• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02820 il 12 novembre 2013, un servizio del programma televisivo «Le iene» si è occupato della drammatica vicenda che ha come protagonisti la signora Alice Rossini residente a Vimercate (MB), l’ex...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02820presentato daDI STEFANO Manliotesto diMercoledì 4 dicembre 2013, seduta n. 131

MANLIO DI STEFANO, SPADONI, GRANDE, SCAGLIUSI, DI BATTISTA e DEL GROSSO. — Al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
il 12 novembre 2013, un servizio del programma televisivo «Le iene» si è occupato della drammatica vicenda che ha come protagonisti la signora Alice Rossini residente a Vimercate (MB), l’ex marito Mohammed Kharat (cittadino siriano) e la loro figlia di quattro anni Houda Emma; va ricordato che il 18 dicembre 2011, Mohammed Kharat sottraeva la piccola Houda (che allora aveva due anni) alla madre facendone perdere ogni traccia;
tra l'altro, la piccola Houda Emma Kharat è esclusivamente cittadina italiana, non avendo alcun riconoscimento nello Stato siriano, con la precisazione che la signora Alice Rossini e il signor Kharat risultano coniugati (ora separati) solo in Italia, non avendo trascritto il matrimonio in Siria, che è dominato da una legge (cosiddetta sharia) che non riconosce e contrasta con i princìpi dell'ordinamento giuridico italiano; peraltro, la minore in forza della nota situazione che ha colpito lo Stato siriano dilaniato dalla guerra civile, si vede sottoposta ad un tangibile pericolo di vita e incolumità personale;
a seguito della condotta del signor Kharat, le autorità giudiziarie italiane hanno dapprima dichiarato la decadenza della potestà genitoriale dello stesso (decreto del tribunale per i minorenni di Milano del 13 marzo 2012, n. 2429/12), e successivamente in sede di separazione giudiziale dei coniugi affidato in via esclusiva la minore Houda Emma alla madre (sentenza n. 1558/13 – tribunale ordinario di Monza);
come diretta conseguenza, la procura della Repubblica di Monza emetteva mandato di cattura internazionale (cosiddetto MAE), dopo emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del reo – oggi – confesso;
l'inviato de «Le iene», dopo aver parlato con la signora Rossini e dopo aver rintracciato lo zio di Mohammed Kharat, ha, prima, telefonato e poi incontrato lo stesso Kharat (ricercato internazionale) presso un imprecisato luogo sito al confine turco-siriano;
Mohammed Kharat, mostrando in video una serenità inquietante, dopo aver rassicurato l'inviato sulle condizioni di salute di Houda, ha confessato di aver lasciato l'Italia (destinazione Atene e poi Damasco) senza possedere alcun documento di identità valido in compagnia di una donna italiana, Sabrina Colnaghi di Cornate d'Adda (MB) e della piccola Houda, anch'essa sprovvista di un documento di riconoscimento valido per l'espatrio; ha anche affermato, addirittura, di aver viaggiato sulla stessa tratta Milano/Malpensa-Atene (volo EasyJet) la settimana precedente al 18 dicembre 2011 al fine di «testare» la fattibilità del suo piano;
il signor Kharat si è detto disposto a riportare in Italia la bambina a patto che venga ritirato il mandato di cattura internazionale nei suoi confronti e che gli venga rilasciato un passaporto italiano –:
come sia stato possibile il fatto che una trasmissione televisiva sia arrivata dove, in due anni, non è arrivata né la polizia di Stato, né l'Interpol, né l'ambasciata d'Italia a Damasco;
come sia possibile che una persona sprovvista di un documento d'identità valido e con due denunce a carico per violenza domestica e aggressione, abbia lasciato l'Italia bypassando ogni tipo di controllo;
come intenda, a fronte delle richieste dell'uomo, il Governo intervenire per riportare a casa la piccola Houda Emma.
(4-02820)