• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/08654    nelle ultime ore, proprio in fase di avvio della campagna di raccolta delle ciliegie e a ridosso di quelle di altri prodotti ortofrutticoli di grande rilevanza occupazionale come patate,...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-08654presentato daSCHULLIAN Manfredtesto diMercoledì 11 maggio 2016, seduta n. 622

   SCHULLIAN, ALTIERI e CIRACÌ. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
   nelle ultime ore, proprio in fase di avvio della campagna di raccolta delle ciliegie e a ridosso di quelle di altri prodotti ortofrutticoli di grande rilevanza occupazionale come patate, albicocche, pesche, angurie e uva da tavola, le più importanti catene della grande distribuzione organizzata hanno comunicato l'intendimento di non ritirare ciliegie e altri prodotti agricoli qualora le aziende non possano attestare la certificazione relativa all'adesione alla «Rete del lavoro agricolo di qualità»;
   la «Rete del Lavoro agricolo di qualità», organismo autonomo per la certificazione etica delle aziende, è stata istituita con l'articolo 6 del decreto-legge 91 del 24 giugno 2014, ed è diventata operativa dal 1o settembre 2015 come procedura facoltativa;
   il suo iter di applicazione mostra ancora gravi limiti, lentezze e complicazioni burocratiche e avviene mediante l'iscrizione ad un apposito portale che risulta poco fruibile e particolarmente difficoltosa per le aziende interessate;
   risulterebbe agli interroganti che alcune richieste di certificazione inoltrate ad ottobre 2015 risultano non ancora espletate;
   inoltre ci si chiede se la «Rete del lavoro agricolo di qualità» sia lo strumento giusto per affrontare il fenomeno del caporalato e se questo non stia diventando invece un istituto che distorce il mercato a scapito delle aziende agricole;
   a livello internazionale, esistono enti che rilasciano certificazioni che attestano e tracciano l'eticità del ciclo produttivo in materia ambientale, di sicurezza dei lavoratori e di salubrità del prodotto alle quali si potrebbe equiparare l'iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità, secondo standard di organismi o enti di controllo riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
   è oltremodo contraddittorio, inoltre, che un'adesione nata come volontaria e in via di sperimentazione, sia divenuta di fatto e d'un tratto obbligatoria, a causa della richiesta delle catene della grande distribuzione organizzata di ritirare solo prodotti agricoli provenienti da aziende aderenti alla Rete, ancora in Italia in numero limitato, bloccando così la commercializzazione di prodotti in piena fase di raccolta con gravissimi danni economici ed occupazionali;
   bisogna scongiurare il paradosso che il ritiro delle produzioni italiane da parte della grande distribuzione organizzata, sia sostituito dal ritiro di prodotti agricoli stranieri per i quali non è richiesta alcuna iscrizione alla «Rete del lavoro agricolo di qualità» e quindi non valgono le stesse condizioni imposte dalla grande distribuzione alle aziende italiane –:
   quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per rendere più accessibile e meno farraginoso l’iter di adesione delle imprese agricole alla Rete di cui in premessa e per evitare che si realizzino disparità di trattamento tra le produzioni italiane e quelle estere che non hanno alcuna certificazione e a cui non è richiesta l'adesione alla «Rete del lavoro agricolo di qualità». (5-08654)