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Atto a cui si riferisce:
C.1/00262 premesso che: il 18 novembre una violenta alluvione si è abbattuta sulla Sardegna; precipitazioni a carattere torrenziale, molto intense e persistenti hanno investito la parte...



Atto Camera

Mozione 1-00262presentato daSCANU Gian Pierotesto diMercoledì 27 novembre 2013, seduta n. 126

La Camera,
premesso che:
il 18 novembre una violenta alluvione si è abbattuta sulla Sardegna; precipitazioni a carattere torrenziale, molto intense e persistenti hanno investito la parte orientate dell'isola, e, in particolare, le province di Olbia-Tempio e Nuoro e, in rapida successione, le province di Oristano, Cagliari, Medio Campidano e Ogliastra; 60 i comuni colpiti – 11 in Gallura, la zona più colpita, 16 nel Nuorese, 10 nell'Oristanese, 8 nel Cagliaritano, 8 nel Medio Campidano, 7 in Ogliastra – il numero potrebbe aumentare con il bilancio definitivo degli ingenti danni; nell'arco di circa 12 ore sono state registrate, per la prima volta in Sardegna, precipitazioni superiori a 450 millimetri (il valore medio annuo è pari a circa 1.000 millimetri); l'evento alluvionale – eccezionale per intensità – ha provocato esondazioni diffuse, allagamenti, rottura di argini e il collasso del sistema idrogeologico e idraulico; ondate di piena hanno travolto i bacini idrografici del Flumendosa, del Fluminimanno, del Cedrino e di Posada;
16 le vittime accertate, di cui 4 bambini; due i dispersi, 871 le persone evacuate; particolarmente colpita la provincia di Olbia-Tempio, che conta 13 vittime; gravissime le conseguenze sulle abitazioni, sulle colture agricole, sugli allevamenti, ingenti i danni alle attività produttive, alle strutture ricettive e agli esercizi commerciali, alle infrastrutture e ai servizi; critica la situazione della rete elettrica, con il distacco di oltre 10.000 utenze; per allagamenti, frane e cedimenti la viabilità è interrotta in molti punti; disagi, anche nella circolazione ferroviaria, per l'interruzione di alcune tratte;
particolarmente gravi i danni al settore zootecnico e agricolo: greggi, mandrie e allevamenti sono stati travolti dall'acqua, con la perdita di centinaia di capi, devastati ovili e stalle, magazzini, cantine, serre, fabbricati rurali per la lavorazione dei prodotti, impianti di irrigazione; distrutte produzioni orticole e seminativi, vigneti, frutteti, oliveti, risaie, scorte di foraggio, cereali, raccolti stoccati nei magazzini; in zone molto estese la violenza dell'acqua ha provocato il dilavamento dei terreni portando via lo strato di terreno più fertile e compromettendo l'attività agricola anche per gli anni a venire; la perdita delle scorte di foraggio e i pascoli allagati rende impossibile nutrire anche i capi superstiti;
in Italia – segnala Legambiente – nell'82 per cento dei comuni – 6.633 in valore assoluto – sono presenti zone a elevato rischio idrogeologico; in questi comuni vivono 5,8 milioni di italiani (il 9,6 per cento della popolazione nazionale) e in essi vi è un patrimonio storico e culturale inestimabile, sono localizzati 1,2 milioni di edifici, decine di migliaia di industrie, produzioni agricole selezionate e allevamenti, come in Sardegna, di particolare pregio;
secondo le stime di Cresme e Ance, che hanno elaborato i dati della Protezione Civile e del CNR, negli ultimi cinquanta anni – tra il 1944 e il 2012 – frane, terremoti e alluvioni hanno provocato danni per oltre 240 miliardi di euro, mentre si calcola che 1 euro speso in prevenzione determina un risparmio anche di 100 euro in riparazione dei danni;
nel mese di giugno la Camera dei deputati ha approvato, con il parere favorevole del Governo, le mozioni nn. 1-00017 Speranza, Brunetta, Matarrese ed altri, 1-00112 Zan ed altri, 1-00114 Segoni ed altri, 1-00117 Grimoldi ed altri e 1-00124 Giorgia Meloni e Rampelli e, il 3 ottobre, l'VIII Commissione ha approvato di recente la risoluzione n. 8-00016, Realacci ed altri, in ricordo della tragedia del Vajont; questi atti di indirizzo e, in particolare, quest'ultimo, hanno riproposto con forza i temi della manutenzione del territorio, della pianificazione territoriale come strumento di prevenzione e di contrasto del rischio idrogeologico, delle politiche di sostegno alla residenza nelle comunità montane e rurali come elemento fondamentale dell'azione di contrasto dei fenomeni di abbandono e di degrado del territorio, dell'ammodernamento della legislazione in materia di difesa del suolo e del riordino del relativo sistema di competenze e di responsabilità, impegnando, fra l'altro, il Governo, a contrastare ogni iniziativa di indebolimento della pianificazione territoriale, in passato pesantemente compromessa da indiscriminati interventi di condono edilizio, e a privilegiare la logica della prevenzione rispetto a quella di gestione dell'emergenza, anche nell'allocazione delle risorse economiche che devono essere rese stabili, utilizzabili in tempi certi e ricondotte ad una gestione ordinaria delle procedure, in primo luogo salvaguardando e sbloccando le risorse previste dagli accordi di programma già sottoscritti con le regioni per gli interventi prioritari di prevenzione dal rischio idrogeologico;
proprio nella giornata di oggi il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, durante l'audizione in Commissione Ambiente, ha dichiarato che: «La politica deve agire e mettere a disposizione risorse per prevenire il dissesto idro-geologico. Non servono le chiacchere ma i fatti»;
il Governo è stato impegnato, tra l'altro, ad adottare iniziative normative, per quanto di propria competenza, volte ad apportare le modifiche al quadro normativo vigente nella logica unitaria della difesa idrogeologica, della gestione integrata dell'acqua e del governo delle risorse idriche, nonché a portare a definitiva e rapida approvazione tutti i piani di gestione dei distretti idrografici e i relativi programmi di azione, ai fini del raggiungimento degli obiettivi previsti della direttiva sulle acque n. 2000/60/CE;
ad incentivare e sostenere i piccoli agricoltori e gli allevatori nel recuperare terreni abbandonati e nell'adottare pratiche rispettose per il territorio e per la protezione del suolo, in modo da riconoscere e valorizzare la funzione di manutenzione svolta dagli agricoltori e dagli allevatori nei poderi e il loro ruolo di «sentinelle e custodi del territorio»;
ad attuare politiche per la riduzione di emissioni di gas serra, in modo da contenere nel lungo termine l'impatto del cambiamento climatico in atto;
ad assumere iniziative per prevedere un sistema di incentivi fiscali, simili a quelli per le ristrutturazioni o gli adeguamenti energetici, o un regime di IVA agevolata, per chi investe nella sicurezza del territorio, delle infrastrutture o degli edifici, individuando opportuni strumenti premiali per i privati cittadini o le imprese – in particolar modo agricole e turistiche – che compiono interventi per la riduzione del rischio idrogeologico, come la stabilizzazione dei versanti e la conservazione e la manutenzione dei reticoli idraulici, compatibilmente con le risorse disponibili ed i vincoli di bilancio;
gli eventi climatici estremi – prima considerati eccezionali, e ora ricorrenti – rendono necessario stanziare ed erogare nell'immediato congrue risorse per gli interventi necessari alla messa in sicurezza del territorio nazionale, con priorità per le regioni e le zone così gravemente colpite;
è urgente che il Governo – in particolare il Dipartimento della Protezione Civile ed il Ministero dell'ambiente – e la regione Sardegna, d'intesa con gli enti locali e le associazioni imprenditoriali, affrontino la situazione nel suo complesso, individuando i siti a rischio dissesto idrogeologico e le azioni necessarie per mettere in sicurezza le aree residenziali, le aziende agricole e gli allevamenti, le stalle, gli ovili, le cantine, i magazzini, le serre; le fabbriche, i servizi essenziali, i centri sanitari e le scuole; gli esercizi commerciali e le attività ricettive; le infrastrutture e le reti; la viabilità e i collegamenti, anche poderali, e di servizio ai centri turistici; le reti ferroviarie,

impegna il Governo, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica,

a disporre, in tempi rapidi, mediante le amministrazioni territoriali competenti, e d'intesa con le Associazioni imprenditoriali, la concessione di contributi per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa e ad uso produttivo della Sardegna, in relazione al danno effettivamente subito, anche in misura sufficiente a coprire integralmente le spese occorrenti per la riparazione, il ripristino e la ricostruzione degli immobili danneggiati, sia abitativi, sia destinati ad uso agricolo, zootecnico, produttivo, che degli impianti, che per la ricostituzione e il riacquisto delle scorte vive e morte, fino alla misura massima del 100 per cento del costo ammesso e riconosciuto, in particolare quando i danni subiti siano stati di entità tale da condizionare la piena e immediata ripresa dell'attività agricola, di allevamento, di impresa, turistico-ricettiva o commerciale;
per quanto riguarda le attività produttive, a prevedere che i soggetti destinatari dei contributi siano i titolari di reddito di impresa, nonché i titolari di reddito di lavoro autonomo e gli esercenti attività commerciali, agricole e di allevamento, per i danni subiti agli immobili, agli impianti, alle scorte vive e morte, ai magazzini, alle stalle e ai recinti, alle serre e agli impianti irrigui, e per la sospensione dell'esercizio delle attività in conseguenza degli eventi alluvionali di novembre 2013, sulla base di una perizia asseverata che attesti, oltre ai danni accertati agli immobili, alle scorte, agli impianti, ai magazzini, anche l'entità della riduzione del reddito conseguente alla sospensione dell'attività;
ad assumere iniziative per sospendere i pagamenti dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria per tali soggetti;
ad assumere iniziative affinché il pagamento degli adempimenti tributari e non tributari dopo la sospensione dei termini sia effettuato in forma rateale, senza applicazione di sanzioni e interessi;
a promuovere, anche mediante protocollo d'intesa con l'Associazione Bancaria Italiana, la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati assistiti dalla garanzia dello Stato per il pagamento dei tributi, dei contributi e premi da effettuare dopo la sospensione dei termini;
ad assumere iniziative per attribuire anche alle imprese, agricole, zootecniche, artigiane e commerciali, ovvero a lavoratori autonomi, con sede legale od operativa, alla data del 18 novembre 2013, nei territori della Sardegna colpiti dagli eventi alluvionali, che non beneficiano dei contributi ai fini del risarcimento del danno, ma che possano dimostrare di aver subito un danno economico indiretto (quale diminuzione del volume d'affari, ricorso a strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori per fronteggiare il calo di attività, caduta della domanda conseguente agli eventi alluvionali) un contributo pari al costo sostenuto per la ricostruzione, il ripristino o la sostituzione di beni d'impresa o di lavoro autonomo o per la riduzione, documentata, dell'attività produttiva, agricola, di allevamento, di fornitura, di servizio o commerciale;
per incentivare iniziative di difesa del suolo e di contrasto all'erosione e all'impermeabilizzazione del suolo da parte di cittadini, di imprenditori, di agricoltori ed allevatori, ad assumere iniziative per attribuire a singoli cittadini, a imprese, anche agricole, zootecniche, artigiane e commerciali, ovvero a lavoratori autonomi, con sede legale od operativa, alla data del 18 novembre 2013, nei territori della Sardegna colpiti dagli eventi alluvionali, sia contributi ai fini del risarcimento del danno – diretto o indiretto – sia contributi pari al costo sostenuto per interventi di riduzione del rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza del territorio in cui sono residenti o è localizzata l'attività;
ad avviare, in tempi rapidi, con priorità per le zone alluvionate dell'isola e per l'intero territorio nazionale, un piano ambientale per gli investimenti necessari al riassetto idraulico e idrogeologico e alla prevenzione di eventi alluvionali integralmente finanziato con risorse escluse dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del rispetto del Patto di stabilità interno;
a valutare la possibilità di negoziare con l'Unione europea la sospensione del patto di stabilità per le opere di ricostruzione ed un significativo allentamento per le opere di prevenzione;
a prevedere le necessarie misure di snellimento per le procedure burocratiche per le opere di ricostruzione, nonché per quelle di mitigazione e prevenzione del rischio idrogeologico;
a disporre l'utilizzo di una quota rilevante dei fondi strutturali per il 2014 anche per programmi ambientali per la messa in sicurezza delle aree a rischio, disponendo l'immediata riprogrammazione delle risorse non spese del Quadro Comunitario di Sostegno 2007-2013 per destinarle – con priorità – alla messa in sicurezza e alla difesa del suolo delle aree alluvionate;
a realizzare un monitoraggio costante per evitare insediamenti, residenziali e produttivi, in tutte le zone ad alto rischio idraulico;
a ridurre progressivamente il consumo e l'impermeabilizzazione del suolo, fino ad azzerarlo;
a stanziare risorse per il riassetto idraulico, per le casse di espansione, per l'innalzamento delle dighe e il rafforzamento degli argini, per la manutenzione della rete idraulica, per il drenaggio efficiente di fiumi, fossi e canali;
ad assumere iniziative volte a garantire congrue risorse per il Fondo Protezione civile per alluvioni di cui alla legge n. 228 del 2012, articolo 1, comma 290;
a valutare l'opportunità di adottare un provvedimento ad hoc per istituire un fondo compartecipato dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali, per far fronte alle somme urgenze provocate dal dissesto idrogeologico del territorio con indennizzi immediati per i danni emergenti;
a garantire i collegamenti tra i territori anche in situazioni di emergenza, con l'avvio di interventi urgenti di protezione delle pendici, delle opere idrauliche e delle barriere danneggiate dalle alluvioni;
ad assumere iniziative per disporre l'immediata apertura di cantieri in tutta l'isola per interventi di manutenzione del territorio e di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico;
per favorire la ripresa economica e l'occupazione in tutta la Sardegna, ad avviare iniziative per quanto di competenza, di formazione tecnica e professionale, di concerto e con la collaborazione delle Associazioni imprenditoriali ed artigiane, di disoccupati e inoccupati anche beneficiari di cassa integrazione o di altre forme di sostegno al reddito, per l'immediato impiego di tali soggetti in iniziative ed interventi sul territorio per la difesa del suolo, per opere di ingegneria idraulica e di consolidamento e ripristino delle reti di servizi e della mobilità;
ad attivare, nel rispetto del sistema di allertamento nazionale disegnato con la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 27 febbraio 2004, un Centro funzionale decentrato di Protezione civile in Sardegna, nell'ambito del sistema nazionale, e un efficiente sistema di allerta per le calamità naturali e per gli incendi, nonché a valutare un rafforzamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco attraverso una dotazione straordinaria di dieci sezioni operative;
ad attivarsi immediatamente per accedere ai finanziamenti del Fondo di solidarietà per le grandi calamità dell'Unione europea (FSUE), evitando di fare scadere i termini presso la Commissione europea, al fine di richiedere una contribuzione straordinaria per affrontare i terribili danni prodotti dall'alluvione che ha colpito la regione Sardegna;
a provvedere al fermo della riscossione o quanto meno delle azioni coattive di Equitalia nelle zone colpite dal nubifragio per gli anni 2014 e 2015;
ad adottare iniziative per sospendere i termini di pagamento e gli adempimenti tributari in scadenza tra il 18 novembre 2013 e il 30 giugno 2014 per i contribuenti residenti nelle aree gravemente colpite, nonché la sospensione del pagamento delle rate di adempimenti contrattuali, compresi mutui e prestiti, per l'anno 2014;
a prevedere, nell'utilizzo delle risorse che verranno individuate, meccanismi che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici in regola con le norme urbanistiche costruiti nelle zone colpite dall'alluvione ed evidentemente a rischio idrogeologico;
a predisporre un programma di prevenzione ambientale di medio e lungo termine per rendere il territorio nazionale idoneo a fronteggiare in futuro situazioni di maltempo anche di forte entità e ad avviare un serio programma nazionale di ripristino e messa in sicurezza del territorio e meccanismi di incentivazione per la redazione, validazione e divulgazione dei piani di emergenza comunale.
(1-00262)
(Ulteriore nuova formulazione) «Scanu, Nicola Bianchi, Cicu, Vargiu, Migliore, Costa, Grimoldi, Giorgia Meloni, Capelli, Di Gioia, Cani, Marrocu, Marco Meloni, Mura, Pes, Francesco Sanna, Giovanna Sanna, Rosato, Vella, Dorina Bianchi, Totaro, Nastri, Rampelli, Cirielli, Allasia, Attaguile, Borghesi, Bossi, Matteo Bragantini, Buonanno, Busin, Caon, Caparini, Fedriga, Giancarlo Giorgetti, Guidesi, Invernizzi, Marcolin, Marguerettaz, Molteni, Gianluca Pini, Prataviera, Rondini, Cera, Corda, Pinna, D'Ambrosio, Vallascas, Segoni, Terzoni, Busto, Daga, De Rosa, Mannino, Zolezzi, Rossi».