• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/01671 la ricerca e l'innovazione rappresentano attività indispensabili allo sviluppo ed al mantenimento di un sistema produttivo competitivo e vitale, fondamentale per la ripresa e la crescita...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01671presentato daBOMBASSEI Albertotesto diVenerdì 6 dicembre 2013, seduta n. 133

BOMBASSEI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
la ricerca e l'innovazione rappresentano attività indispensabili allo sviluppo ed al mantenimento di un sistema produttivo competitivo e vitale, fondamentale per la ripresa e la crescita economica del nostro Paese;
il nuovo programma di strategia decennale per la crescita approvato dall'Unione europea «Europa 2020» richiama il ruolo delle imprese e la necessità di mettere a sistema le risorse finanziarie, di avere una valutazione efficace dei risultati e una governance più forte e integrata, che favorisca interventi sull'innovazione tecnologica, sull'organizzazione, sui prodotti, sui servizi, sulla qualità totale, sull'adozione di tecnologie digitali;
un sistema dell'innovazione efficiente ha nell'Università e nella ricerca un perno fondamentale. Risulta, pertanto, indispensabile rafforzare il collegamento con il sistema delle imprese, ampliare e potenziare il trasferimento tecnologico, favorendo l'applicazione dei risultati della ricerca ma anche avviando collaborazioni strutturali su progetti congiunti e intervenendo, al contempo, sugli aspetti procedurali e amministrativi;
il passaggio dal sostegno alla ricerca interna da parte delle imprese a quello della ricerca commissionata ad Università ed altri organismi di ricerca ha costituito una fondamentale evoluzione, avvicinando concretamente il mondo della produzione a quello della formazione scientifica della conoscenza;
secondo le linee di indirizzo comunitario e nazionale, tali obiettivi possono essere utilmente sostenuti da sistemi di incentivazione flessibili ed automatici, mediante, in particolare, la concessione di crediti di imposta;
l'articolo 1 del decreto-legge n. 70 del 2011 (cosiddetto «decreto sviluppo»), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 106 del 2011, ha istituito un credito d'imposta, per gli anni 2011 e 2012, in favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca in università o enti pubblici di ricerca le quali possono sviluppare i progetti così finanziati anche in associazione, in consorzio, in joint venture con altre qualificate strutture di ricerca, anche private, di equivalente livello scientifico;
tale norma – come evidente – consente alle imprese di investire in ricerca ed in innovazione, affidando i progetti di ricerca a università ed enti di ricerca pubblici e privati no profit, recuperando parte dell'investimento attraverso il meccanismo del credito d'imposta, un vero e proprio volano di innovazione per il tessuto produttivo ed imprenditoriale che ha permesso a molte realtà nazionali di competere attivamente nei mercati globalizzati;
con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate protocollo n. 2011/130237 del 9 settembre 2011, emanato ai sensi del comma 4 dell'articolo 1 del citato decreto legge n. 70 del 2011, sono state adottate le disposizioni applicative della misura agevolativa in questione;
le disposizioni normative testé citate hanno trovato effettiva attuazione soltanto a seguito della circolare dell'Agenzia delle entrate n. 51 del 28 novembre 2011, recante le necessarie modalità di utilizzo della misura con riferimento al «codice tributo 6835» per la compensazione in via automatica del credito di imposta e, quindi, per un periodo temporale di fatto limitato allo scorcio residuale dell'anno 2011 e all'anno 2012. La circolare specifica che possono accedere al credito tutte le imprese, anche quelle costituite dopo l'entrata in vigore del decreto sviluppo, le stabili organizzazioni e gli enti non commerciali, e sono agevolabili la ricerca fondamentale, la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale, con la sola esclusione della ricerca interna, ed inoltre chiarisce che il credito d'imposta può essere fruito da tutte le imprese che effettuano investimenti in progetti di ricerca commissionati a università o a enti pubblici di ricerca, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal settore economico in cui operano. Possono godere dell'agevolazione anche gli enti commerciali, per l'attività commerciale eventualmente esercitata, le stabili organizzazioni, le imprese che hanno intrapreso l'attività a partire dal 14 maggio 2011;
in precedenza era stato istituito dalla legge finanziaria per il 2007 (legge n. 296 del 2006, articolo 1, commi da 280 a 283) un altro credito d'imposta in favore delle imprese che avevano sostenuto, nel periodo 2007-2009, costi per l'attività di ricerca industriale e di sviluppo pre-competitivo;
la previsione in oggetto è stata confermata con il decreto-legge 22 giugno 2012 n. 83, recante «Misure urgenti per la crescita del Paese», convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che all'articolo 60, commi 4 e 5, individua il ricorso al credito d'imposta quale strumento a sostegno degli interventi per ricerca ed innovazione;
da ultimo, la legge di stabilità per il 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228, articolo 1, commi da 95 a 97), ha istituito, a decorrere dall'anno 2013, un fondo per la concessione di un credito d'imposta per la ricerca e lo sviluppo per le imprese e per le reti di impresa che affidano attività di ricerca e sviluppo a Università, Enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, ovvero che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo;
per la definizione delle modalità applicative, il provvedimento rinvia ad un successivo decreto del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero dello sviluppo economico nella fattispecie prevedendo, all'articolo 1, comma 97, che «il Ministro dell'Economia e delle Finanze e il Ministro dello Sviluppo economico, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità per il 2013 (29 dicembre 2013), riferiscono alle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari in merito all'individuazione e alla quantificazione dei trasferimenti e dei contributi di cui al comma 95 ai fini dell'adozione delle conseguenti iniziative di carattere normativo»;
per il 2013, tuttavia, non risultano ancora essere state emanate le iniziative di carattere normativo ai sensi dell'articolo 1, comma 97, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, determinando, di fatto, una situazione di incertezza per le molteplici aziende ed imprese italiane che, seppur disposte a proseguire o ad iniziare un percorso di innovazione e ricerca, si trovano nell'incapacità oggettiva di porre in essere qualsiasi iniziativa con le sole proprie risorse;
grazie ai maggiori introiti per lo Stato dovuti all'IVA sulle attività di ricerca, per definizione a forte valore aggiunto, all'aumento della base imponibile fiscale per le strutture coinvolte ed alla riduzione dei costi sociali a seguito dell'effettivo aumento dell'occupazione qualificata nazionale, i costi dell'intera operazione per le casse dello Stato sono estremamente ridotti –:
se non ritenga necessario adottare, al più presto, opportune iniziative di carattere normativo, ai sensi dell'articolo 1, comma 97, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, al fine di garantire effettivi interventi di politica economica in favore delle imprese, sostenendone il percorso di innovazione, sviluppo e ricerca in una fase di così particolare criticità economica e sociale. (5-01671)