• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12618    è ormai imminente lo sgombero di tutti gli ospiti accolti nel «centro di raccolta rom» di via Salaria 97. La data nella quale detto sgombero sarà esecutivo, decisa dal comune di Roma,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12618presentato daMARTELLI Giovannatesto diMercoledì 23 marzo 2016, seduta n. 596

   MARTELLI e ZARATTI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   è ormai imminente lo sgombero di tutti gli ospiti accolti nel «centro di raccolta rom» di via Salaria 97. La data nella quale detto sgombero sarà esecutivo, decisa dal comune di Roma, è stata infatti stabilita — come ricorda l'Associazione 21 Luglio — per il 28 marzo 2016 e questo comporterà l'allontanamento forzato di 325 persone rom, tra cui 139 minori e decine di anziani gravemente malati;
   peraltro la decisione del comune di Roma di allontanare tutti gli ospiti accolti nel centro di raccolta rom, è stata presa senza concedere loro alcuna alternativa abitativa adeguata;
   come denunciato anche dall’«Associazione 21 luglio», lo sgombero che il comune intende porre in atto, avrebbe come conseguenza quella di rendere ulteriormente vulnerabili uomini, donne e bambini e di interrompere inevitabilmente il percorso scolastico di 55 minori che attualmente frequentano regolarmente la scuola;
   si segnala, inoltre come nei fogli di dimissioni notificati alle famiglie e firmati dal dipartimento delle politiche sociali, si fa riferimento al superamento «del tempo di permanenza presso la struttura, in considerazione del carattere di temporaneità dell'accoglienza». Tuttavia, sottolinea l'Associazione 21 luglio, l'entità del periodo di accoglienza nel centro di via Salaria non è presente in alcun regolamento della struttura, né è mai stato comunicato alle famiglie al momento dell'ingresso;
   già nel passato era emersa la necessità di un superamento di una struttura priva dei requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla legge regionale e nazionale e in cui, dal novembre 2009, sono concentrate comunità rom su base etnica e in violazione dei diritti fondamentali. Il centro, peraltro, è gestito dal Consorzio Casa della Solidarietà, che è stato commissariato in virtù degli sviluppi dell'inchiesta su «Mafia Capitale»;
   il superamento di questa struttura, non può però avvenire attraverso dimissioni collettive che non prevedono adeguate alternative abitative per le 325 persone rom;
   si ricorda che con l'attuazione della «strategia nazionale d'inclusione dei rom, sinti e camminanti», già approvata dal Governo nel febbraio del 2012, il comune di Roma, così come le altre città d'Italia avrebbe potuto accedere ai finanziamenti europei con totale risparmio per le già «saccheggiate» casse pubbliche. Con la decisione dello sgombero forzato, e quindi di mettere sulla strada i suddetti nuclei familiari, interrompere la frequenza scolastica dei bambini, negare l'accoglienza a decine di anziani con invalidità anche gravi, Roma si pone secondo gli interroganti in chiaro contrasto con la medesima strategia nazionale;
   più in generale, si segnala peraltro che i costi economici, sociali e umani degli sgomberi sono estremamente alti: al di là della lesione degli stessi diritti umani subita troppo spesso dai soggetti che si vedono allontanati con la forza, il costo economico medio di un solo sgombero è di circa 75 mila euro, con l'effetto conseguente di vedere spesso il moltiplicarsi di micro-insediamenti e minuscole baraccopoli –:
   se non intendano adoperarsi d'intesa con il comune di Roma e nell'ambito delle proprie competenze anche alla luce della «strategia nazionale d'inclusione dei rom, sinti e camminanti», già approvata dal Governo nel febbraio del 2012, per una sospensione della prevista chiusura del «centro di raccolta» di via Salaria e l'apertura di un tavolo di confronto, che veda coinvolti i rom, per la definizione di scelte che vadano verso il superamento del «centro di raccolta» secondo tempi congrui e nel rispetto dei diritti umani delle 325 persone attualmente accolte nel medesimo centro;
   se non si ritenga indispensabile assumere iniziative per fare chiarezza, attraverso l'avvio di un serio monitoraggio nell'ambito della citata «strategia nazionale d'inclusione dei rom, sinti e camminanti», sui reali costi conseguenti all'attuazione degli sgomberi. (4-12618)