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Atto a cui si riferisce:
C.1/01260    premesso che:     l'Europa deve essere ed è innanzitutto un sistema di valori, poggiante sui principi di rispetto reciproco, di tolleranza, di riconoscimento ed...



Atto Camera

Mozione 1-01260presentato daSPADONI Maria Ederatesto diMartedì 10 maggio 2016, seduta n. 621

   La Camera,
   premesso che:
    l'Europa deve essere ed è innanzitutto un sistema di valori, poggiante sui principi di rispetto reciproco, di tolleranza, di riconoscimento ed accettazione delle identità e delle diversità, di totale parità di genere, di libertà dei singoli, di responsabilità degli individui, e di rispetto della legalità;
    su questi valori sono nate e si sono sviluppate negli anni le democrazie degli Stati europei e l'Unione europea stessa, unita dalla condivisione dei princìpi e dei valori fondativi ed identitari: libertà, parità, eguaglianza, democrazia, legalità;
    a Capodanno in diverse città europee, soprattutto della Repubblica federale di Germania, sono avvenute numerose odiose aggressioni a danno di donne, di carattere sessuale e di stampo sessista, compiute – come emerge dalle denunce ricevute dai locali commissariati delle forte dell'ordine – soprattutto da immigrati richiedenti asilo;
    le denunce alla polizia di Colonia per violenze subite durante la notte di Capodanno risultano essere 516, il cui 40 per cento ha avuto a che fare con molestie a sfondo sessuale;
    ad Amburgo i casi sono stati 133, e all'elenco delle città tedesche che hanno registrato il fenomeno (Düsseldorf, Francoforte, Berlino) si aggiunge l'irruzione di 500 uomini che hanno forzato l'ingresso di una discoteca di Bielefeld, in Westfalia, dove molte donne hanno poi subito attacchi e molestie;
    il 9 aprile 2016 la polizia di Colonia ha identificato 153 sospetti, 24 dei quali sono in custodia investigativa; 149 dei 153 indagati non sono tedeschi e molti sono richiedenti asilo e immigrati illegali: 103 provengono da Marocco o Algeria; 68 richiedenti asilo; 18 in Germania illegalmente e lo status legale di 47 non è chiaro;
    diverse sono state le critiche contro l'amministrazione della città, i media e la polizia per aver sottovalutato quello che è successo, nel migliore dei casi, o addirittura per aver cercato di insabbiarlo ed evitare, in questo modo, di alimentare una reazione violenta contro i profughi;
    gli assalti inizialmente non sono stati segnalati dalla polizia e sono stati in gran parte ignorati dai media tedeschi nei giorni successivi;
    diversi testimoni hanno sostenuto che gli agenti erano presenti ma che non sono riusciti a fermare gli attacchi;
    l'operato della polizia è stato criticato anche dal Ministro dell'interno tedesco Thomas De Maiziere che ha affermato che «La polizia non dovrebbe lavorare così»;
    si è trattato di aggressioni che dimostrano disprezzo dei princìpi di parità di genere, di eguaglianza delle persone, di legalità dei comportamenti: i valori dell'identità europea, da cui conseguono le azioni di doverosa accoglienza ed ospitalità nei confronti dei richiedenti asilo;
    il disprezzo o il rifiuto, di tali princìpi contrastano con la possibilità del riconoscimento del diritto all'asilo perché nega e minano alla radice l'identità dell'Europa e lo spirito e la lettera dello stesso articolo 10 della Costituzione;
    i valori richiamati e, in particolare, quello della parità di genere, dell'eguaglianza di ogni persona e delle diverse identità, del rispetto pieno del principio di legalità e delle leggi che i singoli Stati e l'Unione si sono democraticamente dati devono essere difesi, promossi, tutelati ed assicurati da parte di tutti e nei confronti di ciascuno;
    comportamenti (individuali e, a maggior ragione, collettivi) che, in flagrante o in modo inequivocabile, attestano il rifiuto dei principi fondamentali della convivenza civile, come nel caso delle aggressioni sessuali di stampo sessista, neganti la parità di genere, verificatesi in Germania, richiedono l'adozione di misure coerenti con l'esigenza di difendere, promuovere e tutelare i valori della persona e i valori fondativi dell'identità e dell'Unione europea;
    il 1o agosto 2014 è entrata ufficialmente in vigore la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica – meglio nota come «Convenzione di Istanbul» – adottata dal Consiglio d'Europa l'11 maggio 2011;
    l'Italia è stata tra i primi Paesi europei a fare propria la Convenzione, ratificandola con la legge 27 giugno 2013, n. 77;
    ai sensi dell'articolo 40 della stessa Convenzione, entrata in vigore nell'agosto 2014, «le Parti adottano le misure legislative o di altro tipo necessarie per garantire che qualsiasi forma di comportamento indesiderato, verbale, non verbale o fisico, di natura sessuale, con lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una persona, segnatamente quando tale comportamento crea un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo, sia sottoposto a sanzioni penali o ad altre sanzioni legali»;
    le donne sono spesso esposte a gravi forme di violenza, che costituiscono una grave violazione dei diritti umani ed il principale ostacolo al raggiungimento della parità tra i sessi, come sancito dalla stessa Convenzione di Istanbul;
    in Italia è stato adottato il piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere (articolo 5 del decreto-legge n. 93 del 14 agosto 2103, convertito dalla legge n. 119 del 2013) con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 luglio 2015 e registrato dalla Corte dei Conti il 25 agosto 2015;
    è necessario che le disposizioni relative all'accoglimento delle richieste di asilo prevedano adeguate misure dirette a tutelare, promuovere ed assicurare l'esercizio dei diritti fondamentali ed universali delle donne e degli uomini, prevedendo, a fronte di comportamenti che li neghino, il mancato riconoscimento dello status di rifugiato e l'espulsione dei responsabili;
    come ha affermato lo stesso Ministro dell'interno della Germania, Thomas de Maiziere, definendo le violenze «completamente inaccettabili», «il fatto che dietro alle aggressioni ci siano stranieri non deve lasciare in silenzio ma non deve neanche portare a un sospetto generalizzato nei confronti di tutti i rifugiati e migranti»;
    si esprime sdegno e condanna nei confronti della violenza subita da un numero considerevole di donne in varie città tedesche in occasione dei festeggiamenti del Capodanno, e pari condanna per la violazione dei diritti di parità delle donne in diversi Paesi di provenienza dei migranti stessi,

impegna il Governo:

   ad adottare le necessarie iniziative per adeguare le disposizioni relative all'accoglimento delle richieste di asilo prevedendo il mancato riconoscimento dello status di rifugiato e l'espulsione dei responsabili di comportamenti che, come nel caso delle aggressioni sessuali di stampo sessista verificatesi a Capodanno, violino la dignità ed in generale i diritti della donna, principi alla base dell'Unione europea, ma anche del Consiglio d'Europa di cui fanno parte ben 47 Paesi anche extraeuropei;
   ad assumere iniziative per prevedere l'obbligo della frequentazione di corsi destinati ai migranti richiedenti il permesso di soggiorno o il riconoscimento dello status di rifugiato, tesi a far conoscere la legislazione italiana ed europea in merito ai diritti della persona e segnatamente quelli delle donne, nonché i valori della parità di genere sanciti dalla Costituzione italiana e dai trattati dell'Unione europea;
   a verificare la possibilità di definire convenzioni tra il Ministero dell'interno e i centri antiviolenza presenti sul territorio, al fine di rendere più stabili ed efficaci gli interventi di prevenzione e di sostegno contro soprusi e vessazioni nei confronti delle donne straniere nei luoghi di accoglienza di migranti e rifugiati;
   a rendere effettivo il piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere specificatamente nella parte che prevede corsi di formazione delle forze dell'ordine.
(1-01260) «Spadoni, Basilio, Di Vita, Agostinelli, Dadone, Dieni, D'Incà».