• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/02753 MORONESE, MONTEVECCHI, SCIBONA, SANTANGELO, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, DONNO, PAGLINI, CASTALDI, BUCCARELLA, PUGLIA, AIROLA, GIARRUSSO, MANGILI, NUGNES, MARTON - Al Ministro dei beni e delle...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02753 presentata da VILMA MORONESE
giovedì 7 aprile 2016, seduta n.605

MORONESE, MONTEVECCHI, SCIBONA, SANTANGELO, CAPPELLETTI, BERTOROTTA, DONNO, PAGLINI, CASTALDI, BUCCARELLA, PUGLIA, AIROLA, GIARRUSSO, MANGILI, NUGNES, MARTON - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

da "il Fatto Quotidiano" del 7 marzo 2016 si apprende che all'interno della reggia di Caserta risiedono 12 famiglie "per una sorta di privilegio nobiliare, e vivono nelle case borboniche tra cascate, fontane e giardini da sogno, e senza limiti di accesso" pagando circa 15 euro al mese "ma ora un provvedimento le obbliga a lasciare. Corte dei conti e Procura di Napoli aprono un'inchiesta";

tra i privilegi riscontrati, si rinverrebbero anche esenzioni di pagamento dalle spese di acqua o di corrente elettrica e con l'accesso senza limiti a parchi e giardini. Tutto questo, sembrerebbe sussistere dalla fine degli anni '90 ma ora "ad indagare su questi privilegi, come riporta il quotidiano Il Mattino, ci sono un'inchiesta della Corte dei conti e una della Procura ordinaria di Napoli: l'una si concentra sull'affaire dei canoni a dir poco fuori mercato, l'altro su eventuali responsabilità di chi ha permesso che questa situazione si perpetrasse nel tempo";

la conferma arriverebbe proprio dagli uffici amministrativi della reggia di Caserta e dal quotidiano, il quale precisa: "È in corso un provvedimento di sfratto per le 12 famiglie di ex dipendenti o loro eredi che alloggiano nella Reggia di Caserta. Solo una di loro ha già abbandonato la struttura. Le altre restano, con tanto di nome sul citofono delle case borboniche in cui vivono";

oltre alla "bufera mediatica" che ha investito la gestione del museo borbonico nei giorni scorsi tra il direttore Mauro Felicori e i sindacati, ecco sollevarsi anche la questione "affittopoli", per cui, a breve, potrebbe esserci una svolta nell'inchiesta promossa dalla Procura della Corte dei conti seguita dal pubblico ministero Ferruccio Capalbo e coordinata dal procuratore regionale;

inoltre le 12 famiglie che dagli anni '90 hanno goduto di una sorta di privilegio nobiliare, vivendo nelle case borboniche tra cascate, fontane e giardini da sogno, godono anche di un accesso illimitato ai luoghi della cultura, al contrario di quanto accade per i turisti;

lo scandalo sarebbe emerso a seguito di una verifica interna, tesa ad adeguare i prezzi degli affitti, che, come detto, oscillano dai 5 a 15 euro al mese; dalle verifiche effettuate sarebbe stato scoperchiato il "vaso di Pandora", portando alla luce gli illeciti perpetrati a danno della collettività. Attualmente oltre alle attenzioni della Procura della Corte dei conti, si aggiungono anche quelle della Procura ordinaria, che ha aperto un'inchiesta per il reato di abuso d'ufficio che vede coinvolti anche chi quei privilegi li ha consentiti. Tra gli indagati risulterebbero tecnici e sovrintendenti;

sempre da "il Fatto Quotidiano" si apprende che: "Il complesso vanvitelliano fino al 2004 ha fatto parte del Demanio dello Stato. In seguito la gestione è passata alla stessa struttura e, nello specifico, alla Sovrintendenza per i beni architettonici delle province di Napoli e Caserta. Dal 2014 la gestione è affidata alla nuova Sovrintendenza speciale per il polo museale di Napoli e della Reggia di Caserta. Ed è proprio dal 2014 che sono iniziati diversi accertamenti interni che hanno verificato l'effettiva mancanza di requisiti da parte dei nuclei familiari per poter occupare quegli alloggi";

e ancora: "Il direttore Felicori in un post su Facebook ha specificato: 'Tutti gli inquilini alloggiati con contratti regolari benché discutibili sono stati sfrattati da chi mi ha preceduto e si accingono, se non l'hanno già fatto, a lasciare gli appartamenti'. I funzionari della Reggia fanno sapere però che 'pur essendo scattato il provvedimento di sfratto, solo una famiglia è andata già via'";

considerato, inoltre, che:

secondo notizie recenti rese note dalla stampa ("Il Mattino" del 5 aprile 2016), le famiglie di custodi ed ex custodi che vivono da decenni nel parco del palazzo reale, pagando poche decine di euro al mese di affitto, il cui numero è sceso a 10 dopo il trasloco di 2 famiglie, hanno ottenuto una proroga di 3 mesi, dopo di che dovranno abbandonare le abitazioni;

nel mirino ci sarebbero anche le case occupate dalle famiglie di ufficiali e sottufficiali dell'Aeronautica militare tra le mura del palazzo e quelle in cui risiedono le famiglie di militari dell'esercito italiano nel palazzo al Boschetto, che si trova nell'area del bosco vecchio. In merito, sembrerebbe che i vertici della Sovrintendenza speciale di Napoli abbiano chiesto al Ministero della difesa, che ha in concessione quegli spazi, di sapere quante famiglie abitano, al fine di restituire il sito alla sua esclusiva funzione culturale, come prevede il piano redatto dal commissario di governo, Ugo Soragni, in cui viene fissata al 2020 la data ultima per la liberazione definitiva di tutti gli spazi occupati dall'Aeronautica;

come si legge sull'articolo citato, il direttore della reggia, ricostruendo la vicenda, avrebbe dichiarato che: "Nel 2014 quando la Reggia è entrata a far parte del polo museale di Napoli è stato chiesto agli inquilini di esibire i titoli per cui stavano in quegli alloggi. I titoli non sono stati esibiti, è stato fatto un ricorso al Tar che ha negato la sospensiva ed è stato allora intimato agli inquilini di abbandonare gli alloggi. Non lo hanno fatto, è scattata l'ingiunzione di sfratto";

si apprende, inoltre, da altre fonti (sito internet di "interno18" del 7 aprile 2016) che la Guardia di finanza di Caserta, al termine di specifici accertamenti condotti su delega del dottor Ferruccio Capalbo, sostituto procuratore generale della Procura regionale della Corte dei conti per la Campania, diretta dal procuratore regionale dottor Tommaso Cottone, stia notificando al soprintendente pro tempore della Soprintendenza di Caserta ed a 3 dirigenti pro tempore dell'Agenzia del Demanio, filiale Campania, ritenuti responsabili, gli "inviti a dedurre", relativi alla mala gestio degli alloggi interni al complesso monumentale della reggia di Caserta, occupati da dipendenti della Soprintendenza o loro familiari;

dall'inchiesta svolta dal nucleo di Polizia tributaria di Caserta emergerebbe che le amministrazioni pubbliche coinvolte, Agenzia del demanio e Sovrintendenza speciale, abbiano non solo subito e tollerato la permanenza sine titulo in 15 alloggi del "complesso vanvitelliano" di ex dipendenti o di loro parenti, ma, soprattutto, permesso loro di corrispondere un importo mensile nettamente inferiore al valore di mercato;

dalla cattiva gestione del "complesso vanvitelliano" deriverebbe un danno per le finanze pubbliche, come segnalato dalla Guardia di finanza alla magistratura contabile, di circa 1.200.000 euro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se intenda intraprendere azioni tese ad individuare i responsabili di tale, a parere degli interroganti, incredibile vicenda e, di conseguenza, quali sanzioni disciplinari intenda adottare nei confronti di coloro che saranno ritenuti perseguibili;

quali misure abbia adottato o predisposto per evitare il paventato danno economico per lo Stato, considerato che già dal 2014, come si evince da notizie stampa, era stata intimata l'ingiunzione di sfratto agli inquilini sine titulo;

se non ritenga necessario adottare le opportune iniziative per avviare un monitoraggio presso le Soprintendenze, onde evitare che si ripetano episodi di mala gestio;

se intenda attivarsi presso il Ministero della difesa, in un'ottica di collaborazione, per liberare, in tempi brevi, gli spazi all'interno della reggia occupati dall'Aeronautica.

(3-02753)