• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02861 il 3 dicembre 2013 presso il Ministero dello sviluppo economico è stato siglato l'accordo relativo alla vertenza Indesit tra l'azienda, il Ministero dello sviluppo economico, le regioni...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02861presentato daRICCIATTI Laratesto diVenerdì 6 dicembre 2013, seduta n. 133

RICCIATTI, MIGLIORE, DI SALVO, AIRAUDO, SCOTTO, RAGOSTA, GIANCARLO GIORDANO, FERRARA e MARCON. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
il 3 dicembre 2013 presso il Ministero dello sviluppo economico è stato siglato l'accordo relativo alla vertenza Indesit tra l'azienda, il Ministero dello sviluppo economico, le regioni Campania e Marche, Confindustria Ancona e Caserta, le organizzazioni sindacali dei lavoratori, ad eccezione della Fiom;
tale accordo prevede un investimento della azienda pari ad 83 milioni di euro e la ridefinizione delle missioni produttive per ogni sito del gruppo, l'impegno dell'azienda sino a tutto il 2018 di non ricorrere all'utilizzo di procedure unilaterali di mobilità, l'uso dei contratti di solidarietà, un limite alla cassa integrazione a zero ore di 4 mesi per ogni lavoratore, nei cinque anni di durata del piano;
nel piano sottoscritto alla presenza del Ministero dello sviluppo economico si fa riferimento alla delocalizzazione di alcune produzioni;
nel ridefinizione delle missioni produttive degli stabilimenti, al polo di Caserta viene sottratta la produzione di lavatrici da 5,6,7 chilogrammi che verrà definitivamente trasferita entro il 2014 nello stabilimento di Manisa, in Turchia;
a Fabriano vengono portate le linee di produzione dei piani cottura ed una parte di quelle dei refrigeratori, mentre le linee di produzione di refrigeratori con volumi più consistenti dovrebbero restare negli stabilimenti del gruppo siti nell'Europa orientale; durante le trattative, secondo quanto riportato dall'agenzia Ansa del 21 ottobre 2013, la Indesit ha dichiarato di poter riassorbire gradualmente solo 400 lavoratori, con il nuovo piano industriale;
dal quadro complessivo che emerge dal piano industriale, e dai volumi produttivi assegnati agli stabilimenti italiani del gruppo, non appare verosimile un riassorbimento di tutti i lavoratori che ricorrono agli ammortizzatori sociali;
nell'accordo sottoscritto il 3 dicembre 2013 non vengono risolti aspetti rilevanti emersi durante la trattativa come il futuro degli stabilimenti italiani, la possibile vendita del gruppo e la salvaguardia dei livelli occupazionali ed è debole l'azione del Governo a salvaguardia dell'occupazione e dei prodotti realizzati in Italia –:
quali ulteriori misure intenda adottare per salvaguardare gli stabilimenti italiani ed i tessuti produttivi dei territori interessati ed i livelli occupazionali.
(4-02861)