• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/12461    la società Geress srl (amministratori-Manfredi Genova e Massimo Forti) gestisce la casa di cura neuropsichiatrica Colle Cesarano di Tivoli con 200 posti letto accreditati...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12461presentato daBARONI Massimo Enricotesto diGiovedì 10 marzo 2016, seduta n. 587

   BARONI, LOMBARDI, DI BATTISTA, SARTI, VIGNAROLI, RUOCCO, GRILLO, DI VITA, MANTERO, COLONNESE, SILVIA GIORDANO, LOREFICE, DAGA, TERZONI e SARTI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   la società Geress srl (amministratori-Manfredi Genova e Massimo Forti) gestisce la casa di cura neuropsichiatrica Colle Cesarano di Tivoli con 200 posti letto accreditati definitivamente;
   la Colle Cesarano è una delle realtà maggiormente finanziate dalla regione Lazio con un budget di circa 8.300 milioni annuo. I dati di bilancio indicano, inoltre, un volume di produzione medio annuo di circa 10.300 milioni eppure dal 2010 al 2014 la società ha fatto ricorso per ben cinque volte agli ammortizzatori sociali, riducendo drasticamente un numero già esiguo di dipendenti e non solo;
   in costanza di cassa integrazione e procedure di mobilità, aperte sempre per «crisi aziendale» come si legge dalle procedure in esame, la Geress:
    ha licenziato un terzo del personale dipendente;
    ha aumentato del 20,75 per cento il ricorso all’outsourcing;
    ha «dirottato» circa 6 milioni di euro di fondi pubblici ad altre due società di cui controlla il Consiglio di amministrazione;
    ha fatturato prestazioni extra accordi regionali per circa 3,5 milioni di euro;
    ha aumentato del 168 per cento il compenso agli amministratori (2012/2013);
    ha disatteso accordi e normative regionali, con danno per le casse erariali come meglio specificato di seguito;
    è salita agli onori della cronaca per bassissimi livelli di assistenza e un elevato tasso di mortalità e mala gestio. Si richiamano, all'uopo, le interrogazioni del gruppo radicale (n. 495 del 16 giugno 2011; n. 553 del 18 agosto 2011; n. 690 del 12 gennaio 2012) a firma di Giuseppe Rossodivita. In queste risalta la statistica «in tre anni un morto ogni 50 giorni»;
    ha adibito un piano della struttura a due moduli di RSA per i quali mancherebbero i requisiti minimi previsti per l'accreditamento, per esempio si registrerebbe la mancanza di una considerevole metratura. Sono eloquenti le foto e il video allegati all'articolo di Tommaso Verga del 15 ottobre 2015 su hinterland;
    utilizza spazi destinati agli ospiti della Colle Cesarano (chiesa, bar, palestra, e altri due enormi locali adibiti per le attività ricreative) divenuti dal 2011 alloggi per gli immigrati (senza che venisse garantito di fatto un'effettiva separazione tra i primi ed i secondi) vicenda finita nel filone di inchiesta di «mafia capitale»;
    ha prestato l'attività sanitaria con un'autorizzazione all'esercizio sia di Villa Maddalena (sita in Castel Madama e asset della Colle Cesarano fino al 2008, oggi gestita da società appaltatrice) sia di Colle Cesarano tuttora poco chiara;
    ha gestito in enorme conflitto di interesse la liquidazione della Colle Cesarano Spa con la Casa di Cura gestione Geress. L'ingegner Massimo Forti (socio Geress) è stato liquidatore della Colle Cesarano Spa;
    ha ottenuto dall'ASL RMG dichiarazioni di conformità e verbali di ispezione rivelatisi secondo gli interroganti inattendibili come rilevato in sopralluoghi condotti dal primo firmatario del presente atto oltre che cose ricavabile dalla documentazione ufficiale disponibile (pianta organica, bilanci e relazione tecnica, planimetria della Colle Cesarano, copia fatture ASL RMG dal 2008-2011, mail inoltrate agli uffici regionali);
   quanto esposto è stato continuamente segnalato ai governatori del Lazio avvicendatisi negli ultimi anni. Numerose sono state, infatti, le interrogazioni in argomento, le notizie passate su stampa e televisione, le mail inviate ai funzionari regionali per competenza e contestualmente al presidente di giunta pro tempore, prima Renata Polverini e subito dopo Nicola Zingaretti;
   il riscontro ha prodotto esclusivamente vantaggi alla Geress:
    aumento di budget del 5 per cento sul tetto del 2012 tramite decreto del commissario ad acta (DCA) 9 aprile 2013 n. U00102 (definizione budget per l'anno 2013 delle prestazioni neuropsichiatriche con onere a carico del SSR erogate da strutture private), grazie al quale il budget della Colle Cesarano nel 2013 è aumentato di circa 600.000,00 euro raggiungendo 8.976.240 euro;
    rilascio dell'accreditamento istituzionale definitivo con DCA n. U00155 del 9 maggio 2013 per 160 posti letto di psichiatria e con DCA n. U00169 del 9 maggio 2013 per 40 posti letto di RSA;
    autorizzazione PRUSST asse tiburtino – comune di Tivoli – Centro Clinico Colle Cesarano SPA – intervento privato T34. Ristrutturazione ed ampliamento casa di cura in variante al piano regolatore generale vigente. Deliberazione n. 116 del 24 marzo 2015;
   al solo scopo di chiarire alcuni punti si specifica che:
    in attesa di ottenere l'accreditamento definitivo la Geress ha avviato tre procedure di riduzione del personale contravvenendo a quanto previsto dalla delibera n. 905 del 24 settembre 2004 e alla determina D0122 del 21 gennaio 2004, atti in vigore fino all'ottenimento dell'accreditamento definitivo e che stabilivano inderogabilmente l'assunzione d'obbligo da parte della Geress a «...non procedere a licenziamento di personale dipendente». Procedure di riduzione del personale a firma del funzionario regionale responsabile del procedimento dottor Raffaele Fontana;
    subito dopo l'ottenimento dell'accreditamento istituzionale, la Geress ha posto in essere altre due procedure di licenziamento collettivo, più precisamente il 17 maggio 2013 protocollo 104/2013 (appena 9 giorni dopo il decreto di accreditamento) per 10 unità lavorative ritenute in esubero, e il 26 settembre 2014 prot. 198/2014 coinvolgendo n. 28 unità lavorative. Procedure di licenziamento collettivo a firma del funzionario regionale responsabile del procedimento dottor Raffaele Fontana;
   nelle premesse di entrambi i decreti di accreditamento istituzionale definitivo sono riportate le attestazioni di conformità del direttore generale della ASL RM/G, prot. n. 2934 del 18 dicembre 2012 e prot. n. 2935 del 18 dicembre 2012, con le quali si certifica che i presidi sanitari denominati Colle Cesarano RSA e Colle Cesarano Psichiatria risultano essere in possesso dei «requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi e degli ulteriori requisiti per l'accreditamento di cui al DCA n. U00090/2010 con annessi allegati e successive modificazioni e integrazioni»;
   nell'ultima procedura di licenziamento collettivo, tra le motivazioni si menziona la «fuoriuscita delle figure professionali non previste dalle normative regionali sopra indicate e l'esternalizzazione di attività quali manutenzione e amministrazione. Il personale in esubero ha qualifiche non fungibili con quelle che dovranno essere impiegate»;
   in realtà l'accreditamento istituzionale della Casa di Cura «Centro Clinico Colle Cesarano» come detto, è avvenuto con i decreti innanzi richiamati e si è concretizzato sulla scorta delle maestranze impiegate, le stesse che per quattro anni ad avviso degli interroganti «sorprendentemente» sono considerate eccedentarie e non qualificate dalla gestione della Società Geress s.r.l.;
   se effettivamente così fosse, la regione Lazio avrebbe concesso un indebito accreditamento ai danni dell'erario, poiché avrebbe consentito la corresponsione di fondi pubblici e risorse in favore di soggetti privi di abilitazione alcuna, anche rispetto agli stessi ricoveri dell'utenza presso la struttura in questione. Ad ogni modo nella dotazione organica allegata alla procedura di mobilità risultano essere presenti n. 29 operatori tecnici assistenziali (posti in cassa integrazione guadagni in deroga per circa tre anni assieme ad altre 12 figure amministrative e non) mai riqualificati in operatore socio sanitario come previsto dalle normative regionali (DCA n. U0090/2010); inoltre, la società dichiara che è carente di n. 29 figure professionali tra terapisti, educatori professionali e tecnici di psicologia e ritiene altresì di sopprimere gli uffici amministrativi e di esternalizzare i servizi;
   per quanto esposto se ne deduce, ad avviso degli interroganti, che o l'accreditamento è nullo in quanto la società Geress s.r.l. è ancora nella fase di conclusione del piano di ristrutturazione e di adeguamento normativo, oppure l'accreditamento è regolare e la Società Geress s.r.l. ha mutato i presupposti normativi, disattendendo, a giudizio degli interroganti, apertamente i precetti regionali ed i requisiti in essi sanciti per procedere a quella che appare un'ingiustificata limitazione del personale;
   inoltre tutte le procedure poste in essere presso la casa di cura adducono tra le motivazioni, come si diceva, la «crisi aziendale» piuttosto che la diminuzione di budget. In realtà, la Geress contemporaneamente alle procedure elencate, godeva del più alto budget regionale, incrementava le casse della Colle Cesarano con la gestione del centro immigrati, finanziava in maniera cospicua altre due società, aumentava il ricorso a società di servizi, aumentava i compensi agli amministratori.
   il danno nei confronti dell'Erario è notevole, poiché si è sostanziata una condotta di dubbia leggittimità, l'INPS nel mentre, ignara di simili manovre, pagava la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga ai dipendenti, dietro espressa autorizzazione di programmi salariali siglati presso e dalla regione Lazio;
   in relazione a tali aspetti è stata presentata una denuncia presso la competente procura della Repubblica;
   l'interrogante ha già segnalato, tramite atto di sindacato ispettivo del 16 settembre 2015 n. 4-10386 e che deve intendersi richiamato integralmente, le gravi anomalie riscontrate dopo un sopralluogo presso la Colle Cesarano effettuato il 23 giugno 2015. La senatrice Elena Fattori con atto di sindacato ispettivo del 23 maggio 2013 n. 4-00251, e la senatrice Paola Taverna con interrogazione del 18 settembre 2015 n. 4-04533, hanno evidenziato circostanze e formulato richieste di intervento. Risultano numerose anche le interrogazioni regionali del MoVimento 5 Stelle che dal 2013 segnala fatti diventati di volta in volta sempre più gravi, (n. 148 del 4 settembre 2013; n. 150 del 4 settembre 2013; n. 31 del 17 dicembre 2013; n. 772 del 29 dicembre 2014; n. 774 del 29 dicembre 2014; n. 194 del 17 giugno 2015; n. 196 del 18 giugno 2015; n. 235 del 23 luglio 2015). È evidente che i mancati provvedimenti da parte degli organi preposti abbiano consentito alla Geress un'operosità sempre peggiore e al pari è inquietante il mancato intervento nonostante le tante segnalazioni riguardanti la malasanità e la malagestio dei fondi pubblici;
   va tenuto conto delle funzioni di rilievo pubblicistico esercitante e dell'inserimento funzionale nel servizio sanitario nazionale;
   il perseguimento di interessi pubblici, in uno con il finanziamento statale e con i controlli della Corte dei conti, fa sì che anche le strutture private che esercitino in forma societaria l'attività di pubblico interesse siano soggette agli stessi limiti;
   ad avviso degli interroganti, il potere imprenditoriale, infatti, nel momento in cui è esercitato con i finanziamenti pubblici e consiste in servizi per la collettività, cede il passo al buon funzionamento e alla legalità della pubblica amministrazione, poiché il danno che si verrebbe a creare sarebbe cagionato in concorso dallo Stato –:
   se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti;
   se sussistano in capo alla clinica i requisiti richiesti ai fini dell'accreditamento al servizio sanitario nazionale;
   se non intenda attivarsi affinché vengano chiarite le ragioni per le quali non sia ancora stato sospeso o revocato l'accreditamento al servizio sanitario nazionale della struttura sanitaria;
   se non ritenga che sussistano i presupposti affinché, per il tramite del commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro dai disavanzi, vengano assunte iniziative per la revoca dell'accreditamento, al fine di salvaguardare il fondamentale diritto alla salute dei cittadini, messo a rischio da una struttura sanitaria priva dei requisiti minimi richiesti dalla normativa nazionale e regionale e, comunque, quali iniziative, di competenza, si intendano assumere al riguardo. (4-12461)