• Testo INTERPELLANZA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.2/00306 i Parchi nazionali, le Riserve dello Stato e le Aree marine protette sono un importante patrimonio per l'Italia, che rimane il Paese europeo più ricco di biodiversità con 57.468 specie animali...



Atto Camera

Interpellanza 2-00306presentato daPELLEGRINO Serenatesto diMartedì 19 novembre 2013, seduta n. 121

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:
i Parchi nazionali, le Riserve dello Stato e le Aree marine protette sono un importante patrimonio per l'Italia, che rimane il Paese europeo più ricco di biodiversità con 57.468 specie animali (8,6 per cento endemiche) 12.000 specie floristiche (13.5 per cento endemiche). Purtroppo però molto di questo patrimonio è oggi seriamente minacciato: attualmente sono a rischio il 68 per cento dei vertebrati terrestri, il 66 per cento degli uccelli, il 64 per cento dei mammiferi e l'88 per cento dei pesci di acqua dolce;
il taglio dei finanziamenti alla spesa pubblica ha sino ad oggi seriamente coinvolto i Parchi nazionali e le aree marine protette con una riduzione significativa degli investimenti per la conservazione e valorizzazione della biodiversità;
non sono mai stati declinati gli obiettivi di conservazione della biodiversità che le singole aree protette intendono perseguire, condizione pregiudiziale per avviare autentiche e concrete politiche di sistema; gli impegni a livello internazionale ed europeo per la conservazione della biodiversità richiedono uno sforzo straordinario per promuovere e sostenere adeguate politiche nazionali per le aree naturali protette terrestri e marine, per una gestione sostenibile della fauna selvatica e delle altre risorse naturali, per una pianificazione territoriale che privilegi le azioni di connessione tra ecosistemi alle numerose e prevalenti attività di frammentazione;
la Convenzione internazionale sulla biodiversità (CBD) ha evidenziato il valore fondamentale della conservazione e della razionale gestione del capitale naturale, come base essenziale delle nostre economie, ed ha per questo impegnato i Governi ad attuare politiche proattive in difesa della biodiversità richiamando il pieno e responsabile coinvolgimento di tutti gli attori sociali ed economici interessati;
la CBD, ratificata nel 1994 dal Parlamento italiano, impegna il nostro Paese ad assumere tutte le iniziative possibili per arrestare la perdita di biodiversità entro il 2020, elaborando strategie, piani o programmi nazionali per garantire la conservazione e l'utilizzazione durevole della diversità biologica ed integrarla nelle politiche settoriali o plurisettoriali pertinenti;
nell'ottobre 2010 la Conferenza Stato-regioni ha adottato la Strategia nazionale per la biodiversità ma ancora oggi l'Italia deve assumere impegni e realizzare le azioni necessarie per contribuire al raggiungimento degli obiettivi 2020 stabiliti dalla Strategia europea per la conservazione della biodiversità; nel nostro Paese la gestione ed attuazione delle misure di conservazione dei siti Natura 2000 avvengono essenzialmente attraverso atti burocratici formali piuttosto che azioni e progetti concreti sul territorio in grado di cogliere anche le opportunità di sviluppo economico ed occupazionale che una corretta valorizzazione del nostro patrimonio naturale sarebbe in grado di offrire, le conseguenze di queste mancate politiche di sistema portano a far prevalere gli interessi speculativi rispetto alla tutela dell'ambiente e della biodiversità come nel recente caso, autorizzato dal comune di Piaggine (SA), dell'abbattimento di circa 1500 piante di faggio, in gran parte di alto fusto, alcune di dimensioni monumentali in una delle aree forestali meglio conservate dell'intero Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, che fa parte della Rete «Natura 2000» ed è ricompresa nel SIC «Monte Cervati, Centaurino e Montagne di Laurino» IT8050024;
quanto accaduto nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni e ad avviso degli interroganti il risultato sintomatico dell'insipienza burocratica dimostrata dal livello amministrativo comunale, regionale e del Parco che, unita alla necessità di far cassa da parte dei comuni, ha consentito, attraverso una rete di interessi e complicità con le aziende forestali locali, lo sfruttamento indiscriminato della produzione legnosa del bosco del Parco nazionale anziché conservarne e migliorarne la biodiversità;
secondo il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in Italia ci sono 820.000 ettari di boschi e foreste preservate che assorbono ogni anno una quantità di gas serra stimata in 145 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti;
facendo un calcolo a partire dalle indicazioni del Teeb (The economics of ecosystems and biodiversity), solo dal punto di vista della riduzione delle emissioni a effetto serra, i boschi e le foreste italiane valgono quasi 600 milioni di dollari, pari a 447 milioni di euro –:
se il Ministro, anche in relazione alla prossima Conferenza nazionale «La Natura dell'Italia. Biodiversità e aree protette: la green economy per il rilancio del Paese», non ritenga che la strada maestra della green economy sia dare finalmente valore al capitale naturale con gli straordinari servizi che gli ecosistemi ci offrono gratuitamente, tutti i giorni, e, a tal fine, se non reputi utile costituire uno specifico «Fondo per la Biodiversità» attraverso meccanismi collegati alla fiscalità ordinaria dello Stato ed alla possibilità d'introdurre strumenti per il pagamento dei servizi degli ecosistemi;
se non sia opportuno fare riferimento agli obiettivi della Strategia nazionale biodiversità nei processi di programmazione economica nei diversi settori, con particolare riferimento alla programmazione dei fondi europei e delle risorse nazionali destinate allo sviluppo dei territori;
se non ritenga necessario approvare al più presto adeguati provvedimenti per garantire, da parte delle autorità competenti, una efficace valutazione degli studi d'incidenza delle opere e dei progetti proposti nelle aree dei siti Natura 2000 o in grado di determinare possibili minacce alla biodiversità.
(2-00306) «Pellegrino, Zan, Zaratti».