• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/08073    gli organi di informazione hanno riportato la notizia, di una relazione messa a punto dal Politecnicodi Torino, nella quale si descrive un forte aumento e concentrazione di diossine...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08073presentato daVICO Ludovicotesto diGiovedì 10 marzo 2016, seduta n. 587

   VICO, PELILLO, CAPONE, GRASSI, GINEFRA, MASSA, MONGIELLO, VENTRICELLI, CASSANO, MARIANO e MICHELE BORDO. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   gli organi di informazione hanno riportato la notizia, di una relazione messa a punto dal Politecnicodi Torino, nella quale si descrive un forte aumento e concentrazione di diossine particolarmente nel quartiere «Tamburi» di Taranto, a seguito di una serie di analisi raccolte a novembre 2014 e a febbraio 2015 nei «deposimetri» installati all'esterno dello stabilimento siderurgico dell'Ilva di Taranto;
   lo studio del Politecnico di Torino, commissionato dall'Ilva, esplicita che la composizione delle diossine rilevate nel «deposimetro» ubicato nel quartiere Tamburi è differente da quella delle diossine rilevate all'interno dello stabilimento e che gli alti valori della diossina non dipendono dalla produzione ma da altre fonti;
   l'Arpa Puglia, con una nota inviata alla presidenza della regione in data 2 marzo 2016 mette in discussione la risultanza del Politecnico, sottolineando come «all'eccezionale aumento di diossine rilevato nel “deposimetro” del quartiere Tamburi non ha corrisposto un aumento della quantità complessiva di polveri raccolta dal deposimetro (...)», che il «confronto tra i profili dei congeneri delle diossine delle polveri raccolte dai deposimetri nei due mesi incriminati e quelli delle polveri di abbattimento dell'impianto di sinterizzazione dello stabilimento, porta a credere che le polveri abbiano la stessa matrice»;
   il presidente della regione, Michele Emiliano, ha dato mandato all'Arpa e alla Asl di Taranto di effettuare ulteriori accertamenti al fine di comprendere le ragioni e le origini della diossina e dei picchi rilevati per pubblicare entro la fine di marzo 2016 i dati della rete dei deposimetri che saranno gestiti direttamente da Arpa;
   dall'8 marzo 2016 è entrata in vigore una delle misure previste dall'Aia (autorizzazione integrata ambientale) rilasciata nel 2012 dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che impone di scendere dall'attuale soglia di 0,30 nanogrammi di diossina per metro cubo a 0,15 –:
   se, in considerazione di quanto espresso in premessa, il Governo sia a conoscenza di tale rapporto e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare, con la massima trasparenza e oggettività scientifica, al fine di appurare gli effettivi livelli di presenza di diossina nell'ambito delle attività industriali e della città, sottraendo rilievi e analisi ad ogni tipo di strumentalizzazione, nell'interesse prioritario della salute della città di Taranto. (5-08073)