• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/12798    la «Idea Motore spa», azienda di motori elettrici e componenti di elettrodomestici di Nuoro, occupava sino al 2013 circa 80 dipendenti. In seguito ad una mancanza di liquidità – ed in...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12798presentato daPIRAS Micheletesto diLunedì 11 aprile 2016, seduta n. 605

   PIRAS, DURANTI, RICCIATTI e QUARANTA. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
   la «Idea Motore spa», azienda di motori elettrici e componenti di elettrodomestici di Nuoro, occupava sino al 2013 circa 80 dipendenti. In seguito ad una mancanza di liquidità – ed in seguito alla mancata erogazione di un prestito per dei problemi di assetto societario — l'azienda ha prima proceduto a dei tagli di personale, sino a giungere alla dichiarazione di fallimento ed alla messa in cassa integrazione della totalità del personale;
   contestualmente, alla dichiarazione dello stato fallimentare, venivano messi all'asta sia i macchinari che il capannone in uso alla azienda;
   nel 2013 l'azienda «AM Italia motor appliances» prendeva in affitto sia il capannone che i macchinari precedentemente in uso alla «Idea Motore spa», dando continuità occupazionale a meno della metà dei suoi dipendenti;
   nel luglio 2015 anche la «AM Italia» dichiarava lo stato di fallimento, in seguito a dei problemi societari, costringendo quindi la decina di dipendenti rimasti ex Idea Motore a ricorrere agli ammortizzatori sociali;
   il 16 marzo 2016, il colosso giapponese «Sole Nidec» – davanti al giudice fallimentare del tribunale di Brescia – si è aggiudicato i macchinari di «Am Italia», ma non il capannone. A quanto si apprende anche da organi di stampa, la «Sole Nidec» – al contrario di quanto proposto da una cordata di piemontesi, altra parte interessata all'acquisto – avrebbe intenzione di spostare i macchinari nell'Est Europa per utilizzare costi di manodopera più vantaggiosi;
   a quanto dichiarato anche da ex dipendenti della Am Italia, non vi erano problemi di produttività e vi erano anche diverse commesse non ancora evase prima della definitiva chiusura dello stabilimento;
   ad oggi, la maggior parte dei dipendenti inizialmente occupati dalla ex-Idea Motore risultano totalmente inoccupati ed hanno esaurito dal 2014 ogni tipo di ammortizzatore sociale, stesso destino cui vanno incontro i 10 dipendenti successivamente occupati da Am Italia. In tal modo, si acuisce ed aggrava la già difficile situazione – dal punto di vista sociale ed occupazionale – del territorio nuorese;
   a quanto si apprende da organi di stampa e dalle parti interessate alla vertenza, in questi giorni ci sarebbero stati degli incontri informali fra rappresentanti della «Sole Nidec», rappresentanti dei lavoratori e della regione Sardegna. Da quanto emerso, l'azienda giapponese avrebbe acquistato, oltre ai macchinari, anche l'ultima commessa di Am Italia con ordini per almeno due anni. Contestualmente l'azienda avrebbe confermato la volontà di spostare i macchinari in Paesi europei con un costo della manodopera più basso, dando però la disponibilità a rimanere a Nuoro sino ad esaurimento della predetta commessa;
   il capannone in cui sono posti i macchinari andrebbe all'asta per la metà di maggio 2016. Senza un «acquisto controllato» (in tal senso, ci sarebbe, a quanto risulta agli interroganti, l'interessamento di un ex proprietario della «Am Italia»), la possibilità della temporanea continuità produttiva – come proposto da «Sole Nidec» – cadrebbe –:
   se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;
   quali iniziative intenda promuovere per salvaguardare gli operai licenziati, data anche la specificità del territorio interessato, provando a preservare la continuità produttiva in loco, dati anche i recenti sviluppi della vertenza. (4-12798)