• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13040    la direttiva del Consiglio, del 19 luglio 2011, n. 70, 2011/70/Euratom, definisce il quadro normativo comunitario ai fini della gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13040presentato daBUSTO Mirkotesto diVenerdì 29 aprile 2016, seduta n. 616

   BUSTO, DAGA, DE ROSA, MANNINO, MICILLO, TERZONI e ZOLEZZI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   la direttiva del Consiglio, del 19 luglio 2011, n. 70, 2011/70/Euratom, definisce il quadro normativo comunitario ai fini della gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi;
   in particolare, l'articolo 11 della stessa prevede che ciascuno Stato membro assicuri l'attuazione della succitata direttiva definendo un proprio programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, comprendente tutti i tipi di combustibile esaurito e di rifiuti radioattivi soggetti alla sua giurisdizione e tutte le fasi della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, dalla generazione allo smaltimento;
   la medesima direttiva prevede, altresì, l'obbligo per ogni Stato di aggiornare e rivedere periodicamente il proprio programma nazionale, l'istituzione di un'autorità di regolamentazione competente in materia di sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, e l'obbligo di trasmettere alla Commissione una relazione sullo stato di attuazione della direttiva, scadenza che doveva essere adempiuta entro il 23 agosto 2015;
   il Governo italiano, in attuazione della delega conferita dalla legge n. 96 del 2013 (legge di delegazione europea 2013), ha emanato il decreto legislativo del 4 marzo 2014, n. 45, che, a sua volta, ha istituito nel nostro ordinamento un «programma nazionale» per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi comprendente tutti i tipi di combustibile esaurito e di rifiuti radioattivi soggetti alla giurisdizione nazionale, e l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN);
   nonostante il progetto sia già al vaglio dei Ministeri competenti, l'Italia ad oggi non si è ancora dotata di un programma operativo nazionale disciplinato all'articolo 11 della direttiva 70/2011 che, sulla base di quanto previsto dal decreto legislativo n. 45, doveva essere adottato entro il 31 dicembre 2014. Inoltre, l'autorità di regolamentazione competente (ISIN), che dovrebbe controllare la corretta gestione del combustibile radioattivo, non è ancora in pieno esercizio, e le sue funzioni sono attualmente di competenza del dipartimento nucleare, rischio tecnologico e industriale dell'ISPRA;
   il 13 marzo 2015 l'Ispra ha consegnato ai Ministeri competenti (Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e Ministero dello sviluppo economico) la carta delle aree potenzialmente idonee (CNAPI) alla localizzazione del deposito nazionale e parco tecnologico dei rifiuti radioattivi, effettuata dalla società di Stato SO.G.I.N. s.p.a.;
   l'11 dicembre 2015, la Commissione europea, per mano di Dominique Ristori, in risposta all'europarlamentare Rosa D'Amato, ha reso noto che in tal data non era pervenuto alla Commissione il programma nazionale italiano sulla gestione dei rifiuti tossici né il report nazionale sull'applicazione della direttiva come da articolo 14 della direttiva 2011/70/Euratom. La Commissione ha contattato direttamente le autorità italiane per conoscere le tempistiche di consegna del programma e del report stabilendo come data ultima per presentare i documenti il 13 gennaio 2016;
   il nostro Paese è stato messo in mora dalla direzione generale energia (messa in mora articolo 258 del TFUE), che ha aperto così ufficialmente la procedura d'infrazione 2016–2027 della Commissione europea in merito al programma nazionale di gestione delle scorie radioattive e del combustibile nucleare esaurito, il quale sarebbe stato trasmesso alla Commissione solo a febbraio 2016, visto il termine di consegna dell'agosto 2015, prorogato al 13 gennaio 2016;
   diversi quotidiani nazionali, tra cui Il Fatto Quotidiano del 28 aprile 2016 hanno riportato la notizia della messa in mora dell'Italia da parte della Commissione europea avanzando come motivazione la decisione del Governo di congelare la questione per evitare ripercussioni sul consenso elettorale –:
   quali siano le motivazioni che ad oggi hanno impedito ai Ministri di ottemperare alle scadenze già definitive, stabilite in parte dalla direttiva n. 70 — 2011/70/Euratom, in altra parte dal decreto legislativo n. 45 del 31 dicembre 2014;
   quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare per rendere operativa in ogni sua parte la direttiva per la gestione delle scorie nucleari anche nel nostro Paese;
   quali siano le linee del programma trasmesso alla Commissione nel febbraio 2016, al fine dell'attivazione di un piano strategico e politico;
   quando i Ministri interrogati renderanno note all'opinione pubblica le aree territoriali potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale, al fine di attivare un percorso di confronto con le comunità locali nonché di informare adeguatamente la popolazione interessata.
(4-13040)