbe auspicabile un contributo specifico ad una attività economica che diversamente è destinata a scomparire, con gravi conseguenze anche dal punto di vista della tutela del paesaggio rurale;
    come noto, tra le altre misure, la Pac prevede strumenti di aggregazione quali le organizzazioni interprofessionali (OP) e le organizzazioni interprofessionali (OI) che risultano indispensabili, considerato il mercato globale, ad accrescere la competitività e la forza delle aziende e sarebbe pertanto opportuno che il pagamento base, oltre alle condizionalità ambientali, fosse in qualche modo assegnato in relazione alla capacità delle aziende di svolgere attività di produzione di beni e servizi agricoli in una logica integrata;
    l'agricoltura di montagna è un presidio fondamentale per la sopravvivenza di molti territori rurali ed è attività strategica nella lotta al dissesto idrogeologico con un valore complessivo che si attesta intorno ai 30 miliardi di euro e che coinvolge più di 2,5 milioni di aziende agricole, di cui 280 mila italiane,

impegna il Governo:

   ad assumere iniziative per aumentare fino a 400 euro l'importo minimo per beneficiare del pagamento diretto come previsto dall'articolo 10 del regolamento 1307/2010;
   ad assumere iniziative per aumentare di due punti percentuali il plafond per l'aiuto accoppiato, destinando le maggiori somme a disposizione: all'aumento del premio già previsto per il capo ovino, e all'assegnazione di un premio specifico al capo caprino e uno al capo bovino e/o bufalino, per i quali si dimostri la somministrazione di una alimentazione Ogm free nonché un premio specifico al vitello di età inferiore ai 12 mesi solo se allevato in aziende che risultino significativamente impegnate nel miglioramento delle condizioni di benessere animale, anche attraverso programmi di prevenzione delle malattie e limitato ricorso a trattamenti antibiotici;
   a promuovere, in accordo con le regioni, misure specifiche, all'interno dei programmi di sviluppo rurale volte al mantenimento delle culture arboree di pregio paesaggistico;
   a prevedere ogni utile iniziative a sostegno della costituzione di organizzazioni interprofessionali e organizzazioni professionali e ad intervenire presso le competenti sedi comunitarie affinché si valuti, per la programmazione della Pac oltre il 2020, sia l'opportunità di promuovere aiuti diretti incentivati l'aggregazione, che sostegni specifici per le aree agricole di montagna in virtù della loro importanza strategica a presidio del territorio.
(7-00944) «Gallinella, Benedetti, Massimiliano Bernini, Gagnarli, L'Abbate, Lupo, Parentela, D'Incà».