• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08266    la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante «Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione», al comma 42...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-08266presentato daDE LORENZIS Diegotesto diMercoledì 30 marzo 2016, seduta n. 598

   DE LORENZIS, DELLA VALLE, NICOLA BIANCHI, CARINELLI, DELL'ORCO, LIUZZI, PAOLO NICOLÒ ROMANO e SPESSOTTO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti . — Per sapere – premesso che:
   la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante «Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione», al comma 42 dell'articolo 1 introduce le seguenti modificazioni all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165: «16-ter. I dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell'attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri. I contratti conclusi e gli incarichi conferiti in violazione di quanto previsto dal presente comma sono nulli ed è fatto divieto ai soggetti privati che li hanno conclusi o conferiti di contrattare con le pubbliche amministrazioni per i successivi tre anni con obbligo di restituzione dei compensi eventualmente percepiti e accertati ad essi riferiti»;
   la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante «Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interesse», all'articolo 1 prevede, inoltre, che «I titolari di cariche di governo [tra cui rientrano anche i commissari di governo così come specificato al comma 2 dello stesso articolo], nell'esercizio delle loro funzioni, si dedicano esclusivamente alla cura degli interessi pubblici e si astengono dal porre in essere atti e dal partecipare a deliberazioni collegiali in situazione di conflitto d'interessi». L'articolo 2 della stessa legge prevede inoltre un'incompatibilità tra il ruolo di governo e lo svolgimento di funzioni sia in enti di diritto pubblico, anche economici, che in società aventi fini di lucro o in attività di rilievo imprenditoriale. Il comma 4 altresì estende tale incompatibilità anche ai 12 mesi successivi alla conclusione dell'incarico;
   l'architetto Mario Virano ha ricoperto l'incarico di commissario straordinario del Governo dal 16 agosto 2006, con scadenza al 31 dicembre 2013 successivamente rinnovata per un altro triennio (dal 1o gennaio 2014 al 1o dicembre 2016) con decreto del Presidente della Repubblica 13 gennaio 2014. Nell'ambito del predetto incarico l'architetto Virano svolge le funzioni di presidente dell'Osservatorio Torino-Lione, come risulta dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o marzo 2006 e successive modifiche. Istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o marzo 2006 con la decisione assunta dal «Tavolo istituzionale di Palazzo Chigi» del 10 dicembre 2005, l'Osservatorio è la sede tecnica di confronto di tutte le istanze interessate alla realizzazione della Nuova Linea Torino Lione (NLTL), con l'analisi delle criticità e l'istruzione di soluzioni per i decisori politico-istituzionali. Come si evince dagli atti d'insediamento e dalla documentazione rinvenibile sul sito istituzionale, tra le funzioni l'Osservatorio rientrano quelle di fornire indirizzi operativi per la progettazione preliminare e definitiva della nuova linea Torino-Lione. Più in dettaglio, l'Osservatorio ha fornito le specifiche relative alla progettazione, riprese negli stessi bandi di gara di affidamento degli incarichi di progettazione, nonché le indicazioni relative ai tracciati ed alle possibili alternative progettuali. L'Osservatorio Torino Lione ha avuto tra le sue funzioni prevalenti quindi quella di intervenire con modifiche al progetto volte a mediare tra gli interessi delle comunità locali, a tutela del proprio territorio, e gli interessi connessi alla realizzazione dell'opera. Tali interessi, come spesso accade in opere infrastrutturali di questa portata, sono stati spesso confliggenti tra loro e compito dell'Osservatorio avrebbe dovuto essere proprio quello di fungere da soggetto al di sopra delle parti con l'obiettivo di individuare soluzioni tecniche condivise;
   agli interroganti in virtù del ruolo determinante avuto dall'Osservatorio nella definizione dell'opera, risulta quindi quanto meno inopportuna e potenzialmente illegittima e in situazione di conflitto di interessi, anche alla luce dei disposti normativi citati, la nomina dell'architetto Mario Virano a direttore generale della Tunnel Euralpin Lyon Turin. Questa infatti è responsabile della realizzazione della futura linea, le cui specifiche sono state definite in sede di progettazione alla luce delle indicazioni dell'Osservatorio;
   la nomina dell'architetto Virano a capo del soggetto realizzatore dell'opera appare agli interroganti quindi in contrasto con il ruolo precedentemente ricoperto dello stesso come presidente dell'Osservatorio, configurandosi come potenziale situazione di conflitto di interesse tra l'attività istituzionale e gli altri ruoli eventualmente ricoperti. Alla luce di quanto sopra esposto, sarebbe opportuno riconsiderare pertanto la legittimità della nomina dell'architetto Mario Virano a direttore generale della Tunnel Euralpin Lyon Turin. Esposti e segnalazioni sulla questione è stato presentato dal consigliere regionale del Piemonte Francesca Frediani all'Autorità nazionale anticorruzione, alla Corte dei Conti, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e alla regione Piemonte;
   con fascicolo n. 3090/2015, il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione dottor Raffaele Cantone trasmetteva lo stesso esposto all'Autorità garante della concorrenza e del mercato; l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, a seguito della trasmissione dell'esposto di cui al punto precedente, ha avviato le procedure per verificare la sussistenza dell'accusa di conflitto di interessi legata all'Architetto Mario Virano;
   secondo quanto risulta agli interroganti, l'architetto Mario Virano risulterebbe essere inoltre indagato per omissioni d'atti d'ufficio, reato che sarebbe stato commesso nell'ambito della sua presidenza dell'Osservatorio tecnico per la Torino-Lione –:
   quali siano gli orientamenti del Ministro interrogato in relazione alla posizione dell'Architetto Virano e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere al fine di risolvere la situazione descritta in premessa, in via cautelativa e a tutela dei cittadini, nel breve periodo. (5-08266)