• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08494    l'agricoltura italiana è la più « green» d'Europa: presenta infatti 281 prodotti a denominazione di origine (sia dop che igp), il divieto di utilizzo degli organismi geneticamente...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08494presentato daFIORIO Massimotesto diMartedì 26 aprile 2016, seduta n. 613

   FIORIO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
   l'agricoltura italiana è la più « green» d'Europa: presenta infatti 281 prodotti a denominazione di origine (sia dop che igp), il divieto di utilizzo degli organismi geneticamente modificati (ogm) e il maggior numero di aziende biologiche;
   il nostro Paese è inoltre al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4 per cento), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4 per cento) e di quasi 20 volte rispetto a quella dei prodotti extracomunitari (7,5 per cento);
   nonostante ciò, sono comunque numerosi gli alimenti contaminati importati dall'estero. Quasi la totalità (92 per cento) dei campioni analizzati dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in occasione della stesura del «Rapporto 2015 sui residui dei fitosanitari in Europa», sono infatti risultati irregolari per la presenza di residui chimici;
   Coldiretti, sulla base del rapporto Efsa, ha stilato la « Black list dei cibi più contaminati»:
    broccoli cinesi: nella maggioranza dei campioni è stata trovata la presenza eccessiva di acetamiprid, chlorfenapyr, carbendazim, flusilazole e pyridaben;
    prezzemolo vietnamita: in questo caso i problemi derivano da quantità troppo elevate di chlorpyrifos, profenofos, hexaconazole, phentoate, flubendiamide;
   basilico indiano: contiene una sostanza, chiamata carbendazim, vietata in Italia perché ritenuta cancerogena;
    melagrane egiziane: in un caso su tre (33 per cento) superano i limiti di residui chimici stabiliti dalla legge;
    fragole egiziane: l'11 per cento dei campioni supera i limiti di residui chimici stabiliti dalla legge;
    arance egiziane: il 5 per cento dei frutti analizzati supera i limiti di residui chimici consentiti dalla legge;
    peperoncino della Thailandia: nel 21 per cento dei casi presenta residui chimici irregolari;
    piselli del Kenia: risultano contaminati in un caso su dieci (10 per cento);
    meloni e cocomeri della Repubblica dominicana: sono fuori norma nel 14 per cento dei casi per l'impiego di spinosad e cypermethrin;
    menta del Marocco: il 15 per cento dei campioni è risultato irregolare;
   la pericolosità di tali alimenti per la salute umana è quindi comprovata uffi- cialmente dalle analisi: nelle nazioni di provenienza sono infatti spesso in vigore norme che permettono l'uso di pesticidi nocivi vietati però in Europa;
   tale minaccia risulterebbe aggravata qualora tali alimenti venissero utilizzati come ingrediente nei prodotti trasformati, dal momento che nelle confezioni non viene spesso riportata la provenienza delle materie prime;
   va aggiunto, in questo contesto, che gran parte dei cibi contaminati arriva da Paesi (come quelli asiatici e del sud America) che hanno notevolmente incrementato i volumi di export alimentare verso l'Europa e da nazioni, come il Marocco, a cui la stessa Unione europea ha concesso agevolazioni per aumentare le esportazioni –:
   se il Governo ritenga necessario, al fine di tutelare la salute pubblica e, conseguentemente, l'intero settore del made in Italy agroalimentare, promuovere l'introduzione della tracciabilità in etichetta, anche come per gli ingredienti nei prodotti trasformati, degli alimenti di provenienza extra Unione europea;
   se il Governo ritenga opportuno intervenire presso le istituzioni europee preposte al fine di disincentivare l'importazione di alimenti verso quelle nazioni che permettono l'utilizzo di pesticidi attualmente vietati nell'Unione europea;
   se il Governo ritenga conseguentemente utile intervenire presso le istituzioni europee preposte al fine di rivedere gli attuali accordi commerciali, che prevedono qualsiasi tipologia di agevolazioni, verso quelle nazioni che permettono l'utilizzo di pesticidi attualmente vietati nell'Unione europea. (5-08494)