• Testo RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.7/00973    premesso che:     da un articolo di stampa del 12 aprile 2016 pubblicato da Bari.Repubblica.it, si apprende che in Puglia gli obiettori di coscienza sull'aborto siano in...



Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00973presentato daBORGHESE Mariotesto diLunedì 18 aprile 2016, seduta n. 608

   La XII Commissione,
   premesso che:
    da un articolo di stampa del 12 aprile 2016 pubblicato da Bari.Repubblica.it, si apprende che in Puglia gli obiettori di coscienza sull'aborto siano in aumento e che tra il 2014 e il 2015 l'aumento sia stato in media del 5 per cento e che ormai nove ginecologi e altrettante ostetriche su dieci si rifiutino di praticare le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), mettendo a serio rischio l'applicazione della legge n. 194 del 1978 e ponendo la Puglia fra le prime cinque regioni in Italia per numero di obiettori;
    inoltre, si sottolinea nell'articolo, che: «Questo aumento degli obiettori negli ospedali pubblici non può che far piacere alle cliniche private convenzionate che dalle Ivg delle donne guadagnano un bel po’ di soldi. Anzi, a dire la verità ormai sono proprio le cliniche private a garantire l'effettiva pratica degli aborti. Si può dire senza timore di smentita che se non ci fossero i privati la legge 194 in Puglia di fatto resterebbe inapplicata.»;
    altro dato sconcertante è che per esempio al SS. Annunziata di Taranto esista un solo non obiettore di coscienza, rendendo la struttura inefficiente in caso di aborti, in particolare per quelli terapeutici, praticati in difesa della salute e della vita delle donne tarantine;
    inoltre, con deliberazione della giunta regionale Puglia n. 161 del 29 febbraio 2016 «Regolamento Regionale: “Riordino Ospedaliero della Regione Puglia ai sensi del decreto ministeriale 70 del 2015 e della Legge di stabilità 28 dicembre 2015, n. 208. Modifiche e integrazione del R.R. n. 14 del 2015”, si è dato il via al nuovo piano di riordino ospedaliero pugliese per il prossimo triennio»;
    la Puglia, con la sua rete ospedaliera, offre al 21 gennaio 2016, 13mila posti letto, distribuiti tra 74 presidi pubblici e privati accreditati che, con il riordino, tali posti letto sono stati ridistribuiti tra ospedali di secondo livello (hub), ospedali di primo livello e ospedali di base;
    dalla riforma Taranto risulta l'unica Asl in Puglia priva di pneumologie pubbliche e il SS Annunziata Moscati è l'unico presidio ospedaliero di II livello in Puglia privo di pneumologia ospedaliera e cardiochirurgia, a differenza di quanto indicato nei piani regionali deliberati sino al 2015. La riforma attribuisce invece 37 posti letto di pneumologia a privati mentre la cardiochirurgia Toracica è assegnata esclusivamente a Foggia, Bari e Lecce;
    da un documento, redatto dal «Dipartimento Area Medica – ASL TA», si evince che «Taranto paga una penalizzazione quantitativa e qualitativa, per errori di valutazione (carichi di lavoro e piante organiche) e per mancata istituzione dei servizi. I piani di riordino prevedevano reparti e U.O. per il pubblico e per il privato; purtroppo il privato li ha realizzati, nel pubblico non sono stati mai avviati: 600 posti letto in meno (standard attuale previsto. Max 3,7 posti letto ogni 1000 abitanti); 2000 (circa) occupati in meno nella Asl di Taranto. Ne consegue un gap per carenza di risorse in termini di assistenza e qualificazione futura con prevedibile impossibilità di rientrare negli standard. In particolare, l'impossibilità di rientrare nei termini previsti dalla legge di stabilità 2016: scostamento tra costi (rilevati nel modello ministeriale CE consuntivo) e Ricavi (determinati come remunerazione dell'attività) pari o superiore al 10 per cento dei ricavi, in valore assoluto, pari ad almeno 10 milioni di euro; economici (legge di Stabilità 2016)»;
    il quadro descritto non lascia adito a dubbi: la riforma varata dal consiglio regionale penalizza, a giudizio degli interroganti, fortemente Taranto e tutta l'area circostante, lasciando da soli ancora una volta i cittadini che giornalmente si trovano a fare i conti con i problemi ormai atavici della città: disoccupazione dilagante; inquinamento ambientale; degrado urbano; aumento delle patologie oncologiche e altro;
    in una precedente mozione sul Mezzogiorno, la n. 1-00766 del 25 marzo 2015, sulla quale il Governo ha espresso parere favorevole, a firma Labriola ed altri, era già stato affrontato il problema della carenza di strutture sanitarie per il Sud facendo riferimento in particolare alle aree più a rischio ambientale impegnando il Governo a: «potenziare le strutture ospedaliere territoriali colmando le insufficienze strutturali e, soprattutto, la carenza di tecnologie avanzate, nell'ottica di un ammodernamento della strumentistica medica e dello sblocco del turnover del personale, con particolare attenzione per quelle zone in cui le evidenze epidemiologiche e scientifiche testimoniano un'elevata presenza di patologie oncologiche e di fronteggiare in maniera realistica ed incisiva l'emergenza ambientale, con particolare riguardo per quelle zone in cui tale allarme sia diretta conseguenza della presenza di realtà produttive di grandi dimensioni, valutando, in riferimento all'area di Taranto e alla presenza dell'Ilva, l'opportunità, di assumere iniziative di carattere legislativo volte ad assicurare un aggiornamento quantomeno trimestrale della valutazione del danno sanitario prevista dall'articolo 1-bis, del decreto-legge n. 207 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 231, in modo da avere stime puntuali e dati precisi a fronte di medie annuali,

impegna il Governo:

   ad assumere opportune iniziative normative per un riordino della disciplina riguardante l'obiezione di coscienza e per garantire la giusta assistenza alle donne costrette ad eseguire un aborto terapeutico utile per la salvaguardia della salute e della vita stessa, in particolare per la provincia di Taranto;
   ad adottare le iniziative di competenza volte a garantire i livelli essenziali di assistenza con particolare attenzione a zone come quella di Taranto e provincia in cui è fondamentale garantire un idoneo servizio sanitario di emergenza e lungodegenza legato, alle patologie polmonari e cardiache, per rispondere al crescente fabbisogno locale, per la criticità ambientale che coinvolge l'intera area.
(7-00973) «Borghese, Labriola».