• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/02920 il settimanale L'Espresso n. 49 del 2013 reca un reportage a firma di Glenn Greenwald e Stefania Maurizi dal titolo «Da qui ci spiano gli americani»; dal reportage fondato sull'analisi...



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02920presentato daLIUZZI Mirellatesto diMercoledì 11 dicembre 2013, seduta n. 136

LIUZZI, TOFALO, DELL'ORCO, PAOLO NICOLÒ ROMANO, CRISTIAN IANNUZZI, NICOLA BIANCHI, SCAGLIUSI e SIBILIA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
il settimanale L'Espresso n. 49 del 2013 reca un reportage a firma di Glenn Greenwald e Stefania Maurizi dal titolo «Da qui ci spiano gli americani»;
dal reportage fondato sull'analisi dei file in possesso di Edward Snowden emerge che «(...) almeno fino al 2010, in Italia lo Special Collection Service è presente in ben due siti: a Roma, dove ha uno staff composto da agenti sotto copertura, e a Milano, (...) dove l'unita Scs opererebbe in modo totalmente automatizzato, ovvero senza l'ausilio di agenti»;
i documenti citati nel suddetto reportage dimostrano, quindi, come l'Italia e le Autorità italiane siano state oggetto di un'intensa attività di spionaggio da parte del Governo americano;
in particolare, da un'analisi delle strutture diplomatiche americane condotte dal giornalista britannico Duncan Campbell riportata dal settimanale si rileva che «La presenza del sistema di raccolta nascosto dello Special Collection Service, sul tetto dell'ambasciata di Roma, è chiara ed è una struttura tipica a quella di altre ambasciate in giro per il mondo. Non ho alcun dubbio che la struttura cubica a forma di tenda individuata dalla freccia è un sistema per nascondere la raccolta di intelligence elettronica (Sigint, ndr), con molte antenne non visibili, capaci di ascoltare: telefoni delle reti Gsm, Gprs, 3G e Cdma, come anche i canali di comunicazione del Governo e della polizia e di supportare anche le attività speciali della Cia come le intercettazioni mirate»;
da ulteriori documenti classificati come «top secret e non rilasciabili a cittadini stranieri» analizzati dai giornalisti che hanno redatto il reportage emerge come l'ambasciata italiana a Washington sia stata oggetto di almeno due operazioni di spionaggio con nomi in codice «Bruneau» e «Hemlock» volte ad intercettare informazioni e comunicazioni della nostra sede diplomatica;
presumibilmente anche dati dei cittadini italiani sono stati oggetto un'attività di intercettazione da parte dell'NSA come emerge dal file «Boundless Informant» – «Italy» reso noto dai giornalisti Gleenwald e Maurizi dal quale è emerso che tra il 10 dicembre 2012 e il 9 gennaio 2013 la NSA ha raccolto 45.893.570 metadati telefonici riferibili a cittadini italiani;
quanto emerge dai documenti riportati nel citato reportage smentirebbe le rassicurazioni del Presidente del Consiglio dei ministri fornite alla Camera nella seduta del 20 novembre 2013 allorquando ha dichiarato che «(...) ad oggi in base all'analisi della nostra intelligence e dei contatti internazionali, non risultano compromissioni della sicurezza delle comunicazioni, né dei vertici di Governo, né delle nostre ambasciate, né risulta che la privacy dei cittadini italiani sia stata violata da organismi informativi nazionali o in collaborazione con i servizi di intelligence stranieri» –:
se i fatti sopra citati trovino riscontro;
quali urgenti iniziative intendano adottare, nell'ambito delle proprie competenze, anche in sede diplomatica per far luce sulle vicende riportate nell'articolo giornalistico pubblicato su L'Espresso in relazione alle violazioni di sovranità denunciate e alle violazioni dei diritti dei cittadini italiani in materia di privacy e segretezza delle comunicazioni. (4-02920)