• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02722 il fenomeno umanitario delle accoglienze di bambini bielorussi – di cui sono motore famiglie italiane, di qualsiasi estrazione sociale e colore politico – è unico al mondo, ed è ben sotto...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02722presentato daBINETTI Paolatesto diGiovedì 28 novembre 2013, seduta n. 127

BINETTI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro per l'integrazione, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
il fenomeno umanitario delle accoglienze di bambini bielorussi – di cui sono motore famiglie italiane, di qualsiasi estrazione sociale e colore politico – è unico al mondo, ed è ben sotto gli occhi e i riflettori dell'opinione pubblica;
grazie all'azione di cooperazione delle stesse, diffusa capillarmente nel Paese, molti altri cittadini vengono, ogni anno, a contatto con questi bambini e «ragazzi di Chernobyl», perfettamente integrati nella nostra realtà;
il rispetto di consolidati rapporti umanitari rappresenta la cartina di tornasole della serietà di un Paese, su cui costruire serie basi della cooperazione sociale e della collaborazione economica tra Stati;
la Bielorussia ha dimostrato nei fatti – con il riesame, a partire dal 2010, di oltre 500 pratiche adottive in sospeso – la sua volontà di riaprire le adozioni solo con l'Italia, in virtù di tale rapporto di cooperazione. Tant’è che già nel 2010 (da statistiche CAI) sono stati adottati 99 minori, 146 nel 2011, 46 nel 2012. Questo dato non può essere ignorato dalla Commissione adozioni internazionali che, si auspica, operi, al fine di individuare le strade più opportune di sviluppo delle adozioni e non come è avvenuto nel periodo 2008-2012 con le pratiche per la Bielorussia, ove ha ritenuto di bloccare il deposito di nuove domande di adozione;
in questi ultimi anni, la politica internazionale dell'Italia si è mostrata poco attenta alle adozioni internazionali, nonostante «il boom» delle stesse, registrato dalla Commissione suddetta, considerando il blocco di pratiche di adozione per decine di migliaia di famiglie italiane, con decreto di idoneità già ottenuto e in attesa di aprire la propria famiglia all'affetto di un minore;
il boom delle adozioni dimostra la grande disponibilità delle coppie italiane all'adozione, che attendono 4-5 anni per raggiungere il risultato sperato. Tra quelle in attesa, ci sono appunto le famiglie adottanti in Bielorussia, che hanno un legame ben individuato con un minore che, il più delle volte, ha espresso la volontà chiara di essere adottato da una famiglia identificata;
nel corso della riunione di insediamento in Commissione adozioni internazionali, il Ministro Kyenge ha posto l'attenzione sul dramma bielorusso dei circa 200 dossier già depositati e vagliati a Minsk; purtroppo, di fronte ad una difficile trattativa con le autorità della capitale (che dovrebbe essere volta anche alla ricerca di soluzioni definitive) il Ministero degli affari esteri sembra al momento porre estreme difficoltà e veti a qualsiasi tipo di rapporto con il Presidente bielorusso, temendo ripercussioni europee, pur essendo la questione di natura prettamente umanitaria –:
se non ritengano opportuno promuovere una profonda riforma della Commissione delle adozioni internazionali, affinché non solo rappresenti un mero organo di controllo degli enti per le adozioni internazionali, ma sostenga anche il processo di espansione delle stesse, viste le sempre maggiori richieste di adozione da parte di coppie italiane, posto che tale azione raggiungerebbe il duplice obiettivo di efficacia ed efficienza, derivante dal porre sotto la medesima guida del Ministro degli affari esteri sia la Commissione per le adozioni internazionali sia il braccio operativo delle ambasciate, rappresentanti dello Stato italiano nel mondo. (4-02722)