• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/05736 DE CRISTOFARO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che: il bando "PhD ITalent", finanziato con decreto ministeriale...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05736 presentata da PEPPE DE CRISTOFARO
martedì 3 maggio 2016, seduta n.619

DE CRISTOFARO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

il bando "PhD ITalent", finanziato con decreto ministeriale n. 115 del 2013, il 7 maggio 2016 chiuderà la fase di candidatura degli aspiranti post-Doc, dopo una prima attività di selezione delle imprese: si tratta di 730 proposte di inserimento aziendale per dottori di ricerca finanziate per circa il 65 per cento dal fondo per la ricerca e lo sviluppo del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

il Ministero dell'economia e delle finanze, con nota n. 4574 del 23 gennaio 2014, ha attribuito al Ministero dell'istruzione risorse per il fondo FIRS (Fondo integrativo speciale per la ricerca) pari a 24,116 milioni di euro per l'anno 2014, tra cui 11 milioni di euro per "PhD ITalents";

l'impiego di 11 milioni di euro alla voce PhD ITalents, in quanto parte del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST) è disciplinato dalla legge n. 134 del 2012, e dal decreto ministeriale n. 115 del 2013. Nel decreto, all'articolo 1 (rubricato "Ambito di applicazione e definizioni") è stabilito che il fondo deve essere usato al solo fine del «sostegno delle attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo sperimentale, e attività di formazione per la valorizzazione del capitale umano». Una parte (superiore al 10 per cento) può essere spesa per la formazione di «ricercatori di età non superiore ai 40 anni compiuti in possesso del titolo di Dottorato di ricerca»;

i rappresentati del Ministero dell'istruzione e della Conferenza dei rettori si occuperanno della «selezione di offerte ammissibili» e di «candidature idonee» e quindi della compatibilità della figura del dottore di ricerca rispetto all'utilizzo del fondo nel progetto aziendale finanziato;

dal monitoraggio in rete delle 730 proposte di impiego emerge un dato di macroscopica difformità dell'impiego delle risorse rispetto agli indirizzi generali del fondo: 1) l'intera quota di finanziamento è destinata a ricercatori di età non superiore ai 35 anni, ma nelle more del decreto ministeriale è scritto che solo una parte di tali risorse (superiore al 10 per cento) può essere spesa per la formazione di "ricercatori di età non superiore ai 40 anni"; 2) meno del 30 per cento delle offerte di lavoro fa esplicita richiesta della figura del dottore di ricerca o riferimento ad attività di ricerca, tanto che le richieste di lavoro alludono frequentemente a laureati, tecnici, addetti, impiegati, esperti; 3) si evidenziano, nella seconda parte del bando, vizi formali e sostanziali nel perfezionamento della candidatura: le offerte di lavoro rivolte ai dottori di ricerca, se confrontate con le offerte di euraxess, il sito della Commissione europea specializzato in offerte di lavoro per skill accademici, presenta gravi difetti; 4) la piattaforma chiede di allegare il solo curriculum vitae, non vi è modo di indicare o allegare pubblicazioni sul tema oggetto dell'incarico e soprattutto il progetto di ricerca (step di ricerca; metodologie e bibliografie di riferimento) da svolgersi nei luoghi dell'impresa. Tale omissione evidenzia una forte criticità di tutte offerte di lavoro con il ruolo e i compiti del post-Doc (pari per qualifica e competenze a ricercatore a tempo determinato di tipo A) nei processi scientifici e aziendali;

è assente, in generale, la descrizione della figura professionale del post-Doc e, in particolare, i tempi e i carichi di lavoro riservati alla divulgazione dei risultati attraverso l'attività di conferenza e/o di pubblicazione in riviste internazionali: l'assenza di tali elementi tra i requisiti d'accesso potrebbe pregiudicare il buon esito della ricerca e l'andamento professionale post-dottorale, dato che, il confronto e la divulgazione sono aspetti peculiari anche nell'attività di ricerca aziendale;

un incaricato del team "PhD ITalents" rispondendo a una e-mail inviata da un dottore di ricerca ha dichiarato: «Il fatto che il candidato debba avere un dottorato di ricerca è un requisito imprescindibile su tutte le offerte; tuttavia, le imprese possono comunque aver indicato anche preferenze rispetto al percorso precedentemente svolto dal candidato. Inoltre la particolare dizione del titolo di dottore di ricerca non sempre è identificabile per le imprese e quindi indicano il percorso precedente»;

considerato che:

il titolo di dottore di ricerca è il più alto livello della formazione previsto nell'ordinamento accademico italiano ed è un titolo volto all'acquisizione di competenze necessarie all'esercizio dell'attività di ricerca presso università, enti pubblici e soggetti privati;

la riserva del bando a personale con età inferiore ai 35 anni appare essere in contrasto con quanto sancito nella sentenza della C-416/13 della Corte di giustizia europea: la sentenza, di concerto con la direttiva 2000/78/CE, del 27 novembre 2000, fissa il principio di non discriminazione anagrafica nell'accesso alle posizioni professionali;

nel sottolineare che «le imprese possono indicare preferenze professionali diverse» dal percorso svolto dal dottore di ricerca e che le prerogative di tale titolo non sono indispensabili all'incarico professionale da parte dell'incaricato del team PhD ITalents, evidenzia il rischio concreto per il ricercatore di svolgere mansioni "operative" differenti dalla ricerca; tale affermazione è tecnicamente grave, poiché evidenzia un manifesto vizio formale e sostanziale nell'impiego di risorse FIRS e poiché si ammette una bassa coerenza progettuale nell'uso delle risorse rispetto all'obiettivo ministeriale,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano informati dei fatti descritti;

se non ritengano di dover procedere ad una verifica delle procedure del bando PhD ITalent;

se non ritengano che le imprese che hanno vinto i concorsi proponendo figure professionali non idonee con gli obiettivi generali del Fondo siano al limite del danno erariale;

se non ritengano che l'uso difforme dell'impiego delle risorse rispetto agli indirizzi generali del fondo possa determinare uno spreco delle risorse pubbliche e delle professionalità umane a favore di imprese non interessate all'attività di ricerca.

(4-05736)