• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01917/001 nell'ambito del provvedimento in esame che definisce un quadro normativo generale in materia di partecipazione italiana alle missioni internazionali, premesso che: in ragione della...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1917/1 presentato da ALDO DI BIAGIO
martedì 8 marzo 2016, seduta n. 587

Il Senato,
nell'ambito del provvedimento in esame che definisce un quadro normativo generale in materia di partecipazione italiana alle missioni internazionali,
premesso che:
in ragione della natura del provvedimento in oggetto si ritiene non trascurabile definire una riflessione afferente il futuro del Corpo militare della Croce rossa italiana, in ragione del coinvolgimento proficuo e determinante di questo nell'ambito delle missioni internazionali;
per il funzionamento dei suoi servizi in tempo di pace, di guerra o di grave crisi internazionale la Croce rossa italiana dispone di un corpo militare, ausiliaro delle Forze armate il cui personale è disciplinato dal libro V del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 106 dell'8 maggio 2010) "Codice dell'ordinamento militare" nonché dal libro V del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90 "Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14, della legge 28 novembre 2005, n. 246";
il personale del Corpo militare della CRI, è sottoposto alla vigente normativa (decreto legislativo 15 marzo 2010), n. 66, recante "Codice dell'ordinamento militare", e dal decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, "Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare"), così come il personale militare in congedo iscritto nel Corpo richiamato in servizio riveste lo status militare ed è sottoposto al regolamento di disciplina militare e dei codici penali militari;
il decreto legislativo n. 178 del 2012 ha previsto la riconfigurazione del corpo militare della CRI che verrebbe costituito solo da personale volontario in congedo, privandolo dell'importante supporto amministrativo e logistico, indispensabile per il suo funzionamento, del personale in servizio, indebolendo fortemente un importante strumento di soccorso sanitario e di supporto socio-assistenziale;
il provvedimento mette a serio rischio il rapporto di impiego per 1.200 militari in servizio, tra i quali 350 in servizio a tempo determinato, che perderebbero il posto di lavoro senza alcuna possibilità di diversa collocazione in ambito civile e, soprattutto, perderebbero lo status militare con il quale sono stati assunti;
la professionalità ed il know-how rappresentato dagli operatori del Corpo militare della CRI sottolineano quanto sia indispensabile la presenza attiva di questo nelle aree di crisi, senza dimenticare il coordinamento essenziale con gli altri comparti di difesa, in una logica di sussidiarietà e di collaborazione che rappresenta una best practice del sistema di intervento emergenziale italiano;
si ritiene prioritaria l'ipotesi di superare le prospettive tracciate del citato decreto legislativo 178 del 2012 con la cui sussistenza l'Italia si priverebbe, scientemente, di uno dei baluardi di sicurezza e di prima risposta all'emergenza, lasciando scoperto un versante operativo che invece meriterebbe di essere implementato, rafforzato e regolamentato in armonia con quanto individuato dal provvedimento in esame,
impegna il Governo a valutare ogni opportuna iniziativa volta a consentire, segnatamente nello scenario generale della partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali, il prosieguo della funzionalità ed il pronto impiego del servizi C.R.I. ausiliari delle Forze armate e le attività di protezione civile svolte dalla C.R.I. nonché il supporto tecnico/amministrativo a tutta l'organizzazione civile della Croce rossa.
(numerazione resoconto Senato G1.300)
(9/1917/1)
DI BIAGIO