• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13048    come si evince da alcuni test effettuati dal magazine il «Salvagente» per il dossier «Glifosato – il veleno nascosto», nelle acque di alcune località del biellese e del modenese,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13048presentato daREALACCI Ermetetesto diLunedì 2 maggio 2016, seduta n. 617

   REALACCI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   come si evince da alcuni test effettuati dal magazine il «Salvagente» per il dossier «Glifosato – il veleno nascosto», nelle acque di alcune località del biellese e del modenese, precisamente nei comuni di Brusnengo e Campogalliano, sono state riscontrate tracce della sostanza «Ampa», un metabolita del glifosato. Ciò significa che l'acqua è entrata in contatto col glifosato e che la sostanza si è accumulata e poi trasformata ovvero metabolizzata;
   oltretutto, come sottolinea, Giovanni Dinelli, professore di agronomia e culture erbacee all'università di Bologna, «i campioni sono stati raccolti all'inizio di marzo, momento dell'anno in cui è più difficile riscontrare tracce di questa molecola che, tuttavia, è sempre di difficile ricognizione e non tutti i laboratori sono in grado di riuscirci»;
   il glifosato è un principio attivo più usato al mondo negli erbicidi diserbanti. Fa parte dei cosiddetti erbicidi totali — quelli che agiscono su tutte le specie vegetali e, pertanto, sugli infestanti sia mono sia dicotiledoni. Il glifosato è un prodotto del gruppo americano Monsanto, che finora vende erbicidi con glifosato sotto il nome di «Roundup». Nella prassi il glifosato non è usato come principio attivo unico, ma in combinazione con agenti bagnanti (tensioattivi), che aumentano in modo mirato la velenosità dell'erbicida;
   la Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), nel marzo 2015, ha classificato il glifosato come «probabilmente cancerogeno per l'essere umano». Per questo la ISDE (International society of doctors for environment) ha chiesto al Parlamento europeo e alla Commissione europea di bandire la produzione, il commercio e l'utilizzo di queste sostanze su tutto il territorio europeo;
   i rischi causati da questo principio attivo sono ormai noti. Al riguardo, bisogna ricordare che recentemente, in Germania, si è riusciti a rilevare la presenza di glifosato e dei suoi metaboliti nella popolazione in generale non solo nell'urina, ma anche nel latte materno;
   in Italia, ad oggi, nessuno monitora la presenza di glifosato o del suo metabolita «Ampa» nell'acqua potabile. E la situazione non migliora sul fronte delle acque di superficie visto che l'unica regione che cerca l'erbicida della discordia è la Lombardia. Quello che più preoccupa è la sicurezza dell'acqua che sgorga nei nostri rubinetti visto che le analisi del «Test-Salvagente», in due case, hanno trovato positività superiori ai limiti. Ma né le Arpa regionali, né le aziende che forniscono l'acqua ai cittadini controllano non essendo obbligate a farlo –:
   se i Ministri interrogati siano a conoscenza della questione;
   se non ritengano opportuno, anche per tramite delle agenzie specializzate dei rispettivi dicasteri e per quanto di competenza, mettere in campo iniziative volte a rendere obbligatorio il monitoraggio, da parte degli enti preposti su tutto il territorio nazionale, della presenza del glifosato e di sostanze chimiche ad esso correlate nell'acqua potabile e ad uso agricolo. (4-13048)