• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12564     con deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 marzo 2015, l'Ingegnere Massimo Scura è stato nominato quale commissario ad acta per l'attuazione del vigente piano di rientro dai...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12564presentato daCENSORE Brunotesto diGiovedì 17 marzo 2016, seduta n. 592

   CENSORE, MAGORNO, BRUNO BOSSIO, STUMPO, BORGHESE e AIELLO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
    con deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 marzo 2015, l'Ingegnere Massimo Scura è stato nominato quale commissario ad acta per l'attuazione del vigente piano di rientro dai disavanzi sanitari della regione Calabria secondo i programmi operativi di cui all'articolo 2, comma 88, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni;
   con la deliberazione del Consiglio dei ministri sopra richiamata, è stato nominato il dottor Andrea Urbani sub commissario unico nell'attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari della regione Calabria con il compito di affiancare il commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere in esecuzione dell'incarico commissariale;
   con la anzidetta deliberazione è stato assegnato al commissario ad acta per l'attuazione del suddetto piano di rientro, l'incarico prioritario di adottare e ed attuare i programmi operativi e gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, nei termini indicati dai tavoli tecnici di verifica, nell'ambito della cornice normativa vigente, con particolare riferimento alle seguenti azioni ed interventi prioritari:
    1) adozione del provvedimento di riassetto della rete ospedaliera, coerentemente con il regolamento sugli standard ospedalieri, di cui all'intesa Stato-regioni del 5 agosto 2014 e con i pareri resi dai Ministeri affiancanti, nonché con le indicazioni formulate dai tavoli tecnici di verifica;
    2) monitoraggio delle procedure per la realizzazione dei nuovi ospedali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente e dalla programmazione sanitaria regionale;
    3) adozione del provvedimento di riassetto della rete dell'emergenza urgenza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente;
    4) adozione del provvedimento di riassetto della rete di assistenza territoriale, in coerenza con quanto specificatamente previsto dal patto per la salute 2014-2016;
    5) razionalizzazione e contenimento della spesa per il personale;
    6) razionalizzazione e contenimento della spesa per l'acquisto di beni e servizi;
    7) interventi sulla spesa farmaceutica convenzionata ed ospedaliera al fine di garantire il rispetto dei vigenti tetti di spesa previsti dalla normativa nazionale;
    8) definizione dei contratti con gli erogatori privati accreditati e dei tetti di spesa delle relative prestazioni, con l'attivazione, in caso di mancata stipulazione del contratto, di quanto prescritto dall'articolo 8-quinquies, comma 2-quinquies, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e ridefinizione delle tariffe delle prestazioni sanitarie, nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 15, comma 17, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, data legge n. 135 del 2012;
    9) completamento del riassetto della rete laboratoristica e di assistenza specialistica ambulatoriale;
    10) attuazione della normativa statale in materia di autorizzazioni e accreditamenti istituzionali, mediante adeguamento della vigente normativa regionale;
    11) interventi sulla spesa relativa alla medicina di base;
    12) adozione dei provvedimenti necessari alla regolarizzazione degli interventi di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza degli alimenti;
    13) rimozione, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 2, comma 80, della legge n. 191 del 2009, dei provvedimenti, anche legislativi, adottati dagli organi regionali e i provvedimenti aziendali che siano di ostacolo alla piena attuazione del piano di rientro e dei successivi, programmi operativi, nonché in contrasto con la normativa vigente e con i pareri e le valutazioni espressi dai tavoli tecnici di verifica e dai Ministeri affiancanti;
    14) tempestivo trasferimento delle risorse destinate al servizio sanitario regionale da parte del bilancio regionale;
    15) conclusione della procedura di regolarizzazione delle poste debitorie relative all'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria;
    16) puntuale riconduzione dei tempi di pagamento dei fornitori ai tempi della direttiva europea 2011/7/UE del 2011, recepita con decreto legislativo n. 192 del 2012;
   il decreto del Ministero della salute n. 70 del 2 aprile 2015, con cui è stato approvato il regolamento recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera, il quale, in attuazione delle disposizioni contenute nella legge 7 agosto 2012, n. 135, prevede che le regioni debbano adottare un provvedimento di programmazione teso a ricondurre la dotazione dei posti letto ospedalieri accreditati ed effettivamente utilizzati a carico del servizio sanitario regionale (Ssr), ad un livello non superiore a 3,7 posti letto (pl) per mille abitanti, di cui 0,7 per la riabilitazione e lungodegenza post-acuzie (disposizione contenuta nell'articolo 15, comma 13, lettera c) della legge n. 135 del 2012), garantendo il progressivo adeguamento agli standard previsti nell'arco di un triennio;
   il tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali e il comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di assistenza (verbale riunione congiunta del 26 novembre 2015) hanno tuttavia dissentito sulle modalità di calcolo dei posti letto, evidenziando che la dotazione programmata in Calabria risulterebbe inferiore rispetto allo standard corretto per mobilità per le acuzie, di circa 310 posti, mentre per le post acuzie, la dotazione attesa risulterebbe superiore allo standard corrispondente di 95 posti letti, invitando la struttura commissariale a fare un'ulteriore riflessione sulla opportunità di portare la dotazione dei posti letto per post-acuzie al massimo previsto dal decreto ministeriale n. 70 del 2015 al netto della mobilità (0,64 posti letto per 1.000);
   dalla riunione congiunta del tavolo tecnico di cui sopra è emerso il ritardo con il quale si sta portando avanti la riorganizzazione dell'emergenza territoriale e altre criticità sotto indicate:
    a) per quanto riguarda l'efficienza della rete dell'emergenza-urgenza territoriale, l'indicatore considerato, riferito al tempo intercorrente tra la ricezione delle chiamate da parte della centrale operativa e l'arrivo del primo mezzo di soccorso risulta largamente superiore alla soglia ritenuta adeguata;
    b) per ciò che concerne la situazione relativa all'erogazione dell'assistenza territoriale, l'ultimo aggiornamento degli indicatori evidenzia una quota insufficiente di anziani assistiti a domicilio pari a 0,31 per cento (intervallo di riferimento ›= 1,8 per cento come da fonte NSIS-SIAD);
    c) si osserva un numero inadeguato di posti equivalenti presso strutture semiresidenziali preposte all'assistenza dei disabili (0,06 per 1.000 versus 0,18 per 1.000);
    d) si rileva, inoltre, una dotazione di posti letto destinati alle strutture per pazienti terminali inferiore ai riferimenti nazionali, il cui rapporto su 100 deceduti per tumore è pari a 0,4 (valore di riferimento ›=1);
    e) anche il numero di assistiti presso i dipartimenti di salute mentale risulta pari a 1,36 per 1.000 residenti nel 2014 e, pertanto, largamente inferiore all'intervallo ritenuto adeguato (›= 10,2 per 1.000);
    f) relativamente agli ospedali di zona montana, è stato registrato un ritardo nell'integrazione degli stessi, considerati di area disagiata, nella rete ospedaliera e nell'attivazione di un servizio di oncologia funzionalmente integrato con lo spoke di riferimento;
   con la deliberazione del Consiglio dei ministri del 12 marzo 2015, al commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro è stato assegnato l'incarico prioritario di adottare ed attuare i programmi operativi e gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme su tutto il territorio regionale, l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, mentre è evidente per gli interroganti che il nuovo percorso intrapreso dal nuovo commissario sta andando in direzione contraria; ciò è dimostrato peraltro dalla nuova riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete dell'emergenza urgenza e delle reti tempo-dipendenti, attuata con decreto commissariale n. 30 del 2016, che rischia di cassare, a giudizio degli interroganti, ulteriormente il diritto alla salute soprattutto in quelle province maggiormente penalizzate dalla forte ed evidente sperequazione dell'offerta sanitaria (in tal senso è emblematico il caso della provincia di Vibo Valentia, realtà già ampiamente penalizzata, con standard di posti letto di gran lunga inferiori rispetto alla media di 3,7 per mille abitanti);
   una visione miope e ragionieristica del piano di rientro della spesa sanitaria in Calabria ha cagionato una autentica «desertificazione» sanitaria;
   di conseguenza, i fallimenti del Piano di rientro gestiti dai vari commissari che si sono succeduti hanno sostanzialmente messo in discussione secondo gli interroganti il diritto costituzionale alla salute in Calabria;
   il piano di rientro, dal disavanzo sanitario stipulato in data 17 dicembre 2009 – ai sensi dell'articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2005) mantiene natura concertata e anche nelle ipotesi di commissariamento, gli organi coinvolti debbano attenersi effettivamente al principio di leale collaborazione;
   i piani di rientro dai disavanzi sanitari, cui sono sottoposte, oggi, alcune regioni italiane, presentano non pochi profili di criticità che riguardano sia l'aspetto della garanzia delle competenze delle autonomie territoriali regionali, sia l'annosa questione dei diritti finanziariamente condizionati e della necessità di trovare il giusto equilibrio tra l'esigenza di rispettare i limiti della disponibilità finanziaria e quella di garantirei, nella misura più ampia possibile, alcuni diritti della persona, soprattutto quelli che, come quelle attinenti alla tutela della salute, hanno un'importanza fondamentale in quanto costituiscono il presupposto per il godimento di altri diritti;
   su scelte di rilevanza sociale, manca ad avviso degli interroganti la necessaria interlocuzione istituzionale e il doveroso concertativo da cui, evidentemente, scaturisce l'attuale situazione di gravissima conflittualità istituzionale che gli atti della struttura commissariale stanno producendo in Calabria –:
   se il Governo sia a conoscenza di quanto sopra denunciato e del fatto che in Calabria sta diventando sempre più complicato garantire ai cittadini i livelli essenziali di assistenza;
   quali iniziative, nei limiti delle proprie competenze, intenda assumere al fine di evitare il collasso del sistema sanitario calabrese;
   quali iniziative si intendano assumere per porre rimedio a quella che appare agli interroganti una evidente spoliazione dei servizi, soprattutto in quelle province maggiormente penalizzate dalla forte ed evidente sperequazione dell'offerta sanitaria e per porre rimedio alla gravissima conflittualità istituzionale che gli atti della struttura commissariale stanno producendo in Calabria. (4-12564)