• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05690 SANTANGELO, CASTALDI, MORONESE, LUCIDI, CRIMI, PUGLIA, MARTON, DONNO, BERTOROTTA, MORRA, PAGLINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che: con legge del 26 aprile 2012,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05690 presentata da VINCENZO SANTANGELO
giovedì 21 aprile 2016, seduta n.612

SANTANGELO, CASTALDI, MORONESE, LUCIDI, CRIMI, PUGLIA, MARTON, DONNO, BERTOROTTA, MORRA, PAGLINI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

con legge del 26 aprile 2012, n. 44, "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento", la benzina è stata riconosciuta come carburante agevolato destinato alla navigazione;

il 1° aprile 2016, è entrato in vigore il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze n. 225/2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio 2016, n. 27, il quale disciplina l'impiego dei prodotti energetici e degli oli lubrificanti nelle imbarcazioni in navigazione nelle acque marine comunitarie e nelle acque interne;

l'art. 1 comma 1, lettera l), del decreto ministeriale definisce "rifornimento diretto" il rifornimento di carburanti esenti per la navigazione effettuato, direttamente da un deposito fiscale, mediante autocisterna, bettolina o a mezzo tubazione;

ai sensi del decreto ministeriale n. 225/2015, la consegna tramite autobotte potrà avvenire già a partire dai depositi fiscali, senza che siano state chiarite le modalità operative riferite ad altre tipologie di impianti di distribuzione, come quelli ubicati in ambito portuale ed autorizzati ai sensi del decreto ministeriale n. 577/1995;

la circolare n. 5/D del 15 marzo 2016 dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel merito del comma 3 dell'art. 4 del decreto ministeriale n. 225/2015, chiarisce che si introduce la regolamentazione del rifornimento diretto di prodotti esenti all'imbarcazione, quindi direttamente effettuato da un deposito fiscale mediante autocisterna e/o bettolina o a mezzo tubazione, come disposto dall'art. 1, comma 1, lettera l), citato;

considerato che:

in precedenza, il decreto ministeriale n. 577/1995 e la successiva circolare n. 11/D del 19 gennaio 1996 del Dipartimento delle dogane chiarivano che la possibilità di rifornimento a mezzo autobotte di prodotto denaturato è svincolata dall'esistenza o meno nel porto d'imbarco di eventuali impianti di distribuzione del suddetto prodotto o di depositi fiscali;

il successivo "Telescritto" n. 100/UDC/CM del 12 febbraio 1996, emesso dal Dipartimento delle dogane, a chiarimento ulteriore dell'applicazione del decreto ministeriale n. 577, riporta che tale procedura è stata prevista non solo per finalità operative, ma anche per evitare ostacoli alla libera concorrenza;

nel decreto ministeriale n. 225/2015 non sono riscontrabili disposizioni per le modalità operative riferibili ad altri impianti di distribuzione, come quelli ubicati in ambito portuale, mentre con il decreto ministeriale n. 577/1995 si esplicitavano le modalità di consegna della specie;

a giudizio degli interroganti è necessario un Rregolamento chiarificatore per la disciplina dell'impiego dei prodotti petroliferi destinarti a provvista di bordo nelle imbarcazioni in navigazione nelle acque comunitarie. Inoltre, il decreto ministeriale n. 225/2015 non contempla gli impianti già autorizzati ad operare secondo il decreto ministeriale n. 577/1995, limitandoli nella disponibilità di stoccaggio e di distribuzione;

considerato inoltre che:

il 17 novembre 2009 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea n. C277/20 il parere esplorativo 2009/C277/04 del Comitato economico e sociale europeo (CESE) sul tema "Rendere più ecologici i trasporti marittimi e i trasporti su vie navigabili interne" della relatrice Bredima;

il punto 1.4 del parere riporta: "Il CESE ritiene che le prestazioni ambientali dei trasporti marittimi e dei trasporti su vie navigabili interne debbano essere raffrontate alle prestazioni dei trasporti terrestri nell'UE e all'inquinamento prodotto da fonti situate sulla terraferma. Ribadisce quindi che qualunque misura dell'UE in materia di inquinamento ambientale deve essere applicabile alle imbarcazioni da diporto e, se possibile, anche alle navi militari. Tali misure dovrebbero valere per tutte le imbarcazioni (indipendentemente dalla bandiera) ed essere quanto più possibile pratiche ed economicamente vantaggiose. Inoltre devono essere basate su una solida valutazione ambientale, tecnica e socioeconomica". Inoltre, al punto 2.10. specifica che "La qualità dei combustibili marittimi ha un impatto sulla salute umana. Il CESE ritiene quindi che le imprese interessate dovrebbero esercitare la loro responsabilità sociale impegnandosi a titolo volontario al fine di proteggere l'ambiente e migliorare la qualità della vita nella società in generale";

la legislazione dell'Unione europea fissa dei limiti alle emissioni prodotte dal carburante utilizzato dalle imbarcazioni per la navigazione interna. In particolare, la proposta della Commissione europea riguardante il tenore di zolfo dei carburanti era intesa a definire i limiti per i combustibili utilizzati dalle navi adibite ai trasporti marittimi e da quelle che percorrono le vie navigabili interne;

tra gli intendimenti del Parlamento europeo vi è l'intenzione che in un futuro non troppo lontano la navigazione interna potrà beneficiare di sistemi a emissioni zero. In tal senso, a giudizio degli interroganti, interessanti sono le potenzialità delle "barche solari" nel trasporto su acque interne. Al riguardo il sito "architetturaecosostenibile" riporta che nel 2006 è stata lanciata in via sperimentale una navetta turistica interamente alimentata dal sole che può trasportare fino a 42 passeggeri ed è stata utilizzata in un lago del Regno Unito. Inoltre, vicino al confine tra Germania, Austria e Svizzera, nel lago di Costanza è una "barca solare" che può trasportare fino a 60 passeggeri ad una velocità di 15 chilometri orari e la sua lunghezza è di 20 metri. Infine, un catamarano ad energia rinnovabile utilizza la potenza del sole, del vento e dei combustibili fossili per muoversi;

il sito "architetturaecosostenibile", nell'articolo "Imbarcazioni ecologiche. Accorgimenti green ed esempi di navi sostenibili", evidenzia che un tipo di imbarcazione da diporto con una lunghezza di circa 10 metri e dotato di un "sistema di propulsione ibrido", interamente progettato e costruito nel nostro Paese, può consentire di accedere anche alle aree marine protette. Questo yacht infatti, può navigare alimentato solo da corrente elettrica e mantenere una velocità di 8 nodi per più di 2 ore,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

quali siano le modalità operative previste dal decreto ministeriale n. 225/2015 riferibili ad altri impianti di distribuzione, come quelli ubicati in ambito portuale, e se gli stessi impianti possano continuare ad effettuare rifornimenti diretti con le stesse modalità previste per i depositi fiscali;

se non ritenga che il decreto ministeriale n. 225/2015 non ponga ostacoli alla "libera concorrenza", agevolando di fatto i depositi fiscali e se non voglia fornire al riguardo maggiori chiarimenti, al fine di rassicurare i distributori già operanti in ambito portuale;

quali iniziative stia adottando, o abbia intenzione di adottare, per incentivare i sistemi alternativi, come le energie rinnovabili, nel campo della nautica alla luce degli esempi riportati, nonché nel rispetto del parere espresso dal Comitato economico e sociale europeo sul tema "Rendere più ecologici i trasporti marittimi e i trasporti su vie navigabili interne", affinché la navigazione interna possa beneficiare di sistemi a emissioni zero.

(4-05690)