• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
S.2/00384 FATTORI, AIROLA, BLUNDO, BOTTICI, BUCCARELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CIAMPOLILLO, CIOFFI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, NUGNES,...



Atto Senato

Interpellanza 2-00384 presentata da ELENA FATTORI
martedì 10 maggio 2016, seduta n.622

FATTORI, AIROLA, BLUNDO, BOTTICI, BUCCARELLA, CAPPELLETTI, CASTALDI, CIAMPOLILLO, CIOFFI, GAETTI, GIARRUSSO, GIROTTO, LEZZI, LUCIDI, MANGILI, MARTELLI, MONTEVECCHI, MORONESE, MORRA, NUGNES, PETROCELLI, PUGLIA, SANTANGELO, SCIBONA, TAVERNA - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dello sviluppo economico - Premesso che è stata di recente pubblicata, grazie all'intervento di Greenpeace Olanda, una cospicua parte dei contenuti del TTIP (Transatlantic trade and investment partnership), il trattato transatlantico di libero scambio tra UE e USA, quantificati in 248 pagine che rappresentano circa i 2 terzi dell'intero documento;

considerato che, a giudizio degli interpellanti:

da una prima lettura dei "TTIP leaks" emergono dati allarmanti relativamente a molti comparti economici evidenziando una linea verso privatizzazioni e abbassamento dei controlli sugli standard produttivi e di messa sul mercato oggi esistenti nell'Unione europea;

tali dati sono desumibili dalle osservate omissioni di alcuni dei principi fondanti lo scambio intraeuropeo e quello internazionale e tra queste il riferimento al principio di precauzione e alle "eccezioni generali" (general exceptions), quelle che permettono agli Stati membri di regolare il commercio per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante. L'omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante;

considerato inoltre che:

due studi, di cui uno dalla UE del settembre 2013 (Transatlantic trade and investment partnership - The economic analysis explained) e l'altro dal Dipartimento di agricoltura USA del novembre 2015 (Agriculture in the Transatlantic trade and investment partnership: tariffs, tariff-rate quotas, and non-tariff measures) sottolineano entrambi uno sbilanciamento del risultato negoziale a favore degli USA;

i dati sulla bilancia commerciale vedrebbero un sostanziale ribaltamento, oggi favorevole alla UE, in favore degli USA, oltre al potenziale e dannoso fenomeno cosiddetto di trade diversion, ovvero un conseguente abbassamento degli scambi intrauropei in favore di quelli transoceanici;

risulta agli interpellanti che, nello studio del novembre 2015 del Dipartimento di agricoltura degli Stati Uniti, si asserisce di un aumento di centinaia, a volte migliaia, di punti percentuali nelle esportazioni USA. Per esempio, i prodotti americani che più beneficerebbero del TTIP, secondo lo studio, sono la carne (con un aumento del 965 per cento), il latte in polvere (900 per cento), il formaggio (987 per cento), ma soprattutto il pollo (con un aumento pari al 33.500 per cento) e il maiale (pari al 4.000 per cento) con una crescita delle esportazioni da parte dei due conglomerati di pochi punti (2 per gli USA, uno per la UE);

considerato altresì che nella risposta fornita all'interrogazione 4-02109, il Vice Ministro dello sviluppo economico Calenda asseriva che: "l'azione del Governo verso la scelta negoziale del TTIP è stata ampiamente sostenuta, in ogni occasione, dal nostro sistema produttivo. Riguardo alle iniziative intraprese per promuovere il made in Italy, occorre considerare che il negoziato con gli Stati Uniti si prefigge proprio di favorire l'interscambio commerciale e l'export competitivo attraverso l'eliminazione delle barriere tariffarie e non tariffarie che ostacolano la libera circolazione delle merci industriali, in particolare di quelle ad alto valore aggiunto (come ad esempio nel caso dell'oreficeria) ma anche di quelle agroalimentari di qualità" e che "Per quanto concerne l'intenzione di escludere dal pacchetto di beni e servizi oggetto del TTIP i beni fondamentali, quali la gestione integrata dell'approvvigionamento idrico, è opportuno ricordare che le liberalizzazioni in materia di servizi avvengono sulla base degli impegni sottoscritti da parte dei singoli Paesi membri negli elenchi GATS (l'accordo generale sul commercio di servizi in ambito multilaterale), con l'esclusione, pertanto, di quei settori indicati come sensibili da parte di ciascuno Stato. Dal momento che l'erogazione dei servizi di pubblica utilità rientra tra le sensibilità prioritarie del nostro Paese, non viene mai trattata nell'ambito dei negoziati commerciali. Del resto, il mandato TTIP approvato dal Consiglio dell'Unione europea impone alla Commissione di non promuovere, attraverso il negoziato, alcuna liberalizzazione in campo commerciale o nel settore degli investimenti che possa determinare un abbassamento degli standard nazionali di protezione ambientale, di sicurezza dei lavoratori, di tutela occupazionale nonché delle normative di sicurezza e di salute pubblica. In merito alla richiesta di porre in discussione l'esenzione dall'accordo delle materie di carattere sanitario e fitosanitario si ricorda che il principio di precauzione costituisce parte integrante dell'acquis comunitario e come tale viene sempre pienamente rispettato, sia nell'ambito del funzionamento del mercato interno, sia nell'ambito delle negoziazioni con i Paesi terzi da parte della UE. Esso consente infatti di adottare diverse misure preventive, laddove si ravvisi un possibile pericolo per la salute umana, animale o vegetale o per la protezione dell'ambiente e i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio. Materie come ogm, pollo al cloro o carne agli ormoni non sono comunque oggetto del negoziato TTIP";

considerato infine che:

a giudizio degli interpellanti i principi enunciati nella risposta sarebbero totalmente omessi nel "TTIP leaks" ed appare chiara la discrasia che si evidenzia tra i contenuti del trattato stesso, i principi di precauzione vigenti nell'Unione europea e le dichiarazioni rilasciate dal nostro Governo;

la Francia si è detta contraria al trattato e da fonti di stampa si apprende che il Ministro del commercio francese, Matthias Fekl, avrebbe dichiarato di non voler sottoscrivere il TTIP e che "ritiene molto probabile lo stop alle trattative", come si legge su "Il Sole-24 ore" del 3 maggio 2016,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo intendano riferire con urgenza circa il contenuto del trattato transatlantico di libero scambio tra UE e USA, considerando che gli stralci pubblicati dimostrerebbero l'esistenza di un accordo commerciale che rischia di recare un consistente danno all'economia europea, riducendo la sfera dei diritti dei lavoratori e dei consumatori e creando un grave sbilanciamento del risultato negoziale a favore degli USA;

se non ritengano di dover assumere iniziative finalizzate a ottenere la sospensione della trattativa TTIP in corso, al fine di tutelare i diritti e i beni comuni a garanzia di un modello sociale ed economico equo e democratico che non metta in discussione i principi essenziali per la nostra agricoltura, la nostra cultura e per la reciprocità all'accesso dei mercati pubblici.

(2-00384)