• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01659 l'iniziativa del cielo unico europeo (SES) ha come obiettivo il miglioramento dell'efficienza complessiva dell'organizzazione e la gestione dello spazio aereo europeo, mediante una riforma del...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01659presentato daCATALANO Ivantesto diGiovedì 5 dicembre 2013, seduta n. 132

CATALANO. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:
l'iniziativa del cielo unico europeo (SES) ha come obiettivo il miglioramento dell'efficienza complessiva dell'organizzazione e la gestione dello spazio aereo europeo, mediante una riforma del settore della fornitura dei servizi di navigazione aerea. Lo sviluppo di tale iniziativa si è concretizzato in due pacchetti legislativi organici – SES I e SES II –, composti dai regolamenti CE n. 549/2004; 550/2004; n. 551/2004; 552/2004;
il quadro normativo è correlato allo sviluppo della legislazione relativa alla sicurezza aerea in Europa affidata all'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA), e all'avvio di un progetto organico per la modernizzazione delle apparecchiature e dei sistemi di navigazione aerea (SESAR);
si sono registrati significativi ritardi nella realizzazione dell'iniziativa. Pertanto, la Commissione europea ha proposto, nel giugno 2013, un aggiornamento del regolamento SES, denominato SES 2+, volto ad accelerare l'attuazione della riforma dei servizi di navigazione aerea;
studi comparatistici evidenziano la scarsa efficienza nella fornitura dei servizi di navigazione aerea (ANS): negli Stati Uniti, lo spazio aereo «en-route» è controllato da un unico prestatore di servizi, mentre in Europa operano 38 fornitori di servizi. Il prestatore di servizi, inoltre, controlla quasi il 70 per cento dei voli in più con il 38 per cento del personale in meno;
ciò ha imposto un'accentuazione, da parte della Commissione europea, del programma sulla riduzione dei costi per i servizi del settore, con il passaggio dal cost recovery al cost efficiency;
il nuovo criterio imporrà a tutti i provider europei, e quindi anche ad ENAV, una drastica riduzione dei costi operativi, anche attraverso la possibilità di disarticolare l'attività per la fornitura dei vari servizi;
tale contesto conferirà agli operatori una libertà di azione che dovrà essere monitorata ed espressamente orientata, per evitare che aziende controllate dallo Stato scelgano facili scorciatoie per ridurre i costi, quali il taglio degli investimenti per la formazione professionale, la riduzione degli organici, l'utilizzo di tecniche di turnazione non rispettose dei contratti e della specificità e delicatezza del servizio, come per esempio per i controllori del traffico aereo (CTA), lo spin-off di attività senza garanzie per i lavoratori;
tagli indiscriminati potrebbero avere gravi conseguenze in termini di sicurezza delle strutture;
per tali ragioni, prima della formalizzazione della proposta SES 2+, i governi francese e tedesco hanno inviato una lettera al Commissario europeo per i trasporti, Siim Kallas, auspicando che fosse considerata prioritaria l'implementazione di quanto già previsto per l’European Aviation Safet Agency (EASA), piuttosto che l'emanazione di un nuovo «pacchetto» SES;
anche il Comitato Air Traffic Management dell’European Transport Workers’ Federation (ETF) ha espresso una posizione contraria a riguardo, con specifiche iniziative di contrasto: il 12 giugno, in seguito ad un incontro con i rappresentanti di FILT-CGIL, FIT-CISL e UIL-T, ha organizzato un action day per sottolineare contro la proposta SES 2+, «utilizzata dalla Commissione Europea per introdurre sottobanco processi di liberalizzazione, privatizzazione, esternalizzazione e concorrenza nel sistema ATM, senza tenere nella giusta considerazione la safety e la stabilità economica del provider»;
l'elevata pressione sulla riduzione dei costi potrebbe avere gravi conseguenze in termini occupazionali e sulla qualità del lavoro;
in particolare, risulterebbe all'interrogante che ENAV non avrebbe raggiunto gli obiettivi pianificati di riduzione di sprechi ed inefficienze secondo i nuovi criteri stabiliti a livello europeo. Ciò avrebbe comportato:
a) l'inserimento, per la prima volta nella storia aziendale, dell'istituto della cassa integrazione;
b) la riduzione di retribuzioni e garanzie per il personale per effetto dell'eventuale unbundling (scorporo delle attività not core);
risulterebbe all'interrogante che la gestione del personale in Enav avrebbe privilegiato l'assunzione dall'esterno di controllori del traffico aereo nonostante il numeroso personale «esperto di assistenza al volo» già in servizio da anni in azienda, stia aspettando da più di tre anni un corso di formazione interno;
inoltre, risulterebbe all'interrogante che dal 2012 i risparmi gestionali agirebbero anche su incrementi della turnazione dei controllori del traffico aereo (CTA); la considerazione della delicatezza del lavoro dei controllori di volo, e le potenziali conseguenze in termini di sicurezza delle strutture, consiglierebbero turnazioni diverse;
nel 2011 ENAC spa, sempre per quanto consta all'interrogante, avrebbe imposto ad ENAV S.p.A. di attribuire e consegnare al numeroso personale interessato le licenze FISO e di tecnico meteorologico aeronautico. Obbligo non ancora adempiuto da ENAV;
in caso di esternalizzazione delle attività, la mancanza delle licenze succitate potrebbe esporre il personale in questione a forti penalizzazioni, anche retributive, a favore degli acquirenti –:
quale sia la posizione di Enav S.p.A. in merito ai punti specifici succitati che, se confermati, appaiono particolarmente gravi e preoccupanti;
quale sia la posizione del Governo rispetto all'iniziativa denominata SES 2+;
quale sia il piano d'azione predisposto da Enav per ottemperare a quanto richiesto dal nuovo regolamento SES 2+ ;
quali siano le politiche di conservazione e qualificazione delle risorse, con particolare riguardo alla formazione ed upgrading interno e l'eventuale acquisizione di risorse dal mercato;
quali forme di unbundling siano in fase di valutazione e quali i momenti di condivisione di queste scelte con i principali stakeholder. (5-01659)