• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/13173    con delibera n. 19283 del 30 luglio 2015, la Consob ha applicato sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti di Poste Italiane s.p.a. (a titolo di responsabile in solido) e di...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13173presentato daGALGANO Adrianatesto diGiovedì 12 maggio 2016, seduta n. 623

   GALGANO, CATALANO e RIBAUDO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
   con delibera n. 19283 del 30 luglio 2015, la Consob ha applicato sanzioni amministrative pecuniarie nei confronti di Poste Italiane s.p.a. (a titolo di responsabile in solido) e di primari esponenti aziendali della società stessa, avendo accertato plurime violazioni dell'articolo 21 del decreto legislativo n. 58 del 1998 e relative disposizioni di attuazione;
   in particolare, la Consob ha «ravvisato la sussistenza di violazioni attinenti al mancato rispetto delle norme che regolano: 1) i conflitti di interesse e la correttezza della condotte; 2) la materia della valutazione di adeguatezza degli investimenti», evidenziando, tra l'altro, il compimento di operazioni di switch svolte a tutto vantaggio della società medesima, senza curarsi dell'interesse dei clienti-investitori vittime di tali operazioni;
   sono stati sanzionati, in quanto ritenuti responsabili a vario titolo delle violazioni accertate, Massimo Sarmi (amministratore delegato dal 29 maggio 2008 al 2 maggio 2014), il signor Paolo Martella (responsabile BancoPosta dal 1o gennaio 2012 al 22 luglio 2014), il signor Paolo Marchese (responsabile mercato privati dal 3 ottobre 2008 al 23 maggio 2014 (riconfermato con ordine di servizio n. 31/14), il signor Dario Sciacca (responsabile commerciale privati dal 23 dicembre 2008), la signora Francesca Sabetta (responsabile prodotti finanziari dal 16 novembre 2004) e altri due soggetti la cui identità non risulta rivelata nel citato documento pubblico;
   all'esito dei suoi accertamenti, la Consob ha specificamente individuato le seguenti carenze: «i) la mancanza di presidi volti ad intercettare eventuali incongruenze nelle risposte rese dai clienti in fase di profilatura della clientela che hanno consentito il verificarsi di comportamenti operativi irregolari anche nella Filiale Milano 1, oggetto di specifica indagine ispettiva; ii) l'assenza di meccanismi idonei a ricostruire le modalità di relazione tra operatore e cliente nell'ambito del servizio di consulenza; iii) la mancata introduzione della verifica di adeguatezza anche sui disinvestimenti, in quanto presunti sempre ad iniziativa del cliente»;
   la questione è stata ampiamente trattata dalla stampa (v. ex pluribus Il Fatto Quotidiano del 17 ottobre 2015), che ha criticato il basso importo delle sanzioni irrogate, per questo asseritamente prive di efficacia dissuasiva e sproporzionate rispetto ai danni subiti dai risparmiatori, nonché il rifiuto da parte della Consob di fornire più dettagliate informazioni, invocando il segreto d'ufficio;
   già con l'interrogazione n. 4-12625, tuttora senza risposta, l'interrogante ha chiesto informazioni in merito a significative criticità dell'attività Poste Italiane, denunciate nell'ambito territoriale siciliano, in materia di MIFID e profilazioni –:
   se quanto premesso corrisponda al vero e di quali notizie disponga il Governo;
   se risulti quali eventuali iniziative la società Poste Italiane abbia adottato nei confronti dei dipendenti di cui in premessa a seguito dell'accertamento della Consob;
   se risulti al Governo che le carenze indicate dalla Consob nella delibera n. 19283 del 30 luglio 2015 siano state affrontate e corrette, e con quali interventi. (4-13173)